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Amelia: "Milan da Champions. Diamo tempo a Pirlo, ieri la Juve meritava di più"

TMW RADIO - Amelia: "Milan da Champions. Diamo tempo a Pirlo, ieri la Juve meritava di più"
lunedì 26 ottobre 2020 19:01Serie A
di Dimitri Conti

L'ex portiere Marco Amelia si è collegato in diretta ai microfoni di TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista comincia dall'analisi di Milan-Roma questa sera, e dai rossoneri: "Sono contentissimo, in primis va elogiato il lavoro di Pioli, poi quello della società. Ha influito tantissimo l'avvento di Ibra: ha alzato la mentalità nello spogliatoio, e qualche giovane è in crescita. Si vede in campo".

A beneficiarne di più sembra essere stato Calhanoglu.
"Sì, tantissimo. Se vede talento e qualità, Ibrahimovic ti stimola a dare il meglio. Non so se anche le porte chiuse, ma credo che a certi livelli i giocatori di grande calibro riescono a fregarsene anche dei fischi. La cosa importante è che stia rendendo secondo aspettative di club e tifosi".

L'obiettivo dei rossoneri è la Champions League?
"Poterci lottare, che è diverso dall'arrivarci sicuramente. Ma significa ritrovare ambizione, un atteggiamento generale che possa riportare la mentalità vincente per competere con chi occupa le posizioni alte della classifica negli ultimi anni. C'è traffico: Juventus, Inter, Napoli, Atalanta, Roma, Lazio... Il Milan però può lottare, deve soltanto mantenere questa continuità. Per me possono farcela, abbiamo visto alzare il livello di tanti giocatori e penso possa dar fastidio a tutte le squadre che si sentono sicure del posto, o comunque da Champions".

L'Atalanta può confermarsi?
"Non è mai facile inserire giocatori nuovi in un'orchestra che funziona già benissimo. I nuovi sono bravi, ma quando vai ad integrare una squadra già forte serve il tempo giusto per ritagliarsi il proprio spazio. Ci aspettiamo tutti tanto da quest'Atalanta che ha regalato soddisfazioni non solo in campionato, ma anche in Champions League: meriterebbero la conferma per il lavoro di questi ultimi anni, sia di Gasperini che del club".

Ingiuste le critiche a Fonseca?
"Ha gestito benissimo tante situazioni alla Roma, e lo posso dire perché lo seguo da vicino. Tante situazioni difficili, come la gestione di alcuni giocatori in momenti del mercato... A Roma poi c'è un gran parlare e criticare, ricevi pochi elogi: te li prendi solo quando vinci, e negli ultimi 30 anni di vittorie ce ne sono state poche rispetto ad altre società. Lui però è rimasto equilibrato, senza mai sbottare e alzare le voce. A mio avviso questo equilibrio porterà giovamento all'ambiente romanista, è ciò che serve. Né esaltarsi nelle vittorie, né demoralizzarsi nelle sconfitte: serve un'identità precisa, ed è quella che sta dando Fonseca. Visto che sta facendo un ottimo lavoro, non vedo perché si debba pensare ad altro. Ha anche un Pedro, che conosco bene per averci giocato insieme, in più".

L'atteggiamento di Friedkin sarà importante?
"Sarà fondamentale. Saper dare le giuste motivazioni all'ambiente, saper gestire al meglio ciò che riguarda la comunicazione del club: per me finora hanno fatto molto bene, dichiarazioni giuste al punto giusto, senza chissà quali proclami come in passato. Ora c'è da programmare, giorno dopo giorno, e far sì che tutto l'ambiente possa crescere, anche in mentalità".

Premature le critiche a Pirlo?
"Penso che se le aspettasse e fosse pronto a vivere una situazione del genere. Alla Juventus stanno cambiando tanto sul lato del gioco, dal mercato sono arrivati giocatori molto offensivi e Andrea vuole puntare su giocatori di qualità, che fanno la differenza nell'uno-contro-uno. Ieri va detto che il Verona per un'ora ha fatto un'ottima partita, giocando alla pari, ma per l'ultima mezz'ora era la Juventus che meritava di vincere. Lui e Gattuso sono due allenatori che hanno nella loro mentalità un calcio diverso tra loro, ma per i rispettivi ambienti è perfetto. Ad Andrea però, e alla Juventus stessa, va dato il tempo. Il pareggio di ieri, per esempio, non ha premiato quanto fatto in campo dalla Juventus".

In Italia, ma in generale in Europa, sembra esserci grande equilibrio in cima ai tornei.
"Questo equilibrio deriva dalla gestione della stagione in sé, e dalle modalità con cui sono finite la scorsa stagione ed iniziata invece questa. E' cambiato tutto: non c'è stato tempo per la preparazione, e l'equilibrio è dettato da questa situazione. Alla lunga penso però che chi vediamo come più forte, dirà la sua e se non vincerà, arriverà comunque vicina alla vittoria. Negli ultimi anni ci sono squadre poco accreditate per vincere che si stanno attrezzando per farlo, e penso per esempio all'Everton di Ancelotti. Sarebbe bello, perché in fondo negli ultimi anni vediamo i grandi campionati europei dominati dalle solite squadre".

Cosa dire di Ranieri e del suo lavoro alla Sampdoria?
"Un enorme elogio che gli va fatto è quello di essersi saputo adattare agli enormi cambiamenti e alle evoluzioni del calcio negli ultimi anni. Il Leicester è stata una parentesi che ho vissuto da vicino perché giocavo nel Chelsea, ed è stata una grandissima esperienza, al di là del fatto che le big abbiano tutte avuto una stagione negativa. Il merito del Leicester c'era, giocatori che hanno reso alla grande per merito di Claudio, che ha saputo amalgamare un gruppo salvatosi alle ultime giornate nella stagione precedente. Ha saputo adattarsi e dare sempre la sua identità alle squadre".


Marco Amelia ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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