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Serie C

Gemmi si presenta a Pisa: "Questo è il mio Real Madrid"

14.06.2018 00:10 di Luca Bargellini  Twitter:    articolo letto 4281 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Roberto Gemmi, nuovo direttore sportivo del Pisa, in sede di presentazione ha dichiarato: "Voglio elencare quattro aspetti essenziali di questa mia nuova avventura. Innanzitutto provo orgoglio, per tanti motivi. Per me è il massimo essere qui, è come essere chiamati dal Real Madrid. Lo metto per primo perché è l'elemento fondamentale per il mio modo di lavorare e deve essere lo stesso per tutti i giocatori e lo staff che lavorerà con me. Chi verrà a Pisa lo dovrà fare per orgoglio, non perché guadagna di più. Per arrivare ai risultati sportivi è indispensabile. Ma per raggiungere la giusta alchimia è un lavoro complicato, che necessità di alleati. Tifoseria, squadra e società. Riuscirci porta più vicini agli obiettivi, che siano la salvezza o la promozione.

In secondo luogo mi sento pronto per questa sfida, con tutta la mia umiltà. Sono convinto che tutto è possibile, con grande sacrificio e passione, sapendo che questa categoria, ha dei problemi fisiologici. Tutto il Pisa, dai giocatori ai dipendenti, devono capire questo modo di vedere le cose. I problemi li conosco, non ho bisogno che me li si elenchi, ho bisogno di gente che li affronti con me. Bisogna venite a lavorare consci che questi problemi esistono.

Poi ho la sicurezza, la sicurezza di una società esemplare, solida. In questo panorama è difficile individuarne di simili. Voglio che si punti anche sulla comunicazione, perché è un aspetto fondamentale per raggiungere questa necessaria alchimia.

In ultimo voglio sottolineare l'aspetto degli alibi, una cosa che nel calcio non accetto. La scelta dell'allenatore la faccio io, e me ne prenderò la piena responsabilità. Non verrà annunciato ora perché sono partito oggi e non sarebbe rispettoso delle persone che hanno lavorato precedentemente. Petrone? Ci parlerò, è ovvio, ma per il momento non voglio aggiungere altro. Ho il diritto di sentire più persone, non è una scelta che va fatta di fretta, si deve entrare nello specifico.

Per quanto riguarda i giocatori di nostra proprietà, ad esempio mi si chiede di Verna, non c'è un discorso di adattabilità tattica o di budget. Ma semplicemente di volontà di restare. Qui non si fa beneficenza, vogliamo però gente convinta dall'aspetto tecnico, dal progetto. Il budget non è un valore aggiunto per un direttore sportivo di una squadra, ma è un alibi in caso di insuccesso. La società mi ha garantito che se un giocatore importante crede nel Pisa e vuole venire o restare a Pisa, c'è la piena disponibilità di venirgli incontro. Ma se mi viene a fare l'asta sono il primo che dico di no, non per questioni economiche, ma perché va contro il mio modo di lavorare".


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