Portanova: "Chi mi conosce sa chi sono. La Reggiana mi ha insegnato che non si molla mai"
Poco più di un mese fa la Corte d’Appello di Firenze confermava la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo, poco dopo il crac sportivo con la retrocessione in Serie C della Reggiana, arrivata nel corso dell'ultima gara del campionato di Serie B: un periodo non felicissimo, quindi, per il calciatore granata Manolo Portanova, tornato quest'oggi a parlare attraverso il proprio profilo Instagram. Parole, quelle del centrocampista, che affrontano dal suo punto di vista entrambe le tematiche, e che di seguito riportiamo:
"E allora io oggi voglio dire una cosa con tutta la forza che ho dentro: non posso più stare zitto.
Perché se un giorno Manolo Portanova dovesse essere condannato con prove di questo tipo, allora il problema non sarebbe più soltanto mio.
Saremmo tutti in pericolo.
Perché significherebbe che chiunque potrebbe essere travolto da accuse, narrazioni, pressioni mediatiche e processi costruiti sul rumore invece che sulla certezza.
Ed è questo che mi terrorizza davvero.
Io so chi sono.
La mia famiglia sa chi sono.
Le persone che mi conoscono davvero sanno chi sono.
Ed è per questo che continuerò a combattere fino all’ultimo respiro.
Il mio processo appartiene a me e alla mia famiglia. È una battaglia dolorosa che porteremo avanti con dignità, forza e rispetto. Ma non rinuncerò mai a difendere pubblicamente la mia verità. Mai.
Sono consapevole che la mia voce, davanti al mondo, sia solo un chicco di sabbia nel deserto.
Una voce piccola in mezzo al rumore, ai titoli, ai giudizi e alle persone che parlano senza sapere davvero.
Ma io continuerò a sperare ogni giorno che quel chicco diventi il più grande possibile.
Abbastanza grande da far sentire la mia innocenza.
Abbastanza forte da rompere il silenzio.
Abbastanza vero da arrivare alle persone che hanno ancora il coraggio di ascoltare senza pregiudizi.
Userò ogni canale possibile per farmi sentire.
Parlerò.
Mi difenderò.
Continuerò a guardare negli occhi le persone senza abbassare la testa.
Perché una persona innocente può soffrire, può cadere, può sentirsi schiacciata… ma non smette mai di lottare per la verità.
Mai.
E forse è proprio questo che mi lega così tanto alla mia gente e a questi colori.
Perché Reggio mi ha insegnato che si può perdere, soffrire, essere colpiti duramente… ma non bisogna arrendersi mai.
Noi non molliamo.
Non lo abbiamo mai fatto.
E io non inizierò adesso.
Forza Reggiana".
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