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Catania, Mazzarani: "Il calcio si poteva fermare prima. Produce, ma la gente muore"

Catania, Mazzarani: "Il calcio si poteva fermare prima. Produce, ma la gente muore"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
giovedì 26 marzo 2020 16:49Serie C
di Luca Esposito

Si allena a casa aspettando di tornare in campo per trasformare una stagione difficilissima in una storia meravigliosa per il calcio italiano. Nel frattempo si diletta tra fornelli e chitarra seguendo i consigli della madre e della fidanzata. Con in sottofondo un brano dei Queen o di Lucio Battisti che non guasta mai. Andrea Mazzarani è uno dei simboli del Catania e un leader assoluto all’interno dello spogliatoio.Tornato in Sicilia dopo la parentesi di Salerno, il centrocampista ha parlato ai microfoni di tuttoc.com affrontando numerose tematiche con la consueta disponibilità e sincerità.

Pandemia che sta flagellando il mondo, che idea si è fatto?
“E’ un momento delicato e brutto per tutt’Italia, ma bisognava prevenire prima. Le misure che ha adottato il Governo sono state tardive, bisognava chiudere tutto in via definitiva imparando da quanto è accaduto in Cina. In ospedale mancano i posti letto, proprio per questo faccio un appello affinchè le persone economicamente più fortunate possano fare una donazione per aiutare chi mette a repentaglio la propria vita per gli altri. Penso ai medici, ma anche alle forze dell’ordine”.

Si poteva, dunque, fermare il calcio molto prima…
“Assolutamente sì, basti pensare che la Champions League è andata avanti con il pubblico già dopo l’esplosione della pandemia. La macchina calcio è produttiva, ci sono tanti soldi di mezzo e il tema dei diritti televisivi è importante, ma la gente muore e non c’è da scherzare. E pensare che qualcuno parlava di una semplice influenza…”.

Come passa il tempo un calciatore?
“Mi sto dedicando alla pulizia della casa, chiedendo consigli alla mia ragazza e a mia madre. Ogni giorno trovo qualcosa da fare, ci teniamo impegnati. Nel pomeriggio sfrutto il mio garage al coperto e svolgo qualche esercizio di forza, il preparatore atletico ci segue a distanza e ci dice quello che dobbiamo fare. Non tutti hanno grandi spazi e devono arrangiarsi, è bello però ritrovarsi la sera su Instagram e intrattenere i nostri tifosi”.

Che Catania troveremo alla ripresa?
“Bella domanda. Tante cose cambieranno, qualora si dovesse riprendere. Si azzera tutto, vincerà chi si farà trovare pronto a livello mentale visto che fisicamente saremo tutti sulla stessa barca. Sarà la testa a fare la differenza, noi stavamo vivendo un momento molto positivo e avevamo accantonato ogni tipo di ansia grazie all’apporto della nostra gente. Speriamo si possa concludere l’annata con una impresa, l’obiettivo primario è quello di entrare nei playoff ed essere protagonisti come nessuno avrebbe pronosticato qualche mese fa”.

E se i playoff non si disputassero?
“Ho letto tanto quello che sta succedendo, ci sono tante opzioni. La consapevolezza è una: non esiste una soluzione che accontenterà tutti, prepariamoci ad una serie di lamentele. Mi auguro che questa situazione finisca al più presto, restando a casa e rispettando le regole sconfiggeremo il virus e magari torneremo alla normalità. Non escludo ci possa essere qualche deroga per scendere in campo anche a fine estate, l’annullamento di Olimpiadi ed Europei mi fa pensare che si vada in quella direzione. Automaticamente saranno prolungati anche i contratti”.

Molte realtà stanno avendo difficoltà economica, tagliare lo stipendio a un giovane che gioca in C e guadagna 1500 euro al mese può essere un problema…
“E’ un discorso particolare. Il calciatore viene sempre preso di mira su queste cose, però non dimentichiamoci che ogni categoria ha i suoi affanni. Ronaldo e Messi possono permettersi di tagliarsi lo stipendio, ma in C la stragrande maggioranza guadagna poco. Quasi quanto un impiegato. Io non percepisco il minimo, ma il giovane chiuso in casa che deve pagare affitto e bollette con mille euro al mese a disposizione come fa? Anche politici e grandi imprenditori dovrebbero fare gli stessi sacrifici, mica solo gli sportivi?!”.

Cosa non ha funzionato con Camplone e in cosa ha inciso Lucarelli?
“L’extracalcio ha inciso molto, purtroppo siamo stati sempre alle prese con problemi societari. Con Camplone c’era una rosa fatta per vincere, poi a gennaio diversi calciatori sono andati via e hanno fatto scelte diverse che possono essere condivisibili. Io sono rimasto a Catania perché, categoria per categoria, non c’è di meglio. Vorrei riportare questa piazza in serie B e non mi piace abbandonare la nave a metà del percorso. Non sono assolutamente pentito, piano piano le cose iniziano ad andare per il verso giusto e bisogna dare merito al mister che ci ha isolato rispetto alle problematiche che non riguardano il nostro lavoro. Non abbiamo nulla da perdere, siamo andati avanti partita dopo partita divertendoci e mostrando di essere competitivi. Magari possiamo scrivere una bella storia in questo calcio. Ci tengo a dire, però, che anche Camplone è un grande allenatore. Forse conosceva meno l’ambiente e lo spogliatoio, ci sono annate particolari in cui non si riesce a fare quello che vorresti”.

Con chi ha legato di più nello spogliatoio e c’è qualche aneddoto simpatico che si può raccontare?
“Mi manca tantissimo tutto il gruppo e la quotidianità dello spogliatoio, lì è la nostra vita. Siamo sempre in contatto, mi sento frequentemente con Marco Biagianti perché lo conosco da anni e ultimamente anche con Curcio. Ci accomuna la passione per la musica, a me piace un po’ tutto e seguo ogni cantautore italiano da buon nostalgico. Me la cavo con la chitarra, amo Dè Andrè, Battisti, Vasco Rossi e i Queen, il top tra gli stranieri. La musica vera, non ci sono dubbi”.

E la sua ragazza come vive la distanza?
“Ci sentiamo e mi dà tanti consigli, soprattutto perché è la prima volta che mi cimento nelle faccende domestiche. Mi è sempre piaciuto mettermi ai fornelli e sfrutto anche i suoi consigli: non sono un grande cuoco, ma mi piace provare ricette nuove. Per le cose più specifiche il mio riferimento è mia madre, la persona più adatta”.

Un messaggio ai tifosi del Catania?
“Qui stanno rispettando le regole e non hanno bisogno dei miei consigli, sappiamo tutti che dobbiamo fare il sacrificio di restare a casa. Quando tutto sarà finito vi aspetto allo stadio numerosi, sarà ancora più bello stare tutti insieme e provare a scrivere un capitolo nuovo”.

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