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Serie D

Palermo, a lavoro per tornare in alto. Tra dubbi e la scommessa Pergolizzi

15.08.2019 21:45 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 8711 volte
© foto di Claudio Puccio/TuttoPalermo.net

Quando Rosario Pergolizzi conquistava un successo da allenatore degno di nota non esisteva Instagram, IOS e Android facevano il loro sbarco sul mercato da poco e collegare l’Iphone alla tv per vedere i contenuti in streaming sembrava utopia. Sono trascorsi dieci anni dalla vittoria del campionato Primavera da parte del Palermo targato Pergolizzi. Poi per l’allenatore una serie di esperienze sfortunate in giro per l’Italia. Dal Portogruaro all’Ascoli passando per il Marsala. Una carriera all’indietro fino ad arrivare al Porto d’Ascoli in Eccellenza. E anche nelle Marche le cose non vanno bene, è addio. Poi arriva la chiamata dell’Empoli, a lui le chiavi della formazione Under 17. Un lavoro sui giovani che si interrompe perché poco tempo fa il Palermo di Dario Mirri e Tony Di Piazza ha deciso di affidarsi a lui per la rinascita rosanero. Già questo basterebbe per far storcere il naso a chi ha a cuore le sorti del Palermo. La squadra affidata si a chi ha vinto qualcosa in rosanero, ma dieci anni fa con la Primavera che aveva in rosa calciatori come Abel Hernandez dei tempi d’oro oppure Antonio Mazzotta che ha disputato a pieno titolo campionati ad alti livelli. È sembrata più una scelta low cost che ponderata. Ma come sempre a giudicare sarà unicamente il campo.
Il Palermo, che con Zamparini ha visto il grande calcio e grandi calciatori, dopo il triste epilogo causato dalla gestione Arkus Network di Salvatore e Walter Tuttolomondo con Fabrizio Lucchesi direttore generale e Alessandro Albanese (palermitano) presidente, deve ripartire. Il Sindaco Leoluca Orlando ha deciso a suo insindacabile giudizio di affidare il calcio palermitano nelle mani di Hera Hora, la società creata ad hoc da Mirri e Di Piazza per partecipare al bando. Bando al quale avevano partecipato anche Ferrero pronto a lasciare la Sampdoria e Colella, CEO di Alcott. Vinto il bando Mirri e Di Piazza si sono subito messi alla ricerca di nuovi capitali. Sarebbe stato contattato anche Colella per proporgli una sponsorizzazione, proposta però rispedita al mittente. Dopo aver perso il bando a giudizio del Sindaco di Palermo, Colella non ne ha voluto più sapere dei rosanero. Rosanero che si sono affidati al cuore palermitano di Andrea Accardi per la rinascita e a quello di Santana. È arrivato un attaccante di categoria come Ricciardo, un portiere di livello come Pelagotti e tanti giovani di belle speranze. Convince poco la scelta in panchina, forse Bucaro - a cui è stato chiesto il curriculum e questa cosa fa un po’ sorridere viste le ultime esperienze professionali di Pergolizzi - sarebbe stato più adatto avendo vinto un campionato con l’Avellino. Dalla sua Ferrero aveva pronta la carta Giorgio Perinetti, dirigente navigato e vincente in ogni categoria. Mirri invece è sceso in campo con Sagramola e Renzo Castagnini che prima di tornare a fare il dirigente pare collaborasse con l’agente Tullio Tinti. Positiva la scelta di affidare il settore giovanile a Leandro Rinaudo, che conosce bene il territorio e ha tanta voglia di far bene ed emergere nelle vesti di dirigente. In città serpeggia il giusto entusiasmo, anche se vedere il calendario e scoprire che il Palermo giocherà contro il San Tommaso fa un certo effetto. Ma bisogna fare i conti con la realtà. E la realtà dice che oggi il calcio palermitano deve ripartire dai dilettanti. Tutta da scoprire nel corso degli anni con gli investimenti che verranno fatti la solidità economica della nuova proprietà, che ha preso un impegno importante con la città (riportare la squadra almeno in Serie B) e ci ha messo la faccia. Qualche affare sul mercato è saltato per le pretese eccessive dei calciatori, perché oggi il Palermo non è il Parma o il Bari che sono ripartiti dal basso. Ma c’è tutta l’intenzione di riscrivere la storia e tornare in alto, con passione e l’entusiasmo della città che può fare la differenza. Non è più il Palermo di Zamparini, che spendeva e faceva vedere grande calcio (a parte le vicende degli ultimi anni) ma è sicuramente un Palermo fatto di gente che ha passione e tifa per i colori sui quali ha investito. Ma la passione, da sola, serve a poco. Al campo l’ultimo ed insindacabile verdetto. Tra qualche dubbio, la scommessa Pergolizzi (che dovrà vincere sul prato verde ogni settimana le perplessità iniziali) e tanta voglia da parte della proprietà, riparte la nuova era del Palermo...


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