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TMW RADIO - Baiano: “Juve e Inter avanti ma con Emerson il Napoli lotta per lo Scudetto”TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 28 luglio 2021 19:32Serie A
di Dimitri Conti
tmwradio

Baiano: “Juve e Inter avanti ma con Emerson il Napoli lotta per lo Scudetto”


L’ex attaccante Francesco Baiano è intervenuto in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Niccolò Ceccarini. L’intervista inizia dall’infortunio di Demme per il Napoli: “Nella rosa non ci sono giocatori che si possono avvicinare a lui per caratteristiche. Forse Lobotka, ma si è visto troppo poco e mi viene difficile che il Napoli gli metta in mano il centrocampo”.

Adattare Zielinski sarebbe impossibile?
“Nel calcio si può fare tutto, ma bisogna portare i risultati. I giocatori vanno fatti giocare nel loro ruolo perché rendano al meglio. Zielinski lo vedo meglio in un centrocampo a tre o dietro la punta nel 4-2-3-1. Con Spalletti potrebbe essere quello che era Perrotta ai tempi della sua Roma. Ha giocato anche in un centrocampo a due, ma abbiamo visto pure quanta fatica abbia fatto”.

Vecino può essere un’idea?
“Sì, insieme a Fabian Ruiz può giocare in una mediana a due. L’Inter però non se ne libera facilmente, semmai poi punta a venderlo a titolo definitivo. Con un obbligo di riscatto, per esempio, la trattativa può pure andare in porto”.

Con Emerson Palmieri è una rosa da Scudetto?
“Da poterci lottare. Penso che Juventus e Inter ancora partano davanti, ma le altre hanno un organico per poter dare fastidio”.

Ieri Allegri ha dato un’investitura a Dybala?
“Max ha sempre creduto in lui e nel suo potenziale. Quando è stato bene, raramente non è partito da titolare: quest’anno sarà molto importante per lui perché torna un allenatore che lo stima e che ha fiducia in lui. Deve dimostrare di essere un fuoriclasse”.

Quale il suo ruolo?
“Penso trequartista del 4-2-3-1. Ronaldo però dovrebbe giocare centravanti, non capisco tra l’altro perché nella Juventus non voglia farlo e nel Portogallo sì. Servirà equilibrio per quando la palla è persa”.

Che si aspetta da Morata?
“Ha troppi alti e bassi per giocare in una squadra top come la Juventus. Quando sta bene ed è in fiducia è determinante, appena cala condizione fisica e morale fa fatica. Davanti però la Juve ha tanti giocatori da far girare, il problema non penso sia Morata ma, ripeto, il punto è Cristiano Ronaldo”.

Con Pjanic e Locatelli il centrocampo sarebbe a posto?
“Con Arthur che si è operato ci vorrà tempo per rivederlo in campo. Dovesse arrivare Pjanic, probabilmente, userebbe il doppio regista tipo Nazionale. Nella sua testa ha questo 4-2-3-1: sulla lavagna però è una cosa, in campo un’altra. Specie in Europa, dove trovi squadre che corrono il doppio di te e se non gli stai dietro rischi brutte figure”.

Nandez è il giusto post-Hakimi?
“Io lo vedo bene, sa ricoprire tanti ruoli: esterno di una difesa a quattro o di centrocampo, è uno che si adatta. Hakimi è Hakimi: un fuoriclasse del suo ruolo. L’Inter però l’ha venduto per ripianare i debiti, non per altro”.

La fame di Simone Inzaghi può compensare l’assenza di grandi successi pregressi?
“L’Inter ha perso un valore aggiunto come Conte, ha perso Hakimi e rischia anche con De Vrij. Sarebbe un tassello pesante, ma rimanessero così avrebbero una squadra forte, seppur senza un grande condottiero. Simone Inzaghi però è tra i più bravi allenatori che abbiamo in Italia”.

Quanto ci vorrà per la Lazio di Sarri?
“Almeno 4-5 mesi. Tutti hanno negli occhi il suo Napoli, il problema è che per giocare in quel modo ci vogliono anni e una costruzione coi giocatori che voleva Maurizio. Ovviamente ora non può mandare via tutti e prendere venti nuovi: sta analizzando, ma per vedere un minimo di ciò che vuole servirà tempo, altrimenti sarebbe un miracolo”.

Immobile cosa può fare con lui?
“Dipenderà ovviamente molto dalla squadra: se gli forniscono occasioni, Ciro è una sentenza. Se analizzate le partite, nell’Europeo con l’Italia è stato sempre abbastanza solo, quando la squadra rimaneva bassa per via della forza degli avversari. Con le idee di Sarri, però, penso andrà in doppia-doppia cifra ancora una volta”.

Chi dovrà interpretare meglio le idee di Sarri?
“Leiva, perché il centrocampista basso è troppo importante per la manovra, e Acerbi dietro. La linea deve lavorare alla perfezione. Per come lo conosco, starà lavorando ogni giorno sul reparto difensivo”.

Per Vlahovic questo sarà un anno più complicato?
“Di sicuro non è una sorpresa, ma per la convinzione che ha e come è migliorato, possa ripetersi. Dovrà però essere aiutato dalla squadra per arrivare alla conclusione”.

Dove deve migliorarsi?
“Deve riuscire a lavorare meglio coi centrocampisti, quando c’è da proteggere la palla deve dare modo alla squadra di salire. All’inizio faceva tantissima fatica, nell’ultimo periodo invece lo si vedeva più lottare coi difensori, scaricando la palla per ripartire. Se migliora anche su questo diventa veramente devastante”.

Se sei in scia ad Haaland è la strada giusta.
“I numeri di Haaland fanno paura, anche a Cristiano Ronaldo. Figuriamoci… Un bambino che in Champions non so quanti gol abbia già fatto, il che la dice lunga sul suo valore. Fuoriclasse assoluto”.

Quale deve essere l’obiettivo della Fiorentina?
“Non voglio esagerare ma, pur tenendo un profilo basso, dico l’Europa League. Provare a lottarci, se poi non ci riesci non importa, ma è un passo in avanti”.

Davanti ce ne sono molte da superare.
“Posso dire già ora che so che Italiano farà un mezzo miracolo. Lo conosco bene, so come lavora dai tempi del Trapani, quando collaboravo col direttore Rubino. Non erano una squadra favorita ma hanno vinto, lo stesso poi con lo Spezia. Lo scorso anno dicevano tutti che era di passaggio e si è salvato: l’allenatore è di primissimo ordine, se ne parla troppo poco. Sono contento che sia arrivato, mi auguro che la società lo protegga nei momenti eventualmente difficili. Sembra sia arrivato perché non prendevano nessun altro, ma non è così. Lui è tra i migliori emergenti in Europa, non solo in Italia”.

Quanto le è dispiaciuto l’addio ad Antognoni?
“Quello che penso me lo tengo per me. Sinceramente vedere Giancarlo fuori dalla Fiorentina fa male, ma dall’altra parte c’è un presidente che comanda e ha deciso, probabilmente, che non servisse più. Immagino sia andata così. I veri proprietari delle società, però, sono i tifosi: la loro testimonianza vale molto più di un miliardo di parole, in alcuni casi è meglio stare zitti che parlare”.

Si dovrebbe ripartire col pubblico.
“Speriamo! Fino ad ora si è visto un calcio che non è tale. Partire col 50% fino agli stadi pieni: l’adrenalina è la forza di ogni giocatore”.
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