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Paganese, De Sanzo: "Momento difficile, ma non mi arrenderò mai"

14.02.2019 01:10 di Stefano Sica    articolo letto 1312 volte
Paganese, De Sanzo: "Momento difficile, ma non mi arrenderò mai"
Quarta sconfitta consecutiva per la Paganese, che cade per l'ottava volta al Torre in questo campionato. Stavolta a fare la voce grossa è il Monopoli, corsaro 3-1. Azzurrostellati penultimi ed ormai in piena crisi, favoriti nel turno odierno solo dalla sconfitta esterna del Bisceglie che resta, comunque, a +10. I padroni di casa, che hanno fallito un rigore con capitan Scarpa dopo la mezz'ora (palla alta), hanno avuto anche la possibilità di giocare in superiorità numerica la ripresa per la doppia ammonizione rifilata a Gerardi sul finire del primo tempo. E in sala stampa è palese lo sconforto del tecnico Fabio De Sanzo, che in questa occasione ha optato per un cambio modulo accantonando il 4-3-1-2 a favore del 3-4-1-2 con Scarpa ad ispirare il tandem Parigi-Di Renzo, Carotenuto e Della Corte sulle fasce, Navas e Capece in mediana e una retroguardia guidata da Dellafiore con Tazza e Acampora ai lati, davanti al numero uno Galli (Santopadre in panchina). "Abbiamo fatto male sotto tutti i punti di vista - le sue parole -. Dobbiamo fare mea culpa. La squadra mi segue ma siamo entrati in una situazione difficile dalla quale però dobbiamo uscire assolutamente fuori. E' inutile dire se ha sbagliato l'uno o piuttosto l'altro. C'è una sola medicina: restare uniti e compatti, senza gettare la croce addosso a qualcuno. Attribuire colpe specifiche non servirebbe a nulla. Ho provato a cambiare mettendo forze nuove e piene di stimoli. E' andata male e questo mi dispiace. Sono rammaricato anche per i ragazzi che si allenano bene e danno l'anima in settimana. Tuttavia abbiamo creato poco: è stato un primo tempo da dimenticare e l'unico mio invito ormai è quello di non piangerci addosso e di ricompattarci al più presto. Tra l'altro sapevamo che era dura al cospetto di un avversario davvero forte".

SCELTE TECNICHE - "Perri non l'ho inserito dall'inizio perché era reduce dall'influenza. Non mi andava di perdere un altro giocatore, vedi Diop domenica scorsa che pure aveva qualche problemino ma che ho dovuto far giocare per forza. Ho preferito puntare su chi stava bene senza correre il rischio di perdere altri elementi per strada. In previsione di tre partite settimanali, ho preferito dare fiducia a Navas che non aveva mai giocato ed era fresco. In ogni caso, sarebbe cambiato ben poco anche con altri interpreti".

SCELTE TATTICHE - "Il mio intento era quello di non lasciare uomo contro uomo dietro, conoscendo la velocità di Mangni. E' vero, però, che se sbagliamo appoggi facili è normale poi trovarsi uno contro uno dietro. Mi sono messo a quattro dietro quando ho deciso di allargare i due esterni, Scarpa e Della Morte, e tentare la carta dell'ampiezza. Ma la manovra era troppo lenta ed eravamo ormai in paura, poi c'è stato l'errore dal dischetto. Col senno di poi, è sempre facile giudicare. Io non mi piango addosso e non sono uno che molla. Ora devo solo cercare di recuperare al più presto un po' di elementi fuori condizione. Per Catania non penso di ritrovarmi altri giocatori al di fuori di Piana che tornerà dalla squalifica. Dellafiore è fermo da sei mesi e non possiamo pretendere chissà cosa da lui. L'ho fatto giocare perché eravamo ridotti all'osso. Anche per questo gli ho affiancato Tazza come difensore centrale, non me la sentivo di giocare a quattro dietro".

RITROVARE GLI STIMOLI - "Io penso di dare ancora tanto a questa squadra, poi se sono io la colpa la società prenderà i suoi provvedimenti. Sono aperto ad ogni soluzione. Non c'è altra strada: tutti dobbiamo dare di più, a cominciare da me per finire al magazziniere. Non dobbiamo abbatterci, ma continuare a combattere. L'annata è cominciata in un certo modo, ma abbiamo il dovere di raddrizzarla. Io non mi arrenderò mai. Il mio compito è quello di far rialzare la testa a tutti, a cominciare dall'ambiente. Vedo in tutti mortificazione e non va bene. Dobbiamo salvare il salvabile, dando tutto per questa maglia. Continuerò a lavorare sulla testa di questi ragazzi, non conosco altre soluzioni. L'unico rimedio che ho è quello di stargli vicino ed infondergli sempre più coraggio. Purtroppo dal secondo tempo col Potenza è successo qualcosa nella testa di questi ragazzi. Avevamo intrapreso un percorso discreto, poi ci siamo persi. Ora è arrivato il momento di ritrovare principalmente gli uomini, ed occorre che tutti facciano qualche sacrificio in più".

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