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Torino, Mazzarri: "Sembrava che avessimo disimparato il nostro gioco"

17.09.2019 00:18 di Lidia Vivaldi   articolo letto 3254 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

C'è delusione nelle parole di Walter Mazzarri nel post partita di Torino-Lecce, ma anche voglia di analizzare le cause di una sconfitta che in casa granata nessuno si aspettava. Queste le parole del tecnico ai microfoni di Sky Sport:
"Chiedo scusa ai tifosi perché sono stati eccezionali nonostante oggi abbiamo fatto una partita come non succedeva da tantissimo, in negativo. Oggi abbiamo sbagliato quasi tutto, abbiamo sbagliato preparazione, andavamo troppo piano, abbiamo sbagliato mentalmente con troppi giocatori svagati, forse ho sbagliato io non facendogli capire quanto corre il Lecce e che, come in tutte le gare di Serie A, bisogna innanzitutto vedere il pericolo. Dopo la buona prestazione con l'Atalanta ho fatto giocare gli stessi, ma oggi sembravano i fratelli dei giocatori visti nell'altra partita. Non erano loro, la colpa è mia perché li scelgo io. Al di là del possesso palla, mancavamo di iniziativa, non riuscivamo nemmeno a sfruttare i calci piazzati con lucidità. Si potrebbe dire che la squadra sentiva l'importanza del risultato, ma l'esperienza la abbiamo, bastava concentrarci su quello che abbiamo fatto quasi sempre, e oggi si sarebbe vista un'altra partita."
I minuti finali con il VAR? Ad un certo punto sembrava che il Lecce potesse farci anche il secondo e il terzo gol. Non è questo il modo di stare in campo delle mie squadre. Il VAR commentatelo voi, penso che siano rigori tutti e due, ma non mi interessa perché abbiamo proprio mancato la prestazione. Sono deluso, e dispiaciuto per la gente, perché avevamo costruito entusiasmo. Mi assumo io la responsabilità, può essere stata la pressione dell'aspettativa di arrivare in testa alla classifica, ma non ci possiamo attaccare a questo, non voglio cercare scuse. Non ci sta che con la gamba si arrivi sempre in ritardo o si sbaglino passaggi semplici. Bisognava fare il salto di qualità, lo avevo detto ai ragazzi, noi abbiamo un'identità, facciamo sempre le stesse cose, che sia contro la prima della classe o contro l'ultima.
Oggi avevo scelto un 3-4-3 con un centrocampista che andasse a prendere il loro metodista e poi si allargasse sulla sinistra, perché altrimenti saremmo stati uno in meno a centrocampo, con Berenguer che faceva la punta esterna del 3-4-3. L'ho fatto spesso, ma ci vuole una squadra che possa sorreggere questo modulo e soprattutto serve che anche gli attaccanti, se si perde palla, diano il loro contributo. Lo abbiamo visto oggi: se si difende solo in tre o in quattro e gli altri guardano, il Lecce può fare anche uno o due gol in più. Oggi avremmo dovuto anche fare cambi di gioco molto più frequenti, cose che abbiamo sempre fatto e che oggi hanno mandato in difficoltà tutti. Facevamo tutto molto lento, toccavamo la palla venti volte, sembrava che avessimo disimparato tutto il gioco che portiamo avanti da un anno e mezzo".


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