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La Giovane Italia
Serie D

Pro Patria, Turotti: "Promossi dal girone più difficile della Serie D"

07.05.2018 21:41 di Luca Bargellini  Twitter:    articolo letto 2202 volte
Fonte: TuttoC.com
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com

Un doppio graditissimo ritorno in Serie C. La Pro Patria e il suo direttore sportivo, Sandro Turotti, dopo due anni ritrovano il professionismo. I bustocchi hanno vinto all'ultima giornata, e per un solo punto, il Girone B di Serie D sul Rezzato, assicurandosi così un posto in terza serie. TuttoC.com ha intervistato il diesse dei lombardi per capire come viene vissuto il day after.

Una realtà gloriosa e blasonata come la vostra non poteva stare tra i dilettanti.
"Facile a dirsi, un po' meno a farsi. Torniamo tra i professionisti ma dopo un campionato lottato e sofferto. Sapevamo che per vincere la Serie D bisognava combattere e ce l'abbiamo messa tutta, superando compagini dal budget superiore al nostro. Il pubblico, comunque, ha dimostrato con i fatti che non è da Serie D. Ed è una soddisfazione doppia aver vinto il campionato in una piazza e in una squadra storica".

Il tutto in una lotta punto a punto col Rezzato fino all'ultimo.
"Per quanto visto e sentito dire, il nostro girone è stato il più difficile tra i nove di Serie D. Ogni squadra era competitiva e batterle non era semplice. Nella seconda parte del campionato abbiamo avuto un rendimento veramente importante ma il Rezzato è rimasto sempre lì a duellare: ho sempre pensato che ci saremmo giocati la promozione fino all'ultima partita".

Dopo tanti anni di Serie C ha scelto di ripartire dai dilettanti. Come mai?
"Ho accettato questa proposta due anni fa: ricordo che all'inizio si parlò di ripescaggio che poi non fu possibile. Ma avevo visto che questo club aveva delle ottime potenzialità e che la società era molto attenta al proprio futuro. Diciamo che da oltre 20 anni non facevo più la Serie D, l'ultima volta che l'avevo disputata l'avevo vinta alla Biellese e anche questa volta ci sono riuscito (ride NdR)".

Tra l'altro, come pochissimi club in Italia, siete guidati da una donna, la presidentessa Patrizia Testa.
"È la nostra prima tifosa e non lo dico per retorica. Ama la Pro Patria da supporter prima ancora che da presidente, ci teneva festeggiare il centenario, che cadrà il prossimo anno, tra i professionisti. Ha preso questa società in un momento molto difficile (dopo gli scandali calcioscommesse e con la retrocessione dalla C NdR) e l'ha riportata in alto. Il suo sforzo economico non è stato indifferente, è stata una persona coraggiosa a puntare nel calcio e nella squadra che ama. Son molto felice per lei".

Quindi Turotti rimarrà anche il prossimo anno?
"Gli attestati di stima da parte della presidentessa ci sono e io stesso a Busto mi sto trovando molto bene, anche perché questa società mantiene tutti gli impegni. Troveremo sicuramente un accordo ma ancora dobbiamo sederci al tavolo per formalizzare il tutto".

Con mister Ivan Javorčić ancora in panchina?
"È un allenatore bravo e preparato, con ottime potenzialità. Ne sentiremo parlare, propone un buon calcio e dà un'identità ben precisa alla squadra. È stato un punto di forza in questa stagione, sicuramente per quanto mi riguarda è confermato".

E la rosa? Ricordiamo che in attacco avevate due calciatori del calibro di Le Noci e Santana...
"Due calciatori molto importanti per la categoria ma il merito va comunque suddiviso tra tutti. La Pro Patria è partita in estate con una rosa ed è rimasta con la stessa per tutto l'anno. È prematuro pensare alla rosa del prossimo anno ma vedendo il passato personale e cosa hanno fatto altre neopromosse come Mestre e Monza, piacerebbe portare avanti questo gruppo con qualche ritocco".

Sta seguendo la Serie C? Che idea si è fatto quest'anno?
"Che sia malata e che il calcio nostrano abbia tanti problemi non è una novità. Ma non mi aspettavo le situazioni veramente pesanti come quelle dell'ultima stagione. Stiamo cercando di capire che progettualità ci sia perché è una categoria difficile da sostenere. In generale questa C è stato un po' una delusione tra penalizzazioni, squadre cancellate e quant'altro".

Chiusura con curiosità: fioretto per la vittoria?
"Nessuno, non sono il tipo da queste cose. Però il nostro centrocampista Giacomo Pettarin per ogni campionato che vince si fa un tatuaggio: so che sta già studiando quello per la Pro Patria".


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