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Serie B

Benevento, Bucchi: "Sono mancate rabbia e lucidità, ora serve serenità"

16.03.2019 20:38 di Luca Esposito  Twitter:    articolo letto 1622 volte
Cristian Bucchi
© foto di Nicola Ianuale/TUTTOmercatoWEB.com

Terza sconfitta di fila per il Benevento, che cade tra le mura amiche per 3-2 contro lo Spezia. Un'ennesima battuta d'arresto che proprio non è andata giù ai tifosi sanniti, che hanno subissato di fischi la squadra al termine dei novanta minuti. A fine partita il tecnico sannita Cristian Bucchi ha cercato di fare il punto della situazione analizzando gli errori dei suoi uomini. Queste le sue parole raccolte da Anteprima24.it: "L’episodio in queste partite, specie nel finale di stagione, diventa determinante. In otto minuti siamo passati da un possibile due a uno per noi a un tre a uno per loro. Cosa che non dovevamo fare, perché contro lo Spezia era complicato sbloccarla. Abbiamo avuto delle situazioni pericolose, poi siamo stati puniti alla prima occasione con il calcio di rigore. Siamo stati bravi a riprenderla e siamo stati bravi nella ripresa a impattare bene. Il rigore fallito e il gol subito sono stati una doppia mazzata. Abbiamo perso lucidità, commesso degli errori e subito la terza rete. Non siamo stati lucidi, come dimostrato anche dall’espulsione di Volta. E’ una partita che ci eravamo complicati, magari potevamo rimetterla a posto ma sono mancati rabbia e lucidità. Purtroppo pesano anche i risultati e le sconfitte che ci trascinavamo dietro, magari la testa sarebbe stata più sgombra in altre circostanze. Per un lungo periodo avevamo subito pochissimo, capitalizzando i nostri episodi. Nelle ultime gare siamo invece incappati negli errori del passato. Abbiamo subito tre tiri in porta e incassato tre gol che non sono imputabili al portiere. Abbiamo commesso errori che non ci possiamo permettere, adesso paghiamo mezza cosa mentre facciamo fatica a ottimizzare e concretizzare quello che creiamo".
Bucchi ha poi proseguito: "Non credo sia una squadra narcisa, così come non lo sono i giocatori. Rischiare una giocata o un dribbling è giusto. A novembre, dicembre e gennaio siamo stati molto solidi. In questo periodo abbiamo subito sei reti, abbiamo perso tre partite e questo ci riporta un po’ al girone di andata. Pensavamo di aver fatto un percorso diverso, trovando solidità a dispetto dello spettacolo. A un certo punto, però, devi saper unire le due cose, facendo qualcosa in più quando trovi un avversario chiuso e arroccato. La nostra solidità non dobbiamo perderla, poi se la partita dovesse offrire belle giocate ben venga. Oggi eravamo solidi fino all’uno a uno, poi l’abbiamo persa. Non ci siamo mai specchiati, per arrivare fino in fondo bisogna essere solidi, sono mancati i risultati e dobbiamo ritrovare un pizzico di fiducia. Dobbiamo essere bravi a rendere sereno un momento difficile per costruire quello che dobbiamo fare".
Sulla sosta: "Adesso serve serenità, anche se non è facile. In momenti di difficoltà si tende a cercare il responsabile, ma se in tutto questo tempo abbiamo fatto qualcosa di buono dobbiamo preservarlo. In queste ultime partite gli episodi diventano determinanti. Una stagione vive di onde, positive e negative, noi dobbiamo essere bravi a portare la barca in porto nel miglior modo possibile venendo fuori dalla burrasca. Il lavoro non va visto in novanta minuti ma a 360 gradi, credo che il lavoro fatto da me e dal mio staff sia valido. Normale si voglia arrivare subito al traguardo ma da quest’anno è iniziato un nuovo percorso. Il progetto è pluriennale e non abbiamo l’ossessione di dover vincere, lo ha detto sempre anche il Vigorito. Se dovesse arrivare il traguardo prima ben venga, altrimenti avremmo messo solo il primo mattoncino".
Sui rigoristi: "Dall’estate è Coda, poi ce ne sono altri che sanno batterli. Se ha deciso di calciare il rigore si è assunto una responsabilità. Non ci sono regole ferree e fisse, Massimo se la sentiva, ha calciato e ha sbagliato e questo ci dispiace. Poteva batterlo Insigne, magari lo sbagliava anche lui. Sono episodi che fanno parte di una partita".
In conclusione, una battuta sul rapporto con la società: "Non ho parlato ancora con presidente e direttore sportivo, solitamente lo facciamo sempre dopo la conferenza. Farlo a caldo non è mai positivo, meglio farlo quando si è più lucidi e sereni. Io in discussione? Ogni allenatore lo è fin da ritiro. Vivo questi momenti con serenità, sono il primo a mettersi sempre in discussione. Credo nel lavoro, questo mestiere è bellissimo ma a volte vive e si basa su singoli episodi".


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