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ESCLUSIVA TMW - Rimini, Petrone: "Grassi ha abbandonato chi lo ha salvato"

14.08.2019 20:23 di Claudia Marrone  Twitter:    articolo letto 5033 volte
© foto di Federico Gaetano

Una sorta di esonero, una risoluzione contrattuale arrivata come un fulmine a ciel sereno, dopo una straordinaria impresa compiuta: Mario Petrone aveva salvato un Rimini nel quale nessuno credeva, ma gli sviluppi societari non hanno portato al prosieguo del rapporto, nonostante un'iniziale riconferma.
Il tecnico, ora impegnato a seguire il suo progetto di una spiaggia senza barriere (un angolo di litorale olbiese trasformato nel regno estivo dei disabili, con l'aiuto di Alessandro Ranieri), ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.com.

Un’estate che lascia alle spalle le 6 lunghe settimane al Rimini: che anno è stato?
“Quando sono arrivato a Rimini, la squadra era ultima in classifica, il Fano doveva giocare il recupero con la Fermana che poi avrebbe portato a casa, e Grassi mi chiese se me la sentivo di salvare la squadra, la stagione e il suo progetto. I riminesi mettono passione in tutti, l’aspetto tecnico non era un problema, anche perché sapevo di dover solo lavorare sulla testa dei ragazzi: dovevamo osare per vincere. Sono riuscito a trasformare mentalmente la squadra, abbiamo proposto un calcio propositivo anche se da ultimi in classifica, e questa per me è stata una vittoria: se entri nella testa dei giocatori nel modo giusto, il lavoro paga. L’imput finale, ai playout, è stato che eravamo il Rimini, non potevamo perdere a casa nostra”.

Cosa è successo poi?
“ La gestione annuale era stata problematica, la squadra aveva dato il massimo ma era stremata, come il presidente: non c’era nemmeno gran voglia di festeggiare. Il merito è stato comunque dei ragazzi, che ci hanno creduto fino alla fine. Avevamo poi programmato il futuro, un progetto di continuità, e di certo non ci aspettavamo l’esonero a due giorni dall’inizio del ritiro”.

Perché si è arrivati a questo?
“L’ingresso in società di Nicastro ha stravolto tutto. Sono cose che capitano, ma hanno sbagliato i tempi della comunicazione, così facendo non mi hanno permesso di capitalizzare l’impresa fatta a Rimini. Sono rimasto con un pugno di mosche in mano, nonostante si fosse creata anche una certa amalgama con l’ambiente: ed è un peccato non dare continuità in un posto dove si può far calcio”.

Cosa la ferisce di più?
“Il fatto che Nicastro volesse andare avanti con i suoi uomini era lecito, non è certo stato un problema, ma fa male vedere che Grassi non ha combattuto per tenere chi pochi mesi prima lo aveva salvato. Abbiamo subito un danno, la continuità per noi era sinonimo di motivazione: nonostante un budget ridotto, puntavo comunque al 10^ posto. Facendo giocare i tre under per i contributi, ma con 10-12 esperti che aiutassero”.

Cosa si aspetta dal futuro?
“Ho una grande spinta a credere di più in quello che faccio, sono pronto ad accettare anche un progetto in corsa. Ma con il mio staff stiamo valutando anche piste estere”.

© Riproduzione riservata

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