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La Giovane Italia
Serie B

ESCLUSIVA TMW - Piacenza, Sbaffo: "Vorrei restare ancora in B"

intervista di Raffaella Bon e Federico Bettucci
09.03.2011 13:30 di Antonio Vitiello   articolo letto 4636 volte
© foto di Alberto Mariani

Parla Alessandro Sbaffo (21), centrocampista centrale di proprietà del Chievo ma in prestito al Piacenza. In esclusiva per Tuttomercatoweb.com, racconta il ritorno in campo dopo l'infortunio di metà gennaio.

Sabato a Trieste c'è stato il tuo rientro in campo da titolare dopo quasi due mesi (ultima gara dal 1' minuto: Piacenza-Modena, 15 gennaio). Quali sensazioni hai avvertito, sia dal punto di vista fisico che mentale?
"Buonissime sensazioni dal punto di vista personale, inoltre abbiamo vinto e sono molto contento. Magari fisicamente, prima di scendere in campo, avevo un po' di paura di non riuscire a tenere per tutta la partita, invece è andata bene. Sabato sono stato schierato in un ruolo non proprio mio - analizza il giovane giocatore marchigiano -, come esterno offensivo nel 4-3-3,  ma comunque il mister ama provarmi un po' dappertutto nella zona d'attacco, sia in allenamento che in partita. Mi mette un po' dove vuole, insomma. L'importante è farsi trovare sempre pronti. La mentalità deve essere sempre la stessa, sia che si parta titolari che si entri dalla panchina a gara in corso. Naturalmente preferisco partire dall'inizio e comunque così si hanno più minuti a disposizione, mentre con uno spezzone di gara devi dimostrare quanto vali in meno tempo. Ma anche subentrando dalla panchina, fondamentale è avere il medesimo atteggiamento. Naturalmente è importante poi fare bene nel corso della settimana".
L'ambiente di Piacenza. Tu sei uno dei più giovani del gruppo: cosa ti dicono il mister ed i compagni più esperti durante il lavoro settimanale? E come hanno commentato l'ottima prova di sabato scorso?
"Normalmente non mi dicono mai troppe cose, questo per non mettermi eccessiva pressione. I più anziani del gruppo comunque mi aiutano spesso con i loro consigli. Riguardo al match di sabato, sono rimasti soddisfatti e mi hanno detto che sono andato bene. Ma ripeto, è importantissimo l'atteggiamento con il quale si va in campo e si affrontano tutte le situazioni"
Qual è il tuo vero e personalissimo obiettivo stagionale?
"Innanzitutto, - precisa immediatamente Alessandro -, questo è il primo anno in cui gioco con una certa continuità, settore giovanile escluso. Lo scorso anno, a Verona, mi allenavo costantemente con la prima squadra, ma giocavo pochissimo. Perciò nel corso della stagione non ottenevo mai una certa continuità. Questo è il mio vero obiettivo, trovare la continuità, da luglio fino a maggio, dall'inizio alla fine del campionato. Voglio arrivare ad avere l'atteggiamento giusto al cento per cento ed andare a cento all'ora".
Giorno, 28. Mese, marzo. Anno, 2010. Chievo-Parma 0-0. L'esordio in serie A di Alessandro Sbaffo...
"Emozionante. Una cosa speciale, che prima di quel momento hai visto solo in tv ed hai sempre sognato, come ogni ragazzo. Poi, però, tutto questo passa subito, prima di quanto si possa immaginare. Diciamo che - ci tiene a sottolineare il quasi ventunenne biancorosso - l'evento è più speciale per gli altri che per te. Per gli amici, per i genitori, e via dicendo. D'altronde io stavo tutta la settimana con i compagni e con l'allenatore, ed ero pronto. Quando poi entri in campo pensi alla partita, alle sue questioni tecniche e non c'è spazio per te stesso e per le tue emozioni".
Ci pensi al Chievo e alla serie A? O ritieni di aver bisogno di un altro anno in cadetteria per continuare a "farti le ossa"?
"Il prossimo anno vorrei giocare ancora in serie B. Finora nella stagione attuale ho totalizzato una decina di presenze, rimangono ancora 12 partite e intendo accumularne più possibili. Ora ho bisogno di questo campionato, ho imparato e sto imparando molto da giocatori che questa categoria la fanno da otto, nove anni. Voglio migliorarmi, in particolare diventare più decisivo. Poi è scontato che un giorno mi piacerebbe tornare al Chievo, quando sarò pronto e se sarò pronto: questo lo diranno gli addetti ai lavori. La A l'ho assaggiata e vorrei tornarci, senza ombra di dubbio".
Chi ti senti di ringraziare in particolare per esserti stato accanto in questi anni?
"Tantissime persone. Tutte quelle che stavano con me al Chievo, dal Presidente Campedelli al Direttore Sartori ed in particolare mister Nicolato (allenatore della Primavera) ed  il responsabile del Settore Giovanile, il signor Costanzi: sono figlio loro. Inoltre il mio procuratore Silvio Pagliari, conosciuto nell'estate in cui sono andato a Verona. Dall'inizio fino ad ora tutte queste figure sono state sempre presenti nel mio cammino".
Ora giochiamo. Pronostici sulla serie B: promozione diretta, playoff, playout, retrocessione immediata. Cosa ne pensi in generale di questo campionato sempre incerto? Il Piacenza si salva?
"Andranno in serie A subito Siena e Atalanta, a mio avviso. Per i playoff occhio al Torino: secondo me comincerà a vincere e alla fine la spunteranno proprio i granata, che in casa sono tosti. Oltre al Novara, che sta facendo grandissime cose, vedo il Toro protagonista nei playoff. Per quanto riguarda la retrocessione, si fa dura. Il torneo è veramente incerto, gli acquisti di gennaio di tutte le squadre devono ancora ambientarsi per bene ed in generale e molto più semplice pronosticare chi sale piuttosto che chi retrocede. Anche il Frosinone e la Triestina, che attualmente sono lì in fondo, in casa sono temibili ed hanno un gran tifo. La classifica in fondo è cortissima. Noi eravamo ultimi e sembravamo quasi spacciati: sono bastate due vittorie e sei punti per uscir fuori. Ho sentito certa gente che addirittura adesso parla di playoff. Calma, pensiamo prima di tutto alla salvezza, che sono certo raggiungeremo".


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