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La Giovane Italia
Serie B

Ternana, De Canio: "Incontro positivo con Bandecchi"

17.05.2018 19:19 di Daniel Uccellieri   articolo letto 3093 volte
© foto di Federico Gaetano

L'allenatore della Ternana Luigi De Canio ha preso la parola in conferenza stampa alla vigilia della sfida con l'Avellino. Queste le sue parole raccolte dai colleghi di ternananews.it:

Se è possibile parlarne, ieri ha avuto un incontro con la dirigenza: è andato tutto come si aspettava?
"Vi dico tutto, senza problemi come vi ho sempre promesso e detto, anche per i nostri tifosi e per chiunque voglia bene alla Ternana. Ho avuto un incontro chiarificatore con la proprietà, riscontrando nella volontà della stessa di operare in maniera seria ed importante. Vi devo dire che ho trovato il signor Bandecchi assolutamente determinato, si è reso conto degli errori di questo anno, imputabili alla mancanza di conoscenza del mondo del calcio, e ha detto di voler mantenere fede a tutti gli impegni presi con Terni e i ternani. E' fermamente convinto di voler costruire un centro sportivo, e appena la situazione del comune si stabilizzerà lo farà. Ci siamo intesi subito sulla necessità di creare una squadra da subito competitiva, e da parte sua ho trovato una spinta notevole, avrebbe voluto che il campionato si potesse iniziare domani e che la squadra io l'avessi già fatta. Come quando sono arrivato, li ho trovati determinati per riportare la Ternana dove merita di stare, sono parole sue. Naturalmente siamo tutti amareggiati, però con molta onestà vi riporto la sensazione e la certezza che ho avuto, ovvero la volontà di fare cose importanti. Se non fosse così, io non sarei venuto e non sarei rimasto. In un momento di scoramento, quando aveva paventato di lasciare, gli ho detto cosa fa, prima mi porta in questa situazione e poi abbandona? Lei ha un debito morale con me, ora deve rimanere. Ovviamente tutto in forma scherzosa. Questo non rende meno amara la retrocessione, ma dal mio punto di vista io ho accettato perchè mi hanno convinto la volontà di entrambi di creare un progetto che possa dare alla Ternana la possibilità di avere risultati sportivi importanti".

Sono stati fatti tanti errori quest'anno: quali punti fermi chiederà alla società? E se la volontà fosse solo di facciata, e venissero commessi nuovi errori, come si comporterebbe?
"Per supponenza non succederà nulla. Ve lo dico con molta onestà, addirittura sono andati oltre, ma io li ho frenati, perchè la società deve sempre essere autonoma, senza padroni esterni: ognuno deve dare il proprio contributo secondo il ruolo che gli compete. Detto questo sono stato investito del ruolo di guida nei loro confronti per evitare altri errori, e intendo esercitarlo nel migliore dei modi. Io non impongo il nome del ds, perchè non è il mio compito, e non devo nemmeno dare l'assenso, perchè posso lavorare con chiunque e non ho amici da sistemare e sono per la meritocrazia in senso più assoluto. Non ho persone o amici che magari vengono dal mio paese e devo sistemare. Un conto è la stima personale, un conto è l'aspetto professionale. Io sarò, e mi sento, un controllore della società e di chi viene a lavorare in società, se qualcosa non mi piace ho strappato contratti largi e lunghi, e non sono venuto qua per soldi, come mai ho fatto. Sono una persona seria, onesta e leale verso i miei principi e verso chi rappresento. Se non posso realizzare quello che mi viene chiesto alzo le mani e faccio un passo indietro. Però vi posso garantire che nonostante io abbia ripetuto questo più volte alla società, posso dire a tutti di stare sereni che c'è la volontà di fare le cose per bene. Poi chi deve venire da me, deve avere valori tattici e morali di prospettiva, perchè non dobbiamo guardare solo all'obiettivo del domani, penso che i sogni vadano inseguiti e coltivati. A me piacerebbe andare via un giorno lontano da Terni e sapere di aver fatto qualcosa che rimanga, e questo è creare le premesse perchè le vittorie siano le basi per una stabilità in categorie superiori, e questo io l'ho verificato ieri in maniera definitiva, stabilendo le basi. Il prossimo passo è solo mettersi a lavorare appena si chiude questa tribolata stagione, con le persone che dovranno far parte del progetto. Manca una sola persona, per quanto riguarda il mio compito so bene cosa devo fare, ho tutto ben chiaro a livello di staff e di organizzazione intorno alla squadra, e poi vedremo quando la società avrà deciso chi sarà il nuovo direttore sportivo. Io non ho fatto nessun nome, anche se qualche nome l'ho letto e lo hanno incontrato, e mi sono anche un po' arrabbiato perchè questo incontro l'ho scoperto dalla società e non dal mio amico, che per delicatezza non me lo ha detto. Io ho solo chiesto, poichè i direttori sportivi hanno le loro convinzioni, avendo io un contratto di verificare con certezza che chiunque abbia la convinzione di lavorare col sottoscritto, sapendo che l'ultima parola per qualsiasi cosa sarà la mia. So che hanno avuto due o tre incontri, e so che ci sono altri che si propongono, ma io non ho problemi a lavorare con nessuno, avrò un rapporto di collaborazione totale, ma l'ultima parola sarà la mia in quello che mi compete, perchè mi sono assunto il ruolo di controllare, addirittura presidente e proprietario, figuriamoci per chi lavora con me. Io sono a disposizione, tanto se non mi piace un giocatore posso dire di no, e se ne voglio uno non abbiamo nemmeno problemi di bilancio, senza buttare soldi ovviamente, ma se ne abbiamo bisogno lo prendiamo. Ho sorpassato anche l'aspetto del budget, perchè se abbiamo un obiettivo non possiamo farci questo problema. Fermo restando che in C, siccome vince una sola, non è detto che chi spende di più vince automaticamente. Lavorando con attenzione e competenza, ottimizzando e organizzando tutto, credo che potremmo fare molto bene ed essere competitivi sin da subito".

Ha pensato dei cambiamenti nello staff?
"Farò una modifica, solo per un fatto logistico, ma non mi fate entrare più nel dettaglio, ve ne parlerò volentieri successivamente. Vi posso solo dire che la società mi ha dato la sua disponibilità per realizzare quello che ho in mente: per me sarà un impegno, ma mi piace".

La società dovrà assumere un ds con cui lei abbia un feeling...
"Io sono una persona diversa. Vi spiego: Salerno è andato a Palermo l'anno scorso, ha scelto un altro allenatore per cercare di salvare la squadra, e non c'è questa convinzione di dover lavorare per forza insieme. Chiedete a chi viene se ha il piacere e le idee chiare di lavorare con me, insieme a me, sapendo che se un calciatore non mi piace non si prende e non si prende. Se sarà così, io vado avanti per la mia strada, e se la società mi dice si fa così, io non mi preoccupo,si dovranno preoccupare quelli che vengono a lavorare con me eventualmente. A me piace la collaborazione, sono venuto qui e ho preso le persone che ha proposto la società, mi sono piaciute, hanno la giusta competenza, intelligenza e cultura, e le ho reputate le persone giuste. L'operato che io voglio portare avanti, quando ci sarà la persona che lavorerà con me, io ve lo dirò sempre".

Dal lato calciatori?
"Bisogna verificare ancora tante cose, c'è molto su cui lavorare, chi vuole andare, chi ha mercato, che obiettivi hanno. Come ho detto a Bandecchi, non dobbiamo avere fretta, soprattutto per quanto riguarda i calciatori. Il direttore generale già c'è, ed è il presidente che è sempre presente, nonostante i problemi di salute. Il ds ci sarà, perchè è una figura importante, ed insieme dovremo condividere tutte le nostre idee, ed ovviamente questa sarà la prima figura da cercare, già nei prossimi giorni".

Noi negli ultimi anni siamo andati in ritiro contati: arrivare puntuali al ritiro con una rosa già essenzialmente completa sarebbe un buon segnale.
"E' auspicabile, magari potessi andare con tutte le caselle complete, ma mi rendo conto, anche nel mio interesse, che la fretta può essere cattiva consigliera, perchè potrebbero uscire opportunità che potrebbero farmi mordere le mani. Tutto quello che faremo, lo faremo quando ci sarà la convinzione assoluta che quella sia la cosa migliore. Se per qualche settimana in ritiro dovremo adattarci lo faremo, sempre con la consapevolezza che ci sono obiettivi da centrare e che non tutte le cose potranno riuscire immediatamente, perchè non sarebbe onesto nemmeno verso la città. Terni non è terra di conquista, nella maniera più assoluta, Terni deve essere un momento importante nella vita professionale di ogni calciatore che dovesse venire: sin dal primo giorno per chiunque deve essere così".

Domani situazione infermieristica?
"Quelli che abbiamo e con quelli che abbiamo portato avanti la stagione, con quelli dobbiamo finire la stagione, nel bene e nel male. Abbiamo ottenuto un risultato sportivo negativo, ma nessuno ha mai lesinato l'impegno, ed è giusto che si finisca con chi è pronto a giocare. E' una partita importante per rispetto di chi è in lotta per un obiettivo, per la regolarità del campionato, faremo la nostra parte con onestà e lealtà, poi se gli avversari saranno più motivati ben per loro, ma noi non saremo remissivi".

Foscarini mi pare abbia detto che non si fida di una squadra retrocessa e con tanti infortunati.
"Io avrei parlato allo stesso modo. E' logico pensare che noi siamo demotivati e non ci alleniamo bene. E' un luogo comune, qualche volta accade e qualche altra, come nel nostro caso, non accade. L'unica cosa a cui rinunciamo è la sgambatura di domani mattina, per il resto siamo preparati per cercare di non chiudere con una sconfitta che sarebbe ancor più mortificante".

Mister, mi toglie una curiosità: la mia sensazione è che lei, paradossalmente, dalla grande rabbia dopo Perugia abbia trovato lo spunto decisivo per andare avanti.
"Se lei mi conoscesse,saprebbe che oggi un serpente morirebbe subito oggi, anche il più velenoso. Ho una rabbia dentro che non immagina. Sono venuto sapendo che ci avrei provato, ma che molto probabilmente non ce l'avrei fatta, non pensavo di poter fare chissà quale miracolo. Son venuto confidando nel pensiero di poter dare vita a un progetto importante. Ho dato fiducia, ho aspettato e adesso ho trovato coerenza con quello che ci eravamo detti all'inizio, e questo mi fa stare più sereno, perchè se avessi notato qualche incongruenza io oggi detto grazie e arrivederci".

Lei a Terni ritroverà la Serie C dopo 21 anni, esperienza che aveva fatto a Carpi. Quanto è cambiata e cosa si aspetta?
"E' cambiato tutto il calcio, anche la Serie B. Sono cambiate le caratteristiche dei giocatori, son cambiate tante regole, ma rimane un campionato difficile e molto insidioso, da affrontare con la giusta mentalità".

Che girone preferirebbe?
"Penso forse il girone B, anche logisticamente via. Io mi auguro che la facciano con un po' di buon senso, per limitare anche le spese, i costi, anche per il modo di viaggiare. E' chiaro che una trasferta da 1000 chilometri, oltre che alle spese, crea anche problemi di gestione del viaggio. Io vengo dalla C, e queste cose le facevo".

Secondo il girone, anche le caratteristiche devono essere diverse?
"Quello che conta è la forma mentis del calciatore, un vincente vince in qualsiasi girone, perché non conta essere bravi solo tecnicamente. Bisogna sempre mettere al servizio della squadra le proprie capacità e le proprie doti".


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