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Serie C

ESCLUSIVA TMW - Serie C, Gravina: "Felice per la città di Rende, ma c'è da riflettere"

11.08.2017 15:12 di Luca Esposito  Twitter:    articolo letto 5597 volte
ESCLUSIVA TMW - Serie C, Gravina: "Felice per la città di Rende, ma c'è da riflettere"

Dopo il ripescaggio del Rende in Serie C, avvenuto oggi per decisione del Collegio di Garanzia del CONI, il presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico Gabriele Gravina ha commentato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com la sentenza. Gravina ha tra l’altro espresso massima solidarietà a Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, sollevando però la necessità di una nuova distribuzione delle risorse.

“Sono molto contento per la città di Rende, visto il ripescaggio della squadra di calcio, perché è giusto che la città meriti – spiega Gravina – però devo esprimere tutte le mie perplessità sulle modalità, perché c’è qualcosa che dovrebbe far riflettere un po’ tutto il mondo dello sport”.

Non è la prima volta che c’è confusione in questo senso tra i vari Organi di giustizia sportiva. Il Rende in prima istanza era stato bocciato dal Consiglio Federale, poi il CONI ha decretato il ripescaggio.

“Evidentemente c’è qualcosa che deve far riflettere tutti, mi spiace che la Serie C diventi il tappeto per schermaglie giuridiche di diritto. La verità è una sola, che quando si presenta una fideiussione falsa non si può far parte del mondo del calcio. Questa è la mia personale opinione. Prendo atto della sentenza favorevole al Rende, non voglio intaccare o ferire l’entusiasmo di un’intera città, al di là della buona fede di tutti, ma il sistema ha delle regole, altrimenti non può pensare di potersi reggere”.

Una Serie C mutilata perché il numero delle squadre sarà rivoluzionato?

“Cambierà qualcosa perché saranno tre gironi da diciannove, 57 squadre, ci saranno sei retrocessioni, e qualche società avrà qualche soldo in più per effetto delle distribuzioni delle risorse. Sarà un grande vantaggio per la Lega Pro”.

Non si sente un po’ sconfitto perché lei avrebbe preferito che le squadre continuassero a essere 60?

“Secondo me c’è stato il problema di interpretazione. Io ho detto solamente che le norme federali volevano che il format continuasse a prevedere 60 squadre in Serie C. Però, ho sempre detto che nel momento in cui non ci fossero state le condizioni perché la Lega non può reggere sessanta squadre, allora non saremmo stati colpevoli di niente. Abbiamo fatto di tutto per mantenere il format a sessanta squadre”.

Il presidente dell’Assocalciatori Tommasi ha detto che se la Lega Pro non dovesse cambiare alcune regole, riguardo alle rose dei giocatori e agli emolumenti, potrebbe scattare addirittura lo sciopero dei calciatori. Che cosa ne pensa?

“Io capisco Tommasi. Ma se nel mondo del calcio ognuno pensa di tutelare il proprio orticello e fare politica di difesa delle singole componenti, non si va da nessuna parte. Si dice di voler salvare i posti di lavoro, e da parte nostra è giusto che i calciatori facciano le loro richieste. Si vuole fare riforma e innovazione e noi lo facciamo; vogliamo ridurre i campionati e noi riduciamo la Serie C; vogliamo fare formazione e noi la dobbiamo fare con la Serie C; vogliamo formare gli arbitri e lo vogliamo fare con la Serie C. Ma io mi chiedo, da presidente di una Lega, perché questo lo dobbiamo fare con i soldi dei presidenti della Serie C? Avrei apprezzato di più, da parte di Tommasi, dell’AIC, da parte delle componenti, che fosse stato affrontato il problema richiedendo una ridistribuzione delle risorse. In Consiglio Federale ho portato spesso questo problema, perché, dunque, penalizzare la Lega che sta facendo contratti di partnership? Probabilmente la Lega di C dovrà pensare a comportarsi in maniera diversa. Scioperiamo anche noi con i giocatori”.


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