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Serie C

Paganese, l'aut aut di Trapani: "Cedo a costo zero, fatevi avanti"

13.01.2018 22:01 di Stefano Sica   articolo letto 3733 volte
© foto di Ninni Cannella/TuttoLegaPro.com

La Paganese rischia di ridimensionare futuro ed aspettative. Non c'è alcun pericolo di fallimento, ovviamente. Ma il pericolo di vivere un tracollo sportivo è attualmente grande. E' il senso dell'allarme lanciato dal patron Raffaele Trapani nella conferenza tenutasi stamattina nella sala stampa del Marcello Torre. Un invito alle forze produttive della città (e non solo) ad affiancarlo o, semmai, a rimpiazzarlo per garantire un avvenire solido alla società. "Ringrazio il notaio Calabrese (presidente onorario al suo fianco nell'incontro odierno coi giornalisti, ndr): senza il suo sostegno, la Paganese avrebbe fatto una fine immeritata - il suo esordio -. Noi non abbiamo più la possibilità di gestire questo club come vorremmo. Faccio fatica a pensare che in città ci siano tifosi più appassionati di me e di Calabrese. Noi non abbiamo mai fatto business con la Paganese, siamo andati avanti solo per passione. In questa avventura ci ho messo il cuore perché sono paganese e sono tifoso di questa squadra. Garantisco, comunque, che con me la Paganese non fallirà mai. Ma non potrò garantire più campionati di C o di D con questi numeri. Quali? Al campo vengono 100 persone e non abbiamo sponsor né imprenditori che possono darci una mano. Così è impossibile fare calcio. Non c'è entusiamo e manca la passione nel 99% dei paganesi. Con le chiacchiere non si va avanti".

UN J'ACCUSE CHE PARTE DA LONTANO - "Tutto questo lo avevamo annunciato tre anni fa, coinvolgendo l'amministrazione comunale e alcuni imprenditori. Ci sono stati promessi incontri e impegni, ma non è accaduto nulla. La Paganese onorerà comunque ogni pendenza col fisco e con i tesserati. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo. Ma tutto ciò comporterà un discorso tecnico che necessariamente farà fatica a competere in questa categoria. In C ci sono degli obblighi ben precisi da mantenere. Noi li stiamo rispettando, per quanto non sia semplice. La C è impegnativa, se non paghi sei fuori. Noi però non abbandoniamo la nave, la Paganese non fallirà. Poi, se non dovesse aiutarci nessuno, faremo quello che potremo fare. Ma deve essere chiaro a tutti che, proprio perché la priorità sarà tenere in vita la Paganese, ci potranno essere solo dei peggioramenti nel progetto tecnico. E fare calcio così non mi darebbe soddisfazione, mi farebbe soffrire per quella che è la mia mentalità. Io sono una persona ambiziosa ma non rovinerò la mia famiglia, nonostante una passione immane".

VOLONTA' DI APERTURA - "C'è un falso mito secondo cui non avrei mai avuto intenzione di dare via questa società. Non è vero. Io sono malato della Paganese e, se ne avessi le possibilità, non la cederei mai finché sono in vita. Ma, siccome mi ritengo una persona responsabile, per onestà intellettuale devo fare un passo indietro se c'è qualcuno in grado di fare meglio e di mettere tutte le risorse indispensabili per mantenere questa categoria a certi livelli. Se ce ne saranno le condizioni, regalerò il club a costo zero. A qualsiasi imprenditore, che sia di Pagani o altrove. Ma da me, finora, non è venuto nessuno. Chi ha le credenziali per migliorare le sorti della Paganese, esca allo scoperto. Il mio sogno è quello di vedere la Paganese in serie B, ma temo che resterà tale con questo scenario. Vi garantisco che non ci sono piste concrete: chi davvero è interessato alla Paganese, non lo dice nei bar, bensì alle persone preposte. Io ho fatto così all'epoca e mi sono preso la Paganese in 48 ore. In ogni caso, apro a chi voglia rilevare la società o semplicemente affiancarmi per garantire quelle risorse che consentano alla Paganese di competere in C. Io e Calabrese la regaliamo".

PASSATO GLORIOSO - "Ho iniziato nel 2003 portando la squadra a vincere dei campionati. Venivano in 3000 allo stadio e tanti imprenditori ci davano una mano. Poi capisco che oggi ci sono problemi più importanti della Paganese e non posso neanche polemizzare con chi, magari, fa fatica a portare avanti la propria azienda e poi dovrebbe anche aiutare il club. Quindi non accuso nessuno, però ho il dovere di rimarcare un dato di fatto. Ho salvato la Paganese dopo l'esclusione dai campionati e si era ricreato un certo entusiasmo: disperderlo in questo modo, fa male. Non è un caso che, in 90 anni senza di me, la Paganese sia stata solo quattro anni consecutivi in C. Con me sono stati 11. Poi se c'è chi può e vuole fare meglio di me, si faccia avanti. Se sono io il problema, mi faccio da parte. Mi sono sempre preso le critiche come gli elogi. La Paganese potrebbe andare in B, a mio avviso, se tutte le forze di questa città si unissero. Però qui c'è la cultura del parlare, non del fare".

SULLA POLITICA CITTADINA - "Ad oggi sosteniamo la gestione ordinaria e straordinaria dello stadio. E' tutto a carico nostro. Non ci sono fondi per mantenere la struttura, e dobbiamo farlo noi. Il Sindaco ha mostrato buona volontà da quando, tre anni fa, gli ho sottoposto i problemi di gestione di questa società. Ma non sono stati portati imprenditori che potessero darci una mano. La situazione oggi è chiara: per non venir meno agli impegni coi calciatori, preferiamo liberarli tenendo quelli che possiamo pagare. Magari saremo fortunati e ci salveremo lo stesso. Ma questa categoria richiede investimenti diversi da quelli che siamo in grado di fare".

SULLA PROSSIMA ELEZIONE DEL PRESIDENTE FIGC - "Abbiamo tenuto un'Assemblea a Firenze. Come Lega di categoria, ci siamo dati un termine chiaro: il 31 marzo vedremo se le riforme che abbiamo chiesto, atte a salvaguardare il calcio minore, saranno attuate. Non dovesse essere così, le società di C fermeranno i campionati. Ovviamente accadrà se ci sarà unità di intenti al nostro interno. In questo sistema, le piccole realtà non possono reggere. Siamo destinati a morire tutti e sarà un continuo bagno di sangue. Eravamo 120, ora siamo 56. In questo contesto, la C sarà destinata a scomparire. A meno che non ci saranno i benefattori di turno che butteranno soldi. Quindi attendiamo che questo pacchetto di riforme che abbiamo avanzato, venga preso in considerazione. E' il secondo passaggio cardine che attendiamo dopo l'elezione di Gravina, che abbiamo proposto come Lega".


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