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Un anno senza Astori, Ballardini: "Con lui in campo non perdevamo mai"

04.03.2019 17:26 di Lorenzo Di Benedetto  Twitter:    articolo letto 4968 volte
© foto di Federico Gaetano

Stagione 2011/2012, dopo dieci giornate di campionato il presidente del Cagliari Cellino decide di esonerare il tecnico Ficcadenti e richiama in panchina Davide Ballardini. Per l'allenatore originario di Ravenna è la terza esperienza con i sardi, la prima con Davide Astori in rosa. “La squadra veniva da risultati altalenanti – ricorda Ballardini ai microfoni di FirenzeViola.it – e quando arrivai Davide aveva qualche problema fisico. Poi però rientrò in gruppo e con lui in difesa infilammo una striscia di risultati utili impressionanti”. Astori diventa titolare inamovibile di quella retroguardia, e dalla diciassettesima alla ventiquattresima giornata quel Cagliari perde una sola volta, con il Milan, collezionando quattro pareggi (a Torino contro la Juve di Conte oltre a quelli con Fiorentina, Novara e Udinese) e tre vittorie con Genoa, Roma e Palermo. “In difesa avevo trovato la quadratura del cerchio – conclude Ballardini – e Davide era già una colonna portante di quel reparto, anche al cospetto di una corazzata come quella Juve che vinceva sempre. In quei mesi facemmo molti punti, poi Davide s'infortunò e i risultati cambiarono. Tutti lo ricordano come la splendida persona che era, ma anche come calciatore era fuori dal comune, la sua importanza in campo e fuori era straordinaria, lo testimonia quella striscia di risultati positivi. Era già un leader che non aveva bisogno di imporsi perché lo spogliatoio gli riconosceva autorevolezza. In lui i compagni di squadra vedevano un uomo giusto, per bene, generoso e altruista. E poi Davide era una persona allegra, aveva doti che tutti apprezzavano”.


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