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Pres. Pisa: "Crisi attuale farà storia. Andrà rivisto tutto il sistema"

ESCLUSIVA TMW - Pres. Pisa: "Crisi attuale farà storia. Andrà rivisto tutto il sistema"TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 23 marzo 2020 14:49Serie B
di Luca Bargellini

“Quello che stiamo vivendo è un momento storico, di quelli indelebili nella memoria della nostra società civile. Di quelli che cambieranno la struttura stessa del mondo”. Non usa mezzi termini Giuseppe Corrado, presidente del Pisa ed imprenditore ad alto livello in Italia con la catena “The Space Cinema”, per descrivere il momento attuale dell’Italia come sistema paese e dello stesso movimento calcistico, ancora alle prese con mille dubbi circa la ripresa dell’attività agonistica. “In un momento così drammatico - spiega Corrado a TuttoMercatoWeb.com -, dove tutto sembra essere sfuggito di mano e siamo costretti quasi ad improvvisare, il pallone è chiaramente l’ultimo dei problemi. Come cittadini siamo tutti in attesa di notizie migliori, di iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel. Una sensazione, questa, che immaginiamo ma che purtroppo ancora non percepiamo. In ogni caso le società professionistiche, assieme alle Leghe come associazioni di categoria e alla FIGC quale guida del movimento non abbiamo mai smesso di lavorare per capire quale potesse essere la soluzione migliore per il futuro”.

Concordando con lei che il calcio sia l’ultimo dei problemi, ci sono tante persone, tanti tifosi, che attendono di sapere quando riprenderanno i vari tornei, come parziale distrazione dal terribile momento attuale. Sotto questo punto di vista cosa si può dire.
“Credo che l’unica cosa che ad oggi si possa escludere a priori sia la cancellazione del torneo poiché penalizzerebbe tutti quelle società che hanno portato avanti un percorso di lavoro virtuoso come ad esempio il Benevento per quanto riguarda la Serie B. Per il resto siamo tutti a lavoro per trovare un modo di chiudere la stagione, magari andando ad intaccare quel periodo dell’anno che tradizionalmente per noi italiani è quello ne quale prende il via la stagione successiva. Tutte le soluzioni prospettate finora possono essere credibili, così come quella della cristallizzazione della situazione attuale. Ovviamente tutto dipenderà da quando la situazione sarà tale da poter riprendere l’attività in sicurezza”.

Nessuna certezza dunque.
“Una. Il 3 aprile sarà uno snodo cruciale. In quella data il sistema calcio si è dato appuntamento per fare una serie di valutazioni necessaria a capire quale sarà il nostro futuro. Magari con la ripresa delle competizioni da una certa data in poi con dei protocolli sanitari specifici che verranno mantenuti attivi ancora per qualche tempo”.

In contemporanea a questo lavoro vi è quello legato alla situazione contrattuale dei calciatori con il dialogo aperto con l’AIC. Sul piatto anche l’ipotesi della cassa integrazione.
“C’è l’ipotesi della cassa integrazione così come quella di una revisione del contratto di categoria, oppure una defiscalizzazione di parte degli stipendi che andrebbe ad intaccare sia la parte del club che quella del calciatore. In tutte le federazioni i confronti stanno andando avanti con l’idea di trovare la soluzione migliore, anche perché ogni club professionistico fa capo a delle società che a loro volta dovranno affrontare al meglio questo momento di crisi, cercando di limitare al massimo i danni economici che una crisi come questa porta inevitabilmente con se. Occorrerà pensare ad una vera ristrutturazione di sistema per cercare di trovare la strada giusta per ripartire”.

Ultima cosa sul tema, altrettanto dibattuto, degli allenamenti. Come ha affrontato il Pisa la necessità di sospendere l’attività dei propri calciatori e la conseguente quotidianità?
“Parto dal fatto che in Serie B non vi sono mai stati scollamenti per quanto riguarda la decisione di sospendere l’attività. Fin dall’inizio abbiamo valutato che fosse doveroso garantire ai calciatori la continuità dell’allenamento garantendo loro tutte le sicurezze del caso e il confronto con l’AssoCalciatori è stato importante perché senza il loro ok non ci saremmo mai mossi. Quando poi è stata presa la decisione di sospendere l’attività noi come Pisa, alla pari di tutte le altre società, ci siamo attivati per garantire ai tesserati un supporto a distanza, con il nostro staff medico che ha continuato a monitorare la temperatura di tutti i nostri giocatori per tenere sotto controllo l’emergenza sanitaria”.

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