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Ad Palermo: "Speriamo vengano considerate le classifiche di inizio marzo"

TMW RADIO - Ad Palermo: "Speriamo vengano considerate le classifiche di inizio marzo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
mercoledì 15 aprile 2020 19:02Serie D
di Dimitri Conti

Rinaldo Sagramola, ad del Palermo, è intervenuto in diretta ai microfoni di TMW Radio nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Oggi è difficile capire le risposte, l'auspicio per noi è di poter concludere regolarmente la stagione, sul calcio. Laddove non fosse ritenuto possibile, andrebbe capito come, con tre quarti di campionato disputato, verranno considerate le classifiche. Ovviamente nel nostro interesse c'è che sacrifici e risorse impegnate non siano vanificati. Faremo di tutto, nelle nostre possibilità, per difendere i nostri legittimi interessi, perché comunque una gran parte di campionato si è svolto, e le classifiche delineate devono avere un valore. Si farà tutto il possibile, anche spostando date e luoghi: chiudere la stagione al 31 dicembre potrebbe dare possibilità di concludere i tornei ed evitare battaglie legali. Noi siamo in Serie D, siamo accettati di ripartire da lì con un sacrificio economico non indifferente, ci è stata chiesta una tassa di 1 milione di euro, e si è tentato subito di risalire verso contesti più consoni alla tradizione calcistica della città".

Cosa pensa del protocollo FIGC sulla ripresa? Ritiene sia sostenibile a tutti i livelli?
"Ho detto che noi saremmo nelle condizioni di poter adempiere, ma abbiamo anche la consapevolezza che non molte campionati tra i dilettanti potrebbero farlo. Per questo attendiamo con forte interesse di capire come la federazione vorrà considerare le classifiche maturate a inizio marzo. Non vogliamo risalire alle spalle degli altri, è tutto tranne che sportivo. Semplicemente bisogna spostare i termini per per avere idee chiare, ma la realtà è che vogliamo ancora capire dove si va a parare. C'è poi un interrogativo cui non ho mai sentito dar risposta: dopo 40 giorni di domiciliari, i nuovi positivi da dove e come escono? Perché non ce lo dicono? Ormai è più di un mese che siamo tappati in casa, eppure ogni giorno c'è un mare enorme di nuovi contagiati. In conferenza eppure non la sento questa domanda... Qualcuno magari presto potrà soddisfare il mio interrogativo, anche perché se non ci fossero risposte sarei preoccupato. Secondo me oggi chi ha responsabilità, deve dare un contributo per capire come si potrà ripartire, a prescindere dal periodo. Il virus non lo sconfiggiamo stando a casa, evitiamo solo di congestionare la sanità pubblica, ma saremo sempre a rischio finché non ci sarà un vaccino. Che si debba ripartire è un dato di fatto, altrimenti si muore di fame, ancor di più se ripartono i paesi che sono nostri competitor internazionali. Possiamo anche ripartire a dicembre, ma poi dobbiamo capire cosa succede al primo calciatore che verrà trovato positivo al primo controllo. Lo stesso discorso vale per gli operai: che fai, fermi la catena di montaggio? Questo è lo sforzo che serve capire, come ricominciare a vivere pur con il virus in circolo. Il calcio è un movimento che crea tanto lavoro, non è solo per quei ventidue che scendono in campo. Lo Stato ha interesse che vada avanti quel business che paga oltre un miliardo di imposte l'anno e dà lavoro alle figure lavorative più disparate".

Come sono stati i primi mesi a Palermo?
"Siamo ripartiti con entusiasmo, abbiamo avuto 10.500 abbonati e partite con quasi 20mila tifosi presenti: straordinario, quasi inaspettato. Pensare che avevo pure dubbi se aprire la campagna abbonamenti, temevo fosse un flop. Vedere 20.000 persone ad assistere a un match di dilettanti non succede così spesso. La proprietà è composta da due imprenditori siciliani, di cui uno palermitano e tifoso vero, nonché nipote di Renzo Barbera, cui è intitolato lo stadio. Ragiona da tifoso, mentre l'altro, Tony Di Piazza, è un siculo-americano, rimasto legato alla sua terra d'origine. Anche lui sa come dialogare con i tifosi, è sui social... Ad oggi si è instaurato un rapporto sano e civile, non ci sono prevaricazioni, anche perché la società non ha mai fatto mistero degli obiettivi, e siamo stati primi in classifica sin dai primi minuti del campionato. Questa sintonia aiuta e ci permette anche di fare ragionamenti in prospettiva: abbiamo individuato forse un'area in cui poter edificare quel centro sportivo che manca, abbiamo chiesto al Comune di cederci lo stadio per rifarlo in forme più accoglienti per la città spessa. Abbiamo progetti, iniziative ed entusiasmo: speriamo che dopo questo stop si possa ripartire per riportare la squadra dove merita la quinta città d'Italia".


Rinaldo Sagramola, amministratore delegato del Palermo, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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