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La Giovane Italia
Serie B

Francesco Conti: "Io, secondo di Delneri"

17.07.2011 18:07 di Luca Esposito   articolo letto 22217 volte
Fonte: www.TuttoNocerina.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Tocco di palla delicato, senso della posizione e tanto fosforo per il centrocampo, questo l'identikit del Francesco Conti calciatore. Nato a Chiavari il 30 agosto 1962, Francesco Conti ha iniziato la propria carriera nell'Imperia in C2 nella lontana stagione 1981/1982. Una grinta immensa per questo mediano, dotato di piedi sopraffini ed una visione di gioco superiori alla media. Prodotto del settore giovanile del Genoa, che lo mandò ad Imperia "a farsi le ossa", non ha più fatto rientro nella società ligure che non ha mai creduto in lui fino in fondo. Eppure, come detto, le doti non gli mancavano. Imperia fu il trampolino di lancio verso un'ottima carriera, giocata sempre tra i professionisti, con l'apice toccato in serie B con il Ravenna, squadra della quale era anche capitano e con il quale riuscì nell'impresa di una doppia promozione dalla C2 alla serie cadetta. E proprio durante l'esperienza in Romagna che ci fu il primo incontro con Luigi Del Neri, che poi seguì anche nella sua esperienza nella Nocerina nelle stagioni dal 1994 al 1996. Mediano titolare nell'anno della promozione dalla C2 e anche nella stagione che vide i rossoneri sfiorare la B nello spareggio contro l'Ascoli. A fine carriera, conclusa con la maglia dell'Entella, Luigi Delneri non si scorda di lui e delle sue qualità, e lo chiama come secondo allenatore al Chievo Verona; la sua carriera continua sulle panchine del Porto, della Roma, del Palermo, ancora del Chievo, Atalanta, Sampdoria e Juventus. L'ex allenatore in seconda dei bianconeri s'è concesso ad un'intervista esclusiva ai colleghi di Tuttonocerina.com, nonostante si trovasse in vacanza.

Innanzitutto voglio ringraziarla per la disponibilità, so che non è piacevole sottrarsi al riposo della spiaggia per un'intervista...

"No si figuri, è sempre un piacere parlare di Nocerina".

Iniziamo dal Francesco Conti calciatore. Mediano, all'occorrenza libero, lei si sentiva già un allenatore in campo?

"Come libero in realtà ho giocato solo nel settore giovanile, ho svolto tutta la mia carriera da mediano davanti alla difesa. Mi sono sempre calato nel ruolo di uomo d'ordine in modo da dare direttive ai miei compagni ed è stato più facile poi passare al compito di allenatore".

Lei quindi è d'accordo con chi dice che per i centrocampisti è più facile passare dall'altra parte della barricata?

"Non è una massima sempre vera ma chi gioca a centrocampo è logicamente avvantaggiato, è un aiuto in più".

Ha iniziato nell'Imperia, dopo la trafila nel settore giovanile del Genoa, poi una lunga carriera...

"Si, ho iniziato ad Imperia poi Francavilla, Sanremese, Fano, Ravenna, Nocerina per dire le più importanti".

L'apice della sua carriera da calciatore a Ravenna in Serie B, che campionato fu in Romagna?

"Avevo 31 anni quando arrivammo in B, una serie conquistata con grande fatica ma era una categoria meritata per ciò che avevamo fatto negli ultimi anni. Anche là fui alle prese con dei problemi fisici ma comunque riuscì a giocarmela sempre, fu un anno di grande sofferenza che culminò con la retrocessione anche se non era per niente meritata per il calcio espresso da noi".

Fu a Ravenna che conobbe Delneri?

"Si, Delneri l'ho conosciuto il primo anno di C2 a Ravenna e c'è stato subito un grande feeling tra di noi. Da chi, come me, apprezza il lavoro sul campo si fa ben volere".

La leggenda vuole che fu lei a suggerire il tecnico ai tempi del suo arrivo in rossonero...

"Non è andata proprio così. Quando mi chiamarono a Nocera, in un primo momento, avevano deciso di darmi il ruolo da allenatore però io mi sentivo ancora giocatore. Fu allora che feci il nome di Delneri, ero convinto che potesse fare bene in una piazza come Nocera e sono stato felice di non essermi sbagliato".

A Nocera due stagioni emozionanti, prima la promozione in C1 e poi la B sfiorata, qual è il suo ricordo più bello?

"Sono tanti i ricordi belli, conservo con piacere la memoria di tutte le persone con cui ho lavorato a Nocera. Non voglio fare nomi per non dimenticare nessuno ma credo che tutti hanno contribuito a quelle bellissime stagioni. Anche i tifosi con cui si creò un rapporto schietto e sincero, loro apprezzavano il Conti calciatore che in campo non si risparmiava e aveva sposato a pieno il progetto della Nocerina. Quando poi hai la fortuna di vincere un campionato il rapporto che si crea è stupendo".

L'amarezza per la mancata promozione il rimpianto più grande?

"E' logico, perdere ai play-off è stata una grande sofferenza. Siamo stati sfortunati perchè avevamo fatto un campionato importante e meritavamo la promozione. A volte con un pizzico di fortuna si possono raggiungere grandi traguardi cosa che a noi è mancata"

Una lunga carriera calcistica chiusa poi con l'Entella...

"Si, ci tenevo a chiudere la carriera a Chiavari ma non è stato possibile e ho accettato l'invito dell'Entella in Serie D dove ho fatto da calciatore e uomo spogliatoio, non da allenatore".

Poi il via al binomio con Delneri in panchina. Chievo Verona, Porto, Atalanta, Palermo, Roma, Sampdoria e Juventus. Sempre insieme ma con fortune alterne come spiega questi risultati altalenanti?

"Le dinamiche a cui si va incontro in ogni esperienza non sono mai uguali, il calcio è fatto di situazioni che sono sempre diverse. Spesso bisogna prendere atto della situazione in cui ci si ritrova ed impegnarsi affichè si ottengano i risultati cercati. Posso garantire però che ovunque sia il tecnico che noi dello staff abbiamo dato sempre il cento percento per ottenere il massimo. Non sempre però ci si riesce ma comunque qualsiasi esperienza, sia essa positiva che negativa, è un bagaglio di informazioni per il futuro".

Quanto è difficile il ruolo di vice allenatore?

"A me viene spontaneo calarmi nel ruolo di vice per questo non posso parlare di difficoltà. Sono in simbiosi con il tecnico ed ho sempre avuto un ottimo rapporto con i calciatori, non da generale dittatore ma da comandante amico. Personalmente credo che sia un ruolo importante, oggi la figura del vice allenatore è di spessore, un uomo che lavora a 360° all'interno dello spogliatoio interagendo con il lavoro del tecnico. Logicamente spettano sempre a quest'ultimo le scelte ma il vice ha comunque un posto importante all'interno delle dinamiche della squadra".

Per il futuro continuerà a seguire Delneri o attende qualche chiamata per intraprendere un'esperienza da solista?

"La domanda dovreste farla a lui, io mi trovo benissimo con Delneri e se lui mi darà la possibilità lo seguirò nella prossima esperienza. Questo ruolo mi dà un grande senso di appagamento dal punto di vista professionale e non vedo perchè dovrei cambiare".

Ritornando alla Nocerina, non so se lei ha seguito i movimenti di mercato dei molossi..

"Si seguo sempre le vicende della Nocerina, so che ha acquistato dei buoni calciatori e che si sta muovendo bene".

Il ds Pastore sta puntando molto sul gruppo della promozione integrato da giovani di prospettiva. E' il metodo giusto?

"Io penso che bisogna dare fiducia alla loro idea di calcio, hanno fatto bene anche nella passata stagione in questo modo. Certo si potranno incontrare delle difficoltà ma credo che alla fine la Nocerina farà un bel campionato in Serie B".

I rossoneri sono interessati a due giovani della Juventus, Raffaele Alcibiade e Vincenzo Camilleri. Ci può parlare di questi due giovani?

"Allora su Alcibiade posso dire che è un difensore centrale forte fisicamente, non posso esprimermi ulteriormente perchè il calciatore è rimasto con noi solo sette giorni in ritiro prima di essere ceduto al Pescara, però a Torino all'interno del settore giovanile se ne parlava un gran bene. Per Camilleri il discorso è diverso, ha fatto parte del nostro gruppo e l'abbiamo fatto anche esordire in Europa League ed è un ottimo giocatore di prospettiva. Ha subito un infortunio ma se ha recuperato può essere molto utile alla Nocerina. Credo che possa fare bene in B, nonostante la giovane età, per le caratteristiche e la personalità che si ritrova. Nel calcio però esistono tante variabili che prescindono dalle qualità del calciatore però può essere un acquisto importante per la Nocerina".

 


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