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Serie A

Torino, Petrachi: “Sfoltiremo e coglieremo le occasioni per migliorare"

11.07.2018 20:15 di Elena Rossin   articolo letto 4426 volte
Fonte: Torinogranata.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Mazzarri vuole disegnare il Torino modellandolo sul 3-5-2 e sue varianti, in particolare con le due punte posizionate in verticale come sta provando in questi primi giorni di ritiro a Bormio. Ha chiesto una rosa snella e giocatori motivati. La società sta cercando di accontentarlo e per il momento sono arrivati Izzo, Meïté, Bremer e il portiere Rosati. Tra i tifosi e gli addetti ai lavori tiene banco la questione legata agli attaccanti: resteranno Ljajic e Falque? Sarà ceduto Niang? Chi sarebbe la spalla ideale per Belotti? Ma per rendere funzionale la rosa al modulo servono anche centrocampisti di qualità ed esterni capaci di rifornire con i cross le punte e di agire tempestivamente in fase difensiva, oltre a una difesa il più possibile impenetrabile. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi è arrivato a Bormio questa mattina per fare il punto con mister Mazzarri cogliendo l’occasione per colloquiare con i giornalisti e parlare di tutti gli aspetti del mercato spiegando quali sono le strategie e gli obiettivi. Ecco, punto per punto, che cosa ha detto:

LE STRATEGIE DI MERCATO. “La prima mossa è stata trattenere i giocatori, abbiamo così detto no a una serie di richieste. Come nel caso di Sirigu che ha scelto di restare e poi rinnovato”.

LA RICHIESTA DI MAZZARRI. “Questo è il nostro modo di lavorare con ciascuno dei giocatori di Mazzarri, che aveva una richiesta urgente: avere la difesa al completo per l’inizio del ritiro. Il tecnico non ha ovviamente paura del lavoro che verrà poi da qui alla fine del mercato”.

I NUOVI DIFENSORI. “Così sono arrivati Izzo e Bremer, che ci tengo a precisare non è una seconda scelta. Noi volevamo anche Verissimo, li avremmo presi entrambi ma le regole federali sugli extracomunitari e il comportamento del Santos ci hanno portati a una scelta. La difesa è a posto ora, aspettiamo anche Lyanco. Su di lui crediamo moltissimo, a settembre avrà finito il percorso di recupero, piace a mezza Europa perché ha davvero qualità. Così come Bonifazi: altro giovane di grandi potenzialità”.

LA DIFESA. “Il reparto è fatto, anche perché Izzo può fare anche quel ruolo da “libero” che avrebbe fatto Verissimo. Restando in Brasile, e su Bruno Peres, noi ci siamo mossi con largo anticipo, avevamo chiuso con la Roma a fine maggio ma la volontà della famiglia ha reso impossibile tutto. Peccato, l’ho detto chiaramente anche al giocatore, ha sprecato una grande occasione, poteva tornare a casa a 35 anni”.

I DESIDERATA DI MAZZARRI. “L’idea di Mazzarri è quella di cominciare la stagione con un organico di 21-22 giocatori più 4-5 ragazzi della Primavera”.

LE TEMPISTICHE SUL MERCATO. “Il nostro mercato è diviso in tre fasi, la prima era mantenere l’ossatura della squadra che Mazzarri ha scoperto piano piano nei mesi scorsi. La seconda sarà sfoltire il gruppo, la terza cogliere le occasioni per rifinirlo/migliorarlo, se ci saranno”.
INCEDIBILI. “Quello che abbiamo detto più volte è che resta chi è convinto, chi è pronto a dare al toro il 110 per cento che chiede Mazzarri”.

LA ROSA. “Mazzarri ne vuole 4 più un giovane, ora noi abbiamo Belotti, Iago Falque, Niang e Ljajic, che all'occorrenza può fare anche il centrocampista, più Edera che è un giovane. Ora valuteremo le richieste del mercato perché ragazzi come Parigini e Boyé sarebbe opportuno che potessero giocare con continuità”.

LJAJIC E NIANG. “Valgono anche per loro i ragionamenti fatti per tutti. Chi resta deve spendersi per il Toro. Offerte? Ora ci sono tante parole, contatti. Il mondiale storicamente rallenta tutto, Le trattative si metteranno in moto solo ora e l’arrivo di Cristiano Ronaldo stappa un po’ la situazione”.

GLI ACQUISTI FATTI. “Noi ci siamo mossi, abbiamo speso 10 milioni per Izzo, 3,5 per il riscatto di N’Koulou, quasi 6 per Bremer e Meïté è stato valutato alla pari di Barreca senza conguaglio a favore del Toro. Meïté, un ragazzo che seguivo da un paio d’anni e che volevano diversi club in Europa. Ringrazio il suo procuratore Neuber perché insieme allo stesso Souailho hanno scelto il Torino rinunciando al Bordeaux (che aveva messo sul piatto 12 milioni), a una inglese e una grande squadra tedesca, disposte anche a spendere, sono convinto abbia tutto per fare bene. Molto bene. Ora dipende da lui”.

I DESTINI DI FALQUE, RINCON E BASELLI . “Vale quello che ho detto prima, Mazzarri non ha messo veti, la regola è che resta chi è disposto a dare il centodieci per cento”.
LA GESTIONE DEGLI ESUBERI. “Serve pazienza, mancano trentasette giorni alla fine del mercato e il Chelsea deve ancora annunciare l’allenatore e muoversi sul mercato, avremo tempo per gestire ogni cosa. Faremo altro, ma senza proclami, a patto che questo ci aiuti a migliorare una squadra valida”.
PARIGINI. “Lui non ha caratteristiche per fare l'esterno a cinque che invece ha Berenguer, è più offensivo, quindi sarebbe più giusto avesse l'opportunità di giocare con continuità. Prestito o altro, lo valuteremo insieme”.

BELOTTI. “Gli ho parlato, nonostante tutti i problemi dell’anno scorso è andato in doppia cifra. Ora non è al centro di tanti discorsi e quindi è più tranquillo anche se ovviamente al centro di mille attenzioni ma senza il peso che questo comporta. Deve lavorare e capire che la prima cosa per lui è stare bene fisicamente”.

CRISTIANO RONALDO. “È un giocatore di un appeal straordinario che innalza il livello del nostro campionato. Sarà più facile convincere altri giocatori a venire in Italia. Quanto al tema cittadino, sono davvero curioso di capire l’impatto. Il giocatore è straordinario, ma alla fine parlerà il campo. Nel calcio conta il gruppo, la squadra più dell'individuo. Guardate anche al mondiale che cosa è successo all’Argentina con Messi, il secondo giocatore più forte del mondo dopo CR7”.


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