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TMW RADIO - De Biasi: "Contattato dal Crotone. Australia? Discorso aperto"

08.12.2017 08:28 di Tommaso Maschio   articolo letto 9546 volte
TMW RADIO - De Biasi: "Contattato dal Crotone. Australia? Discorso aperto"

L'allenatore Gianni De Biasi intervenuto sulle frequenze di TMW Radio ha parlato a 360 gradi dell'Europa League, dell'eliminazione del Napoli, della propria esperienza all'Alaves e del proprio futuro: “Ero a vedere Rjieka-Milan e purtroppo ho visto poco Milan e molto Rijeka. Questa è una cosa che mi infastidisce molto perché speravo che i rossoneri potessero fare risultato stasera perché ne avevano bisogno dopo il pareggio di Benevento. Credo che potevano darsi un'iniezione di fiducia in più, il Milan poteva fare qualcosa in più nonostante i tanti cambi operati da Rino. Loro forse erano più pimpanti a livello fisico, arrivano primi sul pallone, ripartivano con maggiore velocità poi hanno trovato gol quasi subito e hanno potuto fare la partita come meglio desideravano. A inizio ripresa è arrivato anche il raddoppio e a quel punto il Milan aveva poche chance di riprendere la partita”.

Sul proprio futuro: “Il Crotone mi aveva contattato ieri, ma non ero caldissimo. Per quanto riguarda l'Australia è un discorso in piedi dall'estate, mi sono incontrato con loro, ma non c'è nulla di concreto. Sono in lista come altri colleghi pronto per entrare casomai dovessero scegliermi. Non sarà facile, ma sarebbe una soluzione molto ambita, sono convinto che potrei fare bene avendo un'esperienza di oltre cinque anni alla nazionale albanese che mi ha dato visibilità e fatto maturare esperienze importanti nella gestione del gruppo e dell'esperienza internazionale.

Sull'Alaves: “Sono convinto tuttora che avrei potuto vincere quella sfida, ma quando si affrontano queste sfide bisogna essere uniti e convinti verso l'obiettivo che era il quartultimo posto visto che prima di me la squadra aveva fatto zero punti in sei gare, mentre con me sei in sette, abbiamo aumentato la media punti a 0,9 e credo che fossimo in linea con gli obiettivi e il raggiungimento dei 38 punti. La società ha deciso diversamente e questo mi ha lasciato basito. Alla prima difficoltà, che poi non vedo quale fosse viste le premesse iniziali, mi hanno scaricato e questo mi ha dato davvero un grande fastidio. Il calcio spagnolo è sicuramente di ottimo livello perché anche le neopromosse possono battere anche il Real Madrid, il livello tecnico è molto alto e non a casa negli ultimi anni le squadre spagnole hanno spesso dominato in Europa e questo vuol dire molto”.

Su Juventus-Inter: “I nerazzurri hanno un vantaggio rispetto alle altre squadre di vertice che è non giocare le coppe. Spalletti può lavorare tutta la settimana con il gruppo e questo è quasi un lusso al giorno d'oggi per le squadre di vertice. Il tecnico inoltre ha trovato subito le chiavi per entrare nella testa dei giocatori e loro hanno capito che seguire i dettami del mister porta dei vantaggio. Avevo messo l'Inter in seconda fascia, dietro Juve e Napoli, ma mi sta sorprendendo. In tera avevo messo Milan e Lazio e i rossoneri sono quelli che stanno deludendo maggiormente”.

Sul Napoli: “A questo punto il Napoli, se andiamo indietro di tre pagine, era la squadra di vertice, quella che tutti additavano come quella che giocava meglio di tutti. Credo che se una rondine non fa primavera, un'eliminazione in Champions non può pregiudicare tutta la stagione. Che poi abbia una rosa stretta o Sarri utilizzi sempre gli stessi sono cose che deve valutare il mister perché è lui che ha il polso della situazione e sa la condizione dei vari giocatori e a che punto sono con l'assimilazione degli schemi. L'uscita dalla Champions per me resta una grandissima delusione, sia per il mister sia per il Napoli. Il fatto di essersi fatti rimontare non aiuta a rasserenare un ambiente che si esalta e si abbatte con grande facilità”.

Sulla Nazionale italiana: “Prima di tutto vorrei un presidente federale con le idee chiare, che conosca la materia non solo in termini economici e finanziari. Che abbia un'idea anche sul progetto tecnico e tattico. Poi mi auguro un maggiore coinvolgimento dei club perché la Nazionale deve diventare la casa di tutti, si deve costruire un club Italia perché vestire l'azzurro deve tornare a essere la cosa più bella di tutte. Tommasi? È stato un mio ex calciatore, un ragazzo intelligente, di buon senso che ha esperienza con l'AIC e quindi conosce il terreno. Ct? Ce ne sono tanti che possono ambire a questo posto. Ancelotti sarebbe una grande scelta anche se non mi pare che voglia impegnarsi in questo momento in questo progetto. Vedo che tanti si candidano sui giornali, ma bisogna capire che allenare una nazionale è diverso che farlo in un club. Serve un modo di approcciare alle cose in maniera completamente diversa. Io sono apertissimo a una chiamata, bisogna vedere se sono aperti loro. Se vogliono venirmi incontro io li accolgo a braccia aperte”.


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