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Pisa, Gattuso: "Orgoglioso della prova dei ragazzi. La società? Un fantasma"

30.11.2016 10:49 di Elena Rossin   articolo letto 6105 volte
Fonte: Torinogranata.it
© foto di Antonio Vitiello

L'allenatore del Pisa, Gennaro Gattuso, in conferenza stampa ha commentato la sconfitta in Coppa Italia con il Torino e parlato delle vicende societarie: "Complimenti ai miei ragazzi perché non era facile e c'erano tanti ragazzi che da un po' di mesi non giocavano. Sono contento per la prestazione, per come abbiamo tenuto il campo e per il senso d'appartenenza. Sono molto molto soddisfatto. Sapevamo che avremmo dovuto fare una partita così e ci siamo riusciti, anche se non è bastato. Mancava solo che entrassero in campo Pulici e Graziani poiché alla fine sono entrati i pezzi da novanta (Ljajic e Belotti, ndr). Al di là delle battute, sono molto contento per i miei ragazzi".

Aveva detto che la partita da vincere sarà quella con la Pro Vercelli, ma dalla gara con il Torino si può dire che uscite rafforzati nel morale?
"Fra qualche ora lo saprò dire meglio, ma sicuramente a livello di prestazione ne usciamo rafforzati. Oggi, come sempre capita, faremo la conta perché abbiamo perso qualcuno per infortunio e sapete che al Pisa siamo in pochi, quindi, non è una bella notizia aver perso altri giocatori e le scelte di chi mandare in campo con il Torino erano state fatte tenendo conto di questo motivo in modo da non dover rischiare tanti giocatori perché siamo contati. Volevo far giocare Birindelli, ma anche altri ragazzi giovani, però, la paura era di esporli a figuracce e non sicuramente di perdere la partita. Con Birindelli ci è andata bene, lo sapevo che sarebbe andata così con lui perché l'avevo già detto da un po' di tempo che ha un profilo e delle caratteristiche, non è un fenomeno, ma può giocare sia negli Allievi nazionali sia in Primavera sia in prima squadra con lo stesso atteggiamento poiché non si fa prendere dall'emozione e ha caratteristiche ben precise, sono contento per lui".

Il cambio di Gatto con Longhi era perché il giocatore si era fatto male o per altri motivi?
"Gatto era un anno che non giocava, ha fatto la preparazione, da un mese si allena e ha fatto una buona prestazione, ma non ne aveva più. Ci ha scombussolato un po' i piani l'uscita di Birindelli per crampi e voi sapete che un cambio lo tengo per gli ultimi quindici-dieci minuti e non faccio mai l'ultima sostituzione al settantesimo, salvo che non facciamo veramente schifo e allora il cambio lo faccio anche prima, ma sapendo che può succedere di tutto mi tengo un cambio per il finale, però, con il Torino siamo rimasti in dieci poiché l'ultima sostituzione si era resa obbligatoria".

Quando ci potranno essere novità sostanziali per il cambio di società?
"Sinceramente non ci penso più. Siamo quasi a Natale e la vicenda è cominciata quando c'erano quaranta gradi e adesso la temperatura è scesa a zero, questo la dice lunga. Tutto quello che arriverà sarà di guadagnato, mi spiace per le mille persone che sono venute a Torino per sostenerci, mi spiace per la città intera. Sono arrivato l'anno scorso e in città non c'era un grandissimo entusiasmo, ma in questi mesi i ragazzi hanno riacceso l'entusiasmo e posso assicurare che Pisa ha scritto pagine importanti nel gioco del calcio e nella storia italiana. La tifoseria è molto calda e la città merita ben altro di quello che sta vivendo in questi mesi, è una vergogna! Io continuerò a battagliare fino a quando non ci saranno cambiamenti positivi, però, mi accorgo che in tante occasioni non posso fare nulla, posso solo denunciare, dire che la società è fantasma, ma vedo che dall'altra parte se ne sbattono e non ci sentono. L'importante è onorare la maglia come stiamo facendo continuando a fare ciò che dobbiamo e riuscire a mantenere la categoria perché, come ho detto prima, questa è una squadra che ha valori importanti. Sicuramente abbiamo bisogno di qualche rinforzo e speriamo che ci sia il cambio della società e che si riesca a parlare una lingua diversa".

Nelle sue parole ci sono rabbia e amarezza, teme che l'evoluzione di quello che sta succedendo al Pisa sia simile a ciò che accadde al Parma?
"Penso che non siamo a quei livelli perché i debiti non sono così ingenti e ci sono società che a livello economico stanno peggio del Pisa. Gli stipendi, alle volte viene fatto casino anche su quest'aspetto, sono stati pagati, gli ultimi due mesi sono in regola, anche se non sono stati pagati i contributi Irpef e, a mio parere, questa è già una cosa non positiva. Se si pagano gli stipendi bisogna pagare anche i contributi, ma sappiamo che c'è una regola che permette due-tre volte di non pagare i contributi Irpef e sotto l'aspetto stipendi finora siamo a posto. Per la verità, c'è qualche dipendente che lavora senza contratto e ha qualche mese di stipendio non pagato, così come qualche giocatore dell'anno scorso, ma bisogna pedalare. Tante volte anch'io mi chiedo che cosa ci faccio qui, perché, per come, ma dopo si vivono serate come questa con il Torino, in classifica abbiamo diciotto punti, vedo ragazzi che mi seguono in tutto e per tutto, anche se a volte vado muso a muso con loro e tiro qualche grido. Così la voglia per tirare avanti me la danno i giocatori e la città che ci è sempre vicina, i ristoratori, gli albergatori e questa è la forza che ci fa andare avanti".

Tornando alla partita, avete arginato il Torino per novanta minuti, la parata più difficile l'ha fatta Padelli e avete agito molto in contropiede nonostante la sconfitta. E' positivo?
"Noi sapevamo che il Torino va sempre alla ricerca del gol, che i due attaccanti esterni e i terzini spingono per questo abbiamo chiuso bene la zona centrale e cercato l'uno contro uno con i loro terzini. La partita l'abbiamo preparata così e abbiamo giocato di rimessa perché per chiudere gli spazi bisogna stare tutti dietro la linea della palla e credo che noi l'abbiamo fatto molto molto bene".

Prima degli ingressi di Ljajic e Belotti in campo c'era il Toro 2, ma secondo lei il Toro 1 dove può arrivare in serie A?
"Ho giocato questo tipo di partite e tante volte non è facile prepararle e livello motivazionale. Sinisa Mihajlovic è uno che pretende il massimo dai suoi giocatori, ma anche per il Torino vale lo stesso discorso nostro: c'era tanta gente che non giocava da diverso tempo e il minutaggio è importante. Allenarsi è diverso dal giocare una partita ufficiale, i ritmi sono differenti e si trovano difficoltà totalmente diverse da quelle che ci sono in allenamento, questo fa parte del gioco e quando giocavo avevo le stesse difficoltà. Basta cambiare due-tre giocatori e si capisce che i meccanismi, la velocità, i passaggi sono più lenti rispetto a quando in campo c'è chi è abituato a giocare con continuità".

Tornate a Pisa vero?
"Oggi ci alleniamo a Torino e poi rientriamo a Pisa. A me piace parlare di se vere, sono uno che non ha peli sulla lingua. Allo stadio c'erano quasi undicimila persone e il cinquanta per cento dell'incasso è entrato nelle casse del Pisa e questi soldi saranno versati fra una settimana quindi penso che la società, la pseudo-società, poteva permettersi di spendere sette-otto mila euro per stare due giorni in più in Piemonte. Questo è un dato di fatto, i soldi ci sono perché l'incasso per la partita con il Torino e di circa cinquanta mila euro ed è per questo che mi arrabbio. Potevo organizzarla io la trasferta perché vivo a vicino a Gallarate e ci avevo anche pensato di farlo, ma mi sono stufato di fare beneficenza per questo tipo di gente, per i miei ragazzi avrei fatto questo e ben altro, molto di più, ma per questi personaggi no. Su cinquanta-sessantamila euro otto mila per restare qui e non sobbarcarci due viaggi in più in due giorni tra il Piemonte e la Toscana c'erano, mi sono un po' stufato di farmi prendere in giro da queste persone".


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