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I verdetti della stampa. Hellas: Amrabat-Pessina sugli scudi. Stepinski rimandato

TMW - I verdetti della stampa. Hellas: Amrabat-Pessina sugli scudi. Stepinski rimandatoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 03 agosto 2020 14:30Serie A
di Luca Chiarini

S'è consumato anche l'atto finale di questo campionato, ed è dunque calato il sipario sulla stagione dell'Hellas Verona. Tempo di bilanci per i veneti, vera rivelazione di questa Serie A: l'annata è stata da incorniciare, anche se nel prossimo mercato servirà una nuova rivoluzione per dare seguito al progetto avviato in maniera tanto brillante da Ivan Juric. A tal proposito, TUTTOmercatoWEB.com ha deciso di interpellare due firme di punta al seguito del club scaligero per un commento su questo campionato: chi è stato il migliore dei gialloblù? Chi il peggiore? Chi la rivelazione? E da chi ripartire?

Il migliore

MATTEO FONTANA, La Gazzetta dello Sport - Si va al ballottaggio: Sofyan Amrabat o Matteo Pessina? Vince di poco il centrocampista marocchino, e il giudizio tiene conto del fatto che sia arrivato in Serie A senza neanche avere il tempo di ambientarsi e subito abbia avuto un grande impatto sul gioco e gli equilibri del Verona. Forza fisica, spessore tattico, spesso è stato dirompente. Pessina ha impressionato per qualità, tempi di inserimento, senso del gol, per quanto sa essere duttile. Sul filo, comunque, per le ragioni di cui sopra, scelgo Amrabat, ma il testa a testa è equilibrato quanto quello tra George Bush e Al Gore in Florida per le elezioni USA del 2000.

GIANLUCA TAVELLIN, L'Arena - Matteo Pessina. Già si conoscevano le sue capacità ma la consacrazione di questo ragazzo è giunta nel Verona di Juric. Arrivato in corsa all'Hellas, ha segnato alla prima occasione valida a Lecce. Da lì in poi è stato tutto un crescendo rossiniano per Pessina. Il rigore negato col Milan in casa, dopo l'inserimento allo stadio di Via del Mare, ha fatto capire la grande capacità e i tempi d'attacco di questo jolly preziosissimo. Sette reti prima dell'ultima fatica a Genova ma soprattutto la grande versatilità in tutti i ruoli ne fanno il migliore della banda Juric.

LUCA CHIARINI, TUTTOmercatoWEB.com - Sofyan Amrabat. Chi, se non lui? L'arrivo dal Brugge tra lo scetticismo generale, l'exploit subitaneo e lo status di irrinunciabile che l'ha accompagnato per tutta la stagione. "Gioca finché non muore", disse in una conferenza Ivan Juric, che a dispetto dei toni iperbolici ha tenuto fede alla parola data. La cessione alla Fiorentina è la logica conseguenza del rendimento straordinario di un diamante per certi versi ancora grezzo, ma che può diventare unico nel suo genere con i giusti insegnamenti.

La delusione

MATTEO FONTANA, La Gazzetta dello Sport - In questo caso valgono considerazioni opposte: come trovare qualcosa o qualcuno che non sia andato nella direzione giusta nel Verona di questa stagione? Una decisione va presa e, inevitabilmente, il nome che esce è quello di Mariusz Stepinski, per il cui cartellino sono stati versati 5.5 milioni di euro. Doveva essere il perno dell’attacco, ma si è visto poco, si è sbloccato tardi ed è sembrato sempre poco “dentro” l’impostazione di squadra. Le attenuanti ci sono, a cominciare dal fatto di essere stato ingaggiato alla fine del mercato estivo per entrare con un passo atletico diverso in confronto al resto della squadra. Tuttavia, è necessario sottolineare che da lui ci si attendeva di più.

GIANLUCA TAVELLIN, L'Arena - Emmanuel Badu. Difficile stabilire chi ha dato meno in quest'annata straordinaria per il Verona. Tutti, anche chi ha giocato poco, hanno remato dalla stessa parte. Verrebbe da dire Stepinski ma è molto difficile fare il centravanti classico nel modulo di Juric oppure Salvatore Bocchetti che ha avuto molti contrattempi di natura fisica. Purtroppo sfortunato come Emmanuel Badu non c'è stato nessuno. A rischio vita prima, infortunato poi e con un grave lutto in famiglia. Eppure nel post lockdown avrebbe dovuto dare di più. È sembrato già proiettato verso la prossima stagione.

LUCA CHIARINI, TUTTOmercatoWEB.com - Mariusz Stepinski ha certamente disatteso le aspettative di inizio stagione, moltiplicate - va detto - dalla portata di un'operazione piuttosto ingente per le casse della società. Centravanti boa inamovibile ai blocchi di partenza, è rapidamente scivolato in basso nelle gerarchie, concludendo la sua stagione in A con appena tre centri in ventuno presenze. Di certo la tendenza di Juric ad affidarsi a tridenti "leggeri", privi di riferimenti veri e propri, non l'ha agevolato, ma servirà ripristinare lo smalto di un tempo per ritagliarsi uno spazio maggiore in squadra.

La rivelazione

MATTEO FONTANA, La Gazzetta dello Sport - Qui si può andare sul sicuro: Marash Kumbulla. Fino ad agosto aveva giocato appena 20’ tra i professionisti, da lì in poi si è affermato come uno dei migliori difensori dell’intera Serie A. A vent’anni compiuti a febbraio, è già un veterano. Juric ha parlato sempre di lui in termini entusiastici e per tenerlo ci metterebbe parte del suo stipendio, se potesse. Testa, fisico, concentrazione, calma solenne, una capacità di apprendimento da predestinato. Chi lo prende fa un affare, ma dovrà scucire parecchio: non se ne pentirà.

GIANLUCA TAVELLIN, L'Arena - Kumbulla e Amrabat: impossibile scinderli. Il primo è stata una delle sorprese della Serie A. Classe duemila ma esperienza e personalità da trentenne. Il secondo è stato il classico colpo di mercato. E pensare che nel Brugge non trovava spazio. Colonna del Verona di Juric anche se a Firenze dovrà portare meno il pallone e non sfidare sempre l'avversario per sfondare definitivamente nel calcio italiano.

LUCA CHIARINI, TUTTOmercatoWEB.com - Oltre al già citato Marash Kumbulla, che merita indubbiamente una menzione d'onore, la crescita a livello tattico del Verona ha un nome e un cognome: Matteo Pessina. Doti atletiche fuori dall'ordinario - il più "corridore" tra i giocatori a disposizione di Juric - cui abbina un'intelligenza calcistica che è andata affinandosi nel corso dei mesi. A condimento di tutto, una prolificità che l'ha fatto rimbalzare ai vertici della classifica marcatori della squadra. Trattenerlo per un altro anno significherebbe dare ancor più vigore ad un progetto tecnico che poggia già su basi molto solide, ma che andrà implementato, viste le molte partenze ormai imminenti.

Da chi ripartire

MATTEO FONTANA, La Gazzetta dello Sport - Da Ivan Juric, naturalmente. La stella polare del progetto tecnico del Verona è lui. La sintonia con Tony D’Amico, per un rapporto che si è cementato col tempo fino a trasformarsi in simbiosi, è la certezza che guida la costruzione di un Hellas che cambierà tanto. L’identità di squadra non va alterata, per questo occorre mantenere per quanto possibile la struttura di questa stagione: Silvestri, Gunter, Faraoni, Veloso, Lazovic, Zaccagni, Di Carmine, Salcedo, Dimarco, Empereur e Verre sono una base solida. Dopo, resta fondamentale effettuare investimenti. Oculati sì, ma al rialzo.

GIANLUCA TAVELLIN, L'Arena - Darko Lazovic. L'esterno serbo rappresenta per Juric quello che Fanna rappresentava per Bagnoli. Più da corsia l'ex genoano rispetto a Pierino ma entrambi dotati di corsa, scatto, tecnica e senso innato dell'ultimo passaggio o cross decisivo per il compagno. Lazovic non molla mai ed è sempre pericoloso nell'uno contro uno. Un uomo su cui contare, sempre.

LUCA CHIARINI, TUTTOmercatoWEB.com - Da Ivan Juric. Il motivo è presto detto: il rinnovo, pur strappato un po' a fatica, ha sancito un legame che trascende l'aspetto meramente sportivo, che comunque resta preponderante. In questa stagione per molti tratti trionfale si è creata un'alchimia che potrebbe anche fungere da catalizzatrice del tortuoso percorso di miglioramento a trecentosessanta gradi della società. Non manca una visione, che è nitida e definita, così come è vivida la volontà di replicare l'impresa di quest'anno.

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