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Serie A

TMW RADIO - Di Michele: "Roma, maglia pesante. Servono certezze"

13.01.2018 18:00 di Michele Pavese  Twitter:    articolo letto 9002 volte
© foto di Federico Gaetano/Tuttolegapro.com

David Di Michele, ex giocatore di Reggina, Udinese e Lecce e oggi allenatore, ha parlato ai microfoni di TMW Radio del campionato italiano, in particolare del percorso della nuova Roma di Eusebio Di Francesco.

Che sensazioni hai per questo campionato?
“Diciamo che questo girone d’andata ha detto che la corsa scudetto è riservata a Juventus e Napoli. Quando perdi punti con squadre come Sassuolo e Atalanta rischi di esserne estromesso. Lotta a due, le altre giocheranno per la Champions League”.

Chi prenderesti per rinforzare la Roma?
“Un nome non saprei dirtelo, ma prendere un attaccante che dia una mano a Džeko in fase realizzativa. Quando manca Džeko, nessun altro può risolvere la situazione. È questo che manca alla Roma, dietro e a centrocampo stai bene. Davanti non puoi dipendere da Džeko. Attacco già fornito? Penso che l’attaccante che faccia gol nella Roma è solo Džeko. Perotti è un giocatore che rompe gli equilibri, fa pochi gol ma ha grande qualità, agevola il bosniaco. Manca Schick, non è quel giocatore che tutti si aspettavano, non riesce a esplodere. El Shaarawy ha fatto bene inizialmente, Defrel ha avuto parecchi infortuni. Ma non sono quei giocatori che possono far fare il salto di qualità alla Roma. Schick deve dimostrare tanto alla Roma, c’è bisogno di continuità. Se non ce l’hai, fai fatica. Manca quel secondo marcatore, come ce l’hanno Juventus e Napoli. Gli azzurri hanno Insigne-Mertens, la Juventus Dybala-Higuain. Roma e Inter sono nella stessa situazione, quando ti si ferma il bomber non incide nessun altro”.

Il nome che si fa è quello di Politano. Potrebbe essere lui il giocatore giusto?
“Non me ne voglia Politano, ma la maglia della Roma è molto pesante. O hai una grandissima personalità, o è difficile da portare. Politano è un buon giocatore, sta dimostrando al Sassuolo di poter giocare in Serie A, ma non permette di fare 15 gol da qui alla fine. C’è bisogno del nome, la Roma non può prendere scommesse a gennaio, ha bisogno di certezze. Altrimenti è meglio rimanere così. La scommessa è meglio farla a giugno, quando arrivi a Roma devi dare subito un segnale positivo. Non sarebbe un bene per Politano, che a Roma potrebbe bruciarsi”.

Che sensazioni hai su Di Francesco, che ti ha allenato a Lecce?
“Secondo me ci sono troppi malumori, il turnover è dovuto anche a infortuni. Quando un allenatore trova la quadratura è difficile che faccia turnover. Non penso che Eusebio abbia voluto ruotare per far vedere chissà cosa, lo ha fatto quando aveva tante partite ravvicinate e doveva dosare le forze di alcuni. Pronto per la panchina della Roma? Per me sì, ci sono delle difficoltà dovute ai risultati e perché ha avuto giocatori spesso infortunati, come Schick e Defrel. Tante prerogative che lo hanno indotto ad avere pochi cambi. Non si può dipendere da Cengiz, ha qualità ma non è un goleador. Secondo me Di Francesco sta facendo molto bene, ma quando sei a Roma paghi pesantemente il trend negativo. Ci si aspettava una lotta a 3-4 e si ha una lotta a 2”.

Cosa ti aspetteresti dall’allenatore per provare a cambiare qualcosa?
“Partiamo dal presupposto che ognuno di noi può dire la sua, ma che quello che ha più input è lui, perché lui vive lo spogliatoio, sa su chi puntare e come cambiare. Possiamo immaginare quello che potrebbe fare. Non c’è partita migliore dopo un periodo così negativo di quella con l’Inter, ci sono responsabilità dell’allenatore ma anche dei giocatori. L’allenatore deve far rendere al meglio i giocatori. Andare lì a Milano, pensando all’andata, e vincere la partita sarebbe un segnale reciproco tra allenatore e squadra. Penso che in momenti negativi queste siano le partite migliori da affrontare. Se ci fossero state Crotone o Verona ci sarebbero state meno motivazioni. Penso che Eusebio saprà quali tasti toccare, sicuramente farà giocare chi riterrà più idoneo e chi sta meglio fisicamente”.

De Rossi e Totti possono essere i due simboli che si impongono nello spogliatoio?
“Sicuramente possono dare una grandissima mano, conoscono l’ambiente e i giocatori, quando viene Totti a darti un consiglio uno ha una grande gratificazione. È un giocatore assoluto, è la storia della Roma e penso che possa toccare i punti giusti. Eusebio ha questa fortuna, che in pochi hanno, e riuscirà a toccare le giuste corde per trovare una sterzata. Non dico che le percentuali siano zero per la lotta al vertice, bisogna provarci fino alla fine. Quando indossi quella maglia devi farlo per una questione di rispetto per la maglia e per i tifosi, finché non si è spacciati uno ci deve provare. Penso che i giocatori ragionino così e sappiano quale sia il peso della maglia”.


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