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ESCLUSIVA TMW - Pontedera, Bernardini: "2° posto? Top, non abbiamo vertigini"

06.11.2019 12:42 di Claudia Marrone  Twitter:    articolo letto 1366 volte
ESCLUSIVA TMW - Pontedera, Bernardini: "2° posto? Top, non abbiamo vertigini"

Biondi capelli ribelli, tatuaggi, giovane età: tutto quello che, nei più banali luoghi comuni, può servire per essere etichettati come “calciatore medio”. Ma, parlandoci, Mariano Bernardini è tutt’altro, un ragazzo giovane, sì, ma con la testa sulle spalle e le idee ben chiare: un giovane grande, che si sta costruendo.
Ed è proprio lui, il centrocampista del Pontedera, a raccontarsi ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

Dalla preparazione al secondo posto in classifica. Pontedera che ormai è una certezza, non una sorpresa.
“Dalla preparazione estiva siamo partiti con il presupposto di diventare la squadra che siamo, di essere questi, quelli pronti a far la guerra su tutti i campi per ottenere i risultati. Posso dire tranquillamente che stiamo raccogliendo i frutti di tanto lavoro, vedere la graduatoria ci dà ulteriore forza, vertigini di alta classifica non ne sentiamo”.

Primo giro di boa alle porte, senza vertigini: dove sarà il Pontedera al termine del girone di andata?
“Guardiamo di volta in volta, è inutile pensare ad altro, ci deve interessare il risultato della domenica per poi proiettarci solo all’avversario successivo. Nello spogliatoio c’è una bella armonia, stiamo lavorando bene, ed è questo che conta”.

Squadra giovane che gioca da veterana. Come vedi cresciuto il gruppo?
“Siamo un gruppo giovane, ma abbiamo preziose guide come Piana, Caponi, Mannini e De Cenco, che sono veri maestri anche fuori dal campo, non solo sul rettangolo verde. Fanno anche un grande lavoro di gestione dello spogliatoio, sono prezioso. E comunque anche i giovani hanno alle spalle esperienze tra i professionisti, sicuramente è un approccio diverso rispetto a quello che si ha al primo anno assoluto tra i grandi, per così dire”.

Tu sei tra i giovani veterani. Sei al terzo anno tra i pro, dopo stagioni complesse tra Pagani e Lucca.
“A Pagani, la mia prima esperienza tra i pro, mi sono fatto le ossa, a Lucca avevo già una corazza che è stata determinante per affrontare la disastrata situazione societaria. Il gruppo però era devastante e mi ha formato prima di tutto come uomo: ora sono più sicuro, in fiducia, ma Pontedera regala anche questo. E’ l’ambiente giusto”.

A livello personale, quindi, che obiettivi ti poni in questi prima annata di serenità?
“Non mi pongo obiettivi, voglio andare passo dopo passo. Di sicuro quando andrò via da qui, voglio andar via lasciando qualcosa, e chiaramente anche prendendo qualcosa: voglio sfruttare a pieno tutto ciò che mi è concesso, voglio prendere molto dai vari Mannini, Caponi e migliorarmi giocando. L’anno prossimo voglio essere un giocatore di categoria, non un ragazzino”.

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