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Avellino, Capuano: "Mi auguro di entrare nel cuore del popolo avellinese"

18.10.2019 14:57 di Luca Esposito    articolo letto 2251 volte
Avellino, Capuano: "Mi auguro di entrare nel cuore del popolo avellinese"
© foto di Giuseppe Scialla
Intervenuto telefonicamente durante la trasmissione "TuttoSalernitana" in onda ogni giovedì alle 19 su RadioMpa, il tecnico dell'Avellino Ezio Capuano, salernitano doc: “Non rinnego i natali e quelli che sono stati i miei sentimenti, ma un professionista serio deve allenare ovunque e in qualunque squadra. Avellino non c’entra nulla con la terza serie, è un privilegio guidare questa squadra: piazza che ho voluto fortemente per blasone, per vivacità, per senso di appartenenza. Tutti i miei colleghi vorrebbero allenare in una provincia che ha tanta storia, sono orgoglioso della scelta che ho fatto. Accoglienza? Ho fatto 4 allenamenti, abbiamo lavorato benissimo. Sarò giudicato in base ai risultati, mi auguro di poter entrare anche qui nel cuore del popolo avellinese attraverso lavoro e abnegazione che sono sempre stati i miei cavalli di battaglia. Voglio chiarire un concetto. Ho allenato Cavese, Nocerina,Paganese laddove c’è rivalità. Io mi sento come un parroco, che lavora in tanti posti diversi e resta fedele a Dio. Io sono fedele alla maglia che rappresento”.

L'argomento scivola sul torneo di serie B: “La Salernitana sta facendo un campionato importante, ma il torneo di B è lungo e tortuoso. E’ il più difficile in assoluto ed è prematuro fare ogni sorta di previsione e dare giudizi. La squadra è stata ringiovanita molto rispetto al passato, c’è una precisa identità di gioco che la porta spesso ad essere brillante. Ci sono tutti i presupposti per far bene, ma ci sono avversarie più forti come Benevento e Frosinone sebbene la classifica dei ciociari non sia figlia del potenziale umano che ha a disposizione Nesta. I valori verranno fuori”. Capuano si infastidisce quando qualcuno chiede se canterebbe "chi non salta è di Salerno" qualora la curva avellinese intonasse questo coro: “Sono un uomo vero, diverso dagli altri perché dico sempre quello che penso. Avellino è la cosa più importante per me, l’ho voluta fortemente. Non ho mai offeso nessuno nella mia carriera, non salterei mai rispetto a nessun coro della curva. Con grande schiettezza posso dire che è una domanda che non andava nemmeno fatta, ho 54 anni e ho avuto la fortuna di crescere permeato da principi di grande moralità. Conosco bene i valori della vita, non  a caso ovunque ho allenato mi hanno apprezzato. Sono pronto metaforicamente a morire per i biancoverdi, ma il “chi non salta” non appartiene al mio modo di essere. Anche a parti invertite mi sarei comportato allo stesso modo, pure se guidassi la Salernitana”. 

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