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I verdetti della stampa. Milan: Ibrahimovic la star, Leao il futuro

TMW - I verdetti della stampa. Milan: Ibrahimovic la star, Leao il futuro TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
lunedì 03 agosto 2020 20:00Serie A
di Antonio Vitiello

Un girone d’andata da incubo, un ritorno con una media da scudetto (41 punti ottenuti). La stagione del Milan si può dividere a metà, ma andiamo ad analizzare i protagonisti e i bocciati del campionato rossonero con le interviste realizzate da TuttoMercatoWerb.com ai giornalisti che seguono il club milanista.

Il migliore

ANTONIO VITIELLO, MilanNews.it e CorSport - Ibrahimovic perché è un giocatore di una categoria superiore, e anche a 38 anni domina in serie A facendo la differenza. Il Milan ha cambiato volto dal suo arrivo a gennaio, perché pretende il massimo dai compagni, ed ha alzato la qualità della rosa. Inoltre non è facile realizzare 10 gol e 5 assist in 18 partite. Numeri spaventosi.
LUCA PAGNI, Repubblica - Bennacer perchè ha fatto vedere grandi miglioramenti, più di qualsiasi altro rispetto ad inizio stagione quando perdeva palla in uscita. Riceveva troppe ammonizioni poi il livello delle prestazioni è aumentato. Non essendo uno che poteva giocare davanti la difesa per il fisico, si è trovato benissimo nel modulo con due mediani, è stato il cambio tattico a fargli fare il salto di qualità.
CARLO PELLEGATTI - Grazie all’arrivo di Ibrahimovic la squadra ha acquistato coscienza nei suoi mezzi, Pioli ha cambiato lo schema mettendo Kessie e Bennacer a due, tutti i compagni hanno migliorato il rendimento, Zlatan li ha fatti rendere al massimo, tutto questo mix è stato uno dei segreti della vittoria della coppa d’estate.

La delusione

ANTONIO VITIELLO, MilanNews.it e CorSport – Mi aspettavo molto di più da Paquetà. Ha praticamente sprecato un anno e dopo 18 mesi dal suo arrivo in Italia ancora non si è capito dove schierarlo. Ha grandi qualità, ma se non trova spazio è possibile che venga ceduto. D’altronde il Milan ha investito 40 milioni e per ora il giocatore non è stato all’altezza (quest’anno solo un assist e nemmeno un gol).
LUCA PAGNI, Repubblica - Avrei detto Leao fino a qualche partita fa, però opto per Andre Conti. Credo sia la delusione perchè non aveva grande concorrenza sulla fascia destra, lui ha piede, cross e visione di gioco ma non lo ha fatto vedere.
CARLO PELLEGATTI – Dico Piatek. Già mi ero preoccupato all’inizio della scorsa stagione quando nelle amichevoli estive vedevo che il giocatore aveva perso il fiuto del gol. Utilizzo una definizione che si usa in Inghilterra per descriverlo, direi “One season wonder”.

La rivelazione

ANTONIO VITIELLO, MilanNews.it e CorSport - Hernandez. Pensavo che potesse far bene, ma non essere un giocatore così travolgente. E’ la rivelazione perché in poche settimane si è ambientato benissimo ed è diventato un punto di riferimento per la squadra, uno dei migliori esterni sinistri di tutta Europa.
LUCA PAGNI, Repubblica - Scelgo Kjaer perché era passato in Italia più volte senza incidere, a Bergamo faceva panchina, invece si è dimostrato giocatore di assoluto valore. Bravo nell’uno contro uno, si è inserito alla velocità della luce nel Milan.
CARLO PELLEGATTI - Calhanoglu, Hernandez e Rebic se parliamo di nomi di alto livello. Dei giovani mi è piaciuto il rendimento di Gabbia, destinato a diventare titolare nel prossimo Milan. Chiaro che Hernandez a quei livello non ce lo aspettavamo, ma Gabbia ha fatto davvero bene.

Da chi ripartire

ANTONIO VITIELLO, MilanNews.it e CorSport - Rebic e Calhanoglu hanno sorpreso con un’annata sopra le righe, e bisogna ripartire da loro allungando il contratto. Ma la prossima potrebbe essere la stagione di Leao. Lo ha detto anche Pioli, la sfida è sfruttare al massimo le qualità di un giocatore che ha le carte in regola per diventare davvero forte. Deve crescere prima mentalmente e sarà la scommessa del tecnico rossonero.
LUCA PAGNI, Repubblica - Leao l’abbiamo visto migliorato nelle ultime partite. Ha segnato quasi sempre entrando dalla panchina, un merito del lavoro di Pioli. Vuol dire che li motiva tutti i giocatori, e il ragazzo vuole dimostrare di essere pronto. Il gesto tecnico della rovesciata contro il Cagliari è impressionate, ha spaccato la traversa. Sembra che giochi con il freno a mano tirato, il fisico ce l’ha, i piedi anche, deve solo abbassare il freno a mano.
CARLO PELLEGATTI - Da Ibrahimovic, anche se potrebbe essere limitativo ripartire da un giocatore di quasi 39 anni. Però essendo uno dei 10 centravanti più forti del mondo, e nella top 3 dei giocatori più carismatici al mondo, direi che si può ripartire da lui.

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