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TMW - Samp, Ferrero: "Offerte nell'uovo di Pasqua? Non mangio cioccolata"

23.04.2019 13:56 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 7506 volte
Fonte: Dal nostro inviato a Genova, Andrea Piras
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Raggiunto a margine della presentazione della partita “Facciamo squadra per Genova” del 27 maggio prossimo, Massimo Ferrero: "Io sono qui da 5 anni, ho visto che ogni volta che succedeva qualcosa non bella la città era pronta a rialzarsi, a ribellarsi al male. Una città come questa è il bene dell'Italia: Genoa caput mundi. Mi ricordo quando successe che una nave attraccò male. Per cui, se le squadre di calcio, che sono un momento di gioia e di aggregazione, possono fare qualcosa, io sono orgoglioso di rappresentarle".

Cosa è successo con Sabatini?
"Sabatini chi? Non ne vorrei parlare".

Il calcio in campo per Genova.
"È un momento di soddisfazione. È quello che dicevo prima, è molto importante: noi cerchiamo di fare spettacolo, però nel calcio a volte si vince e a volte si perde. La forza del calcio sono i tifosi, che non si accontentano mai. E io sono contento che non si accontentino mai, perché noi dobbiamo fare di più per farli felici".

Come finirà?
"È scritto, la Juventus ha vinto lo scudetto. Noi? Le dobbiamo vincere tutte, nulla è perduto: c'è stato un incidente di percorso, dobbiamo imitare tutti i genovesi, che dal male tirano fuori il bene. Domenica giochiamo contro la Lazio: Ferrero contro Lotito, mi auguro che Ferrero abbia un risultato migliore".

Cosa le piace e cosa non le piace del calcio?
"Non riesco a rispondere, il calcio o ti piace o non ti piace".

Cosa cambierebbe a livello di governance?
"Abbiamo fatto grandi progressi, io ho cercato di togliere la tessera del tifoso e ci siamo riusciti. Abbiamo un presidente come Gravina che sta facendo bene, il calcio ha bisogno di rinnovarsi. Adesso mi piace un po' tutto. Certo, dobbiamo migliorare e riportare la gente allo stadio. Non dobbiamo raccontare sempre il tifoso un po' facinoroso. Quello non è un tifoso, è uno che vuole solo andare lì a disturbare. Porte aperte allo stadio, dobbiamo riconquistare la tifoseria".

Lo stadio della Juve guadagna più da chiuso che da aperto. È un modello.
"È un discorso già fatto. Lo stadio di proprietà ti consente di fare commercio, impresa. E questo va a finanziare il calciatore, ti dà modo di crescere. Qui si parla di fatturato. Se avessimo un introito maggiore lo aumenteremmo e potremmo acquistare campioni importanti".

Il dialogo con i tifosi.
"È sempre costante. In una società di calcio c'è una persona che dialoga coi tifosi: senza di loro non c'è partita, senza arbitro non c'è gara".

Che rapporto ha col Genoa?
"Io ho cercato di avere un ottimo rapporto col presidente Preziosi. Penso che i presidenti debbano andare d'accordo per fare sviluppo e avere idee nuove. Poi in campo siamo nemici, ma fuori siamo una società unica fatta da 20 presidenti di A".

Nell'uovo di Pasqua ha trovato offerte per la società?
"Non ho capito cosa c'entra sta storia dell'uovo. Io sono astemio alla cioccolata".


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