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Andria, Attimonelli messo alla porta ma il club rischia il baratro

Andria, Attimonelli messo alla porta ma il club rischia il baratro
giovedì 09 agosto 2012 18:18Serie C
di Stefano Sica

Un mese fa la rinascita sembrava vicina, dopo una stagione vissuta come un malato in coma farmacologico. Ora, l'Andria continua a legare la propria esistenza ad uno stato vegetativo con pochi margini di guarigione. E col rischio, peraltro, che la spina possa essere staccata al più presto. Colpa del mancato accordo tra il patron Riccardo Fusiello e Gianni Attimonelli, accorso generosamente al capezzale del club pugliese con una fidejussione di 500mila euro che ha consentito l'iscrizione della squadra al prossimo campionato di Prima Divisione. Un atto di responsabilità verso la città ed una tifoseria appassionata e una risposta concreta al sindaco Nicola Giorgino che aveva invocato il suo aiuto per non far sparire la società dal panorama del calcio professionistico. Una garanzia, inoltre, assicurata senza condizioni. Ma con un semplice impegno morale strappato a Fusiello: formalizzare quanto prima la cessione del club nelle sue mani. Una promessa disattesa e che ha mandato su tutte le furie i tifosi azzurri, convinti di poter voltare finalmente pagina grazie alla serietà del progetto di Attimonelli, il quale aveva iniziato la ricostruzione in tempi record col mandato conferito al duo Logiudice-Cari. Per Fusiello, già vittima di un tentativo di aggressione nei giorni scorsi, l'aria in città è diventata cancerogena. Anche perchè sembra ormai acclarato che, alla base della fumata nera, ci sia stata la mancata volontà da parte del massimo dirigente pugliese di ripianare, come concordato in fase di trattative, l'enorme massa debitoria che ancora oggi affligge la società. Ci sono da pagare gli stipendi di maggio e giugno entro metà settembre, e quelli di luglio ed agosto entro le prime due settimane di ottobre. A questo bisogna aggiungere altre passività che Fusiello non pare in grado di cancellare allo stato attuale. E a poco servirà la cifra incassata per la cessione di Meccariello. Soldi, comunque, non immediatamente esigibili. "Abbiamo fatto un gesto di grande generosità per la città, avevamo un progetto per far diventare grande l'Andria e corriamo anche il rischio di uscirne danneggiati e beffati". Così si sarebbe sfogato, a ragione, Attimonelli con i suoi più stretti collaboratori. Gli spazi per un rinnovato abbraccio tra l'ex dirigente del Barletta e Fusiello appaiono, però, minimi. A meno che le due parti non decidano di rinegoziare una nuova intesa. Ma le difficoltà persistono e il sentiero dell'Andria è destinato ad incontrare ostacoli ed asperità. Oltre le quali c'è il baratro.

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