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Lo Monaco: "Juve-Napoli? Passo dovuto FIGC. Per me alla fine si giocherà"

TMW RADIO - Lo Monaco: "Juve-Napoli? Passo dovuto FIGC. Per me alla fine si giocherà"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 10 novembre 2020 18:46Serie A
di Dimitri Conti

Il consigliere federale Pietro Lo Monaco si è collegato in diretta con TMW Radio, intervenendo nel corso di Stadio Aperto, trasmissione condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista parte dalle polemiche per le partite disputate o meno dopo incidenza del Covid: "Siamo per antonomasia il paese dell'espediente, dobbiamo sempre trovare qualcosa che ci differenzi. All'estero sono più ordinati e ligi al rispetto delle regole: penso che la gestione del Covid, una cosa tremenda che sta sconvolgendo il mondo, si sia decisa di farla continuando a giocare. Così ci sta che capitino situazioni anomale: non a caso il protocollo in Serie A dice che fino a 10 contagiati si gioca, in B a 8, in C a 4, e superato questo livello le società possono chiedere una sola volta il rinvio della partita. Non si riuscirebbe d'altra parte a chiudere il campionato, e si sono visti problemi con la Reggiana di recente e il Palermo ieri, che si è presentato in campo con undici elementi precisi e hanno dovuto concludere praticamente in dieci per un infortunio. L'alternativa è chiudere tutto, ma il calcio può permettersi di fermarsi? Io dico di no. Ad oggi l'unica categoria che ha un senso è la Serie A: nonostante le perdite, si mantiene, ma credetemi che la Serie C non ha motivo di esistere, è una categoria fantasma: le spese sono insostenibili per tutti, e anche la Serie B si avvicina a questi standard. Tutti gli aspetti della nostra vita stanno subendo alterazioni...".

Il peggio deve ancora arrivare?
"Secondo me sì. Non voglia Iddio però che ci si debba fermare... In generale però si fa grande fatica a mandare avanti la vita e all'improvviso in molti si sono ritrovati poveri, da che prendevano uno stipendio. Il quadro è drammatico, e noi quando parliamo del calcio crediamo che abbia l'immunità: non è così, soffre in maniera decisa e soffrirà per questa pandemia. Viene da dire che gli unici a non accorgersene siano proprio i protagonisti di questo settore, per i quali sembra che non cambi niente. Cerchiamo di mantenere in piedi il possibile".

Anche la UEFA è tra gli inconsapevoli, nel confermare gli appuntamenti tra amichevoli e Nations League? Sulla gestione delle Asl, poi?
"Questa della FIFA è una grande castroneria. Non è pensabile che giocatori che siano in quarantena o ai quali è paventato il rischio Covid, si vadano a fare l'amichevole dall'altra parte del mondo col rischio di contagiare e contagiarsi. Va discusso il regolamento, perché ad oggi preveda che i giocatori, qualora ce ne sia richiesta, vanno messi a disposizione una settimana prima. Una fesseria, che viene bypassata dalle Asl e Usl, per cui diventa difficile andare in Nazionale".

Napoli-Juve, secondo grado con ricorso respinto. Come va a finire?
"Tutto prevedibile. Io mi ero già pronunciato e penso ancora che la partita si ripeterà. La questione è di buonsenso: cosa c'entra il Napoli se il protocollo al tempo era lacunoso e prevedeva la sovranità dell'Asl? Se questa ha deciso di non farli partire, non vedo cosa c'entrassero... La FIGC si è attenuta alle regole: la non presenza allo stadio questo prevedeva, poi ci sono i ricorsi al Consiglio di Stato".

Ma quando si saprà se e quando sarà recuperata?
"Se non sbaglio verso gennaio, leggevo il 13".

La Fiorentina ha preso Prandelli. Che ne pensa della scelta e della gestione Commisso?
"I tanti allenatori presuppongono un pizzico di confusione. Mi sembra che Commisso sia abbastanza vulcanico, che si aspettasse tutto e subito, o almeno di far bene dall'inizio. Programmare con delle idee e dei traguardi ben precisi è una cosa che ha fatto difetto alla Fiorentina: vedere una squadra costretta a giocare con due punte come Ribery e Callejon, due esterni, messe là davanti e tanti giovani, tipo Vlahovic e Cutrone, su cui si è puntato in panchina è sinonimo di affanno. Dispiace per Iachini, penso che la società abbia fatto una scelta seria e importante: Prandelli è tra i più preparati allenatori d'Italia, anche se negli ultimi anni non gli è andata benissimo. Ma rimane un tecnico di spessore che può ridare slancio alla Fiorentina. Anzi, può essere l'occasione per rilanciare se stesso e le ambizioni della Fiorentina. Glielo auguro con tutto il cuore".

Che posizione può valere questa Fiorentina?
"Per gli investimenti fatti, il traguardo rischia di non essere in linea con le aspettative della società, e sicuramente non lo è con quelle della piazza. Però l'organico mi sembra che necessiti sicuramente di ulteriori interventi. La scelta di far giocare Amrabat centrale nei tre di centrocampo quando lui è un interno destro mi sembra un po' così... Lui e Castrovilli sono due mezzali fortissime, giocatori importanti e sarebbero valorizzati dalla presenza di un centrale che sappia gestire e far partire il gioco. Anche dietro, boh: spendere quei soldi per Quarta, discreto giocatore, non mi sembrava una bella mossa".

Prenderebbe una punta centrale a gennaio?
"Beh, sempre. Nel nostro campionato devi avere un finalizzatore. Se parti con Ribery e Callejon sugli esterni, sono giocatori che a un certo punto della partita potrebbero essere tranquillamente sostituiti visto che c'è Bonaventura, ma anche altri per poterlo fare. In estate avrebbero potuto prendere Mandzukic che, rimanendo nell'ambito di chi ha un certo spessore, poteva così far mandare a giocare uno tra Vlahovic e Cutrone. Un profilo di questo tipo può essere un buon viatico per loro. Ma anche un altro centrale difensivo può essere utile, visto che si basano molto su Pezzella che qualche problemino fisico lo ha avuto".

In che momento è della sua carriera Giampaolo? Il trequartista rischia di essere un freno alla sua carriera?
"Sembrerebbe che il trequartista sia stato sempre una conditio sine qua non della sua carriera. A Catania però faceva il 4-4-2 in modo convinto, e noi gli facemmo provare il 4-3-3 perché quella era la volontà della società. Studiò anche il Barcellona per qualche mese, fino a convincersi. Non si può vedere il Torino però giocare con Rincon centrale di centrocampo, da lì passano decine e decine di palloni, ma se non hai qualità non riesci a trasformarli... Ma anche Bonazzoli a fare la punta profonda, anche più di Belotti, fa un po' piangere il cuore. Oppure Lukic che vaga sul fronte dell'attacco... A livello di incisività però mi sembra tutto relativo. Il Torino ha i suoi problemi, così come anche la Juventus...".

Dove li ha?
"Beh, intanto hanno un allenatore che non aveva mai allenato, di fatto senza patentino. Penso l'unico posto al mondo in cui succede... E poi vedo i tanti problemi di Dybala, eppure chi sa giocare al calcio così un posto dovrebbe sempre trovarlo. Anche a centrocampo vedo lacune: Arthur è lento, ogni giocata è sempre scontata. Che identità ha questa Juventus? Se gioca Ronaldo, che Dio lo abbia in gloria e lo conservi, segna e risolve una marea di problemi, ma sennò... Se le concorrenti non ne approfittano questa volta, sono proprio dei tontoloni".

Come vede la Roma?
"I grandi giocatori trasmettono la mentalità che serve, e gente come Mkhitaryan e Pedro è abituata a vincere, è gente che aggiunge. In più vedo l'allenatore che mi sembra resistere alle intemperie. Anche la Roma si propone con una certa curiosità".


Pietro Lo Monaco intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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