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Da Ferrara a Ferrara: la lezione che la Lazio non ha imparato

16.09.2019 09:15 di Riccardo Caponetti    articolo letto 2909 volte
Fonte: Dall'inviato a Roma
Da Ferrara a Ferrara: la lezione che la Lazio non ha imparato
© foto di Federico Gaetano
La porta è diversa, ma la lezione da imparare è la stessa. Così come 5 mesi fa la Lazio inciampa a Ferrara contro la SPAL. Era il 3 aprile scorso e i biancocelesti di Inzaghi, reduci dalla vittoria di San Siro e in piena corsa per il 4° posto, vennero beffati nel finale da Petagna su rigore. E 165 giorni dopo la trasferta del Mazza si è rivelata di nuovo beffarda con il gol decisivo di Kurtic nel primo dei sette minuti di recupero della ripresa. Nel lasso di tempo trascorso sono cambiate tante cose, ma la Lazio nel complesso è rimasta più o meno uguale. Difetti e pregi ormai noti. La scarsa capacità di mantenere alta la concentrazione e la poca freddezza sotto porta fanno da contraltare alle importanti qualità individuali, allo spirito offensivo e a dei principi di gioco di ben delineati.

La Lazio ieri ha perso perché non ha saputo raccogliere quanto seminato. Nel primo tempo ha avuto 3-4 palle gol nitide che non sono state concretizzate: il palo di Caicedo, Acerbi in area e il tiro di Luis Alberto dopo l’errore in uscita della difesa avversaria. In più una serie di ottime situazioni svanite per mancanza di fame, determinazione e lucidità. “Potevamo segnare di più per stare tranquilli nella ripresa”, aveva detto Immobile nell’intervallo, quando il parziale era ancora di 0-1. Oltre all'imprecisione sotto porta, come nel derby dei famosi 4 pali, da segnalare anche un calo mentale evidente. Troppa sufficienza in campo e poca umiltà, forse figlia dei tanti elogi ricevuti durante la sosta. “Una squadra ambiziosa come noi non può prendere un gol del genere marcando a uomo in area”, ha commentato Inzaghi nel post gara. Quella sconfitta del 3 aprile scorso costò cara alla Lazio nella corsa Champions. Per fortuna dei biancocelesti adesso si è soltanto all’inizio del campionato e nulla è compromesso. Giovedì c’è il Cluj in Europa League (h.18.55) e poi il Parma domenica prossima all’Olimpico (h. 20.45). La Lazio dovrà rialzarsi e dimostrare di aver capito la lezione, anche se avrebbe dovuto impararla già dopo lo scorso 3 aprile.

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