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Festa: "L'Inter non può vincere così per sempre. Eriksen andrà a fare bene altrove"

TMW RADIO - Festa: "L'Inter non può vincere così per sempre. Eriksen andrà a fare bene altrove"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 23 novembre 2020 18:59Serie A
di Dimitri Conti

L'ex difensore Gianluca Festa, oggi allenatore, si è collegato con Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Ha fatto un cambio incredibile, forse l'ambiente è più sereno e c'è più stabilità, cose che giovano alla prestazione dei calciatori. La Roma potrà essere sicuramente tra le protagoniste di questo campionato".

Questo campionato sarà davvero così equilibrato?
"Secondo me sì, è un torneo anomalo per via del Covid, e questo fa sì che sia più livellato rispetto agli anni precedenti".

Capitolo Inter: più allarmante la prima ora contro il Torino o più ottimistica l'ultima mezz'ora?
"Una squadra come l'Inter non può vincere partite in questo modo per sempre: certe volte, contro squadre più forte, fai fatica a recuperare due gol subiti. Non può essere diventata una regola, ci vuole più consistenza durante la partita. Sicuramente dobbiamo dare atto di reazioni fisiche e di carattere, ma non stanno dimostrando di essere una grandissima squadra. Nonostante la rosa sia importante, non hanno trovato gli equilibri giusti".

Cosa non ha funzionato con Eriksen?
"Lui è molto forte, ma probabilmente non è il giocatore che va bene per Conte. Cambierà squadra molto presto, e sicuramente andrà a fare grandi cose da altre parti, ma a questo punto è giusto che le strade si dividano".

Sta rivedendo il suo Barella?
"Che personalità... Gioca da veterano, ed è diventato insostituibile sia per l'Inter che per la Nazionale. Ne parlavo con un amico, che l'ha avuto come giocatore e mi diceva che ha visto miglioramenti impressionanti. Lo ricordo al Como certe volte troppo nervoso, che non riusciva a calciare bene in porta... Oggi è molto migliorato ed ha dimostrato di saper gestire la sua foga agonistica. Poi è anche un ragazzo a posto, che ha messo su famiglia molto presto, sinonimo di testa sulle spalle".

Godin-Skriniar, entrambi in difficoltà nell'Inter. Che dire?
"In certe squadre c'è molta concorrenza... Avrei potuto aspettarmelo da Godin, che bene o male la sua carriera l'ha fatta, ma Skriniar che non trova spazio mi sorprende, anche perché è uno di quelli che vogliono tutti. Tenerlo fuori è uno spreco: o lo vendi, o deve far parte del gioco".

Se l'aspettava l'esplosione di Bastoni?
"Non credevo sarebbe migliorato così, diventando un giocatore tanto importante. Bene comunque avere un giovane italiano che esce fuori in questa maniera, sono molto contento".

In molti fanno il paragone Eriksen-Bergkamp. Lei che con quest'ultimo ci ha giocato, cosa ci rivede?
"In campionato ricordo che Denis aveva dei problemi mentre in coppa andava alla grande... Non era riuscito ad inserirsi, era caratterialmente molto introverso e forse con marcature tanto strette non era riuscito a districarsi. Non conosco Eriksen, ma effettivamente una similitudine tra i due potrebbe starci".

Con il Real Madrid è decisiva?
"Sì, e penso che potrebbero anche spostarsi molti giudizi sull'allenatore. Se esci così, con l'allenatore più importante e pagato d'Italia... Anche perché Conte si sa com'è caratterialmente, e si è attirato l'antipatia della stampa che non aspetta altro che criticarlo".

Si nota l'assenza di Nainggolan nel Cagliari?
"Averlo, anche con un sistema di gioco e una filosofia totalmente diversi, sarebbe importanti. Però non c'è, ci sono altri giocatori e Di Francesco che sta lavorando molto bene. Probabilmente ancora non ha trovato la squadra che vuole, qualche problema di equilibrio tra i reparti c'è e nella fase difensiva".

E sul sogno Europa che dice?
"Giusto alzare l'asticella piuttosto che pensare sempre alla solita salvezza... Per una regione che sogna come la Sardegna, con qualche investimento in più e qualche investimento sullo stadio, è una cosa importante per noi sardi".


Gianluca Festa ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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