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FOCUS TMW - Brexit più vicina. Come cambiano Premier e calciomercato

19.10.2019 09:30 di Tommaso Bonan    articolo letto 10136 volte
FOCUS TMW - Brexit più vicina. Come cambiano Premier e calciomercato
© foto di Federico De Luca
Nel Regno Unito tiene banco la questione Brexit. L'argomento è caldissimo visto l'accordo trovato ieri, dopo mesi di trattative, fra il premier britannico Boris Johnson e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker per l'uscita dall'Unione Europea. Ora resta solo l'ultimo passo, ovvero l'approvazione e la ratifica da parte del parlamento nelle prossime ore. Un passo non scontato, visto il fermento dell'opposizione, ma comunque probabile visto come e quanto il nuovo premier si è esposto in merito. E le conseguenze, inevitabilmente, ricadranno su molti aspetti della vita britannica, calcio compreso.

Quali effetti può avere sul calcio inglese
Tetto massimo di stranieri in rosa - La prima modifica che richiederà la Brexit alla Premier League è di carattere numerico: diminuire il numero degli stranieri contrattabili dai singoli club, portandolo da 17 a 12 su un totale massimo di 25 giocatori. Giusto per fare un esempio, il Liverpool capolista quest'anno ha in rosa 16 giocatori stranieri e sarebbe quindi fuori di 4 elementi.

Calciatori europei equiparati agli extracomunitari - In caso di ratifica della Brexit da parte del Parlamento, i calciatori europei non inglesi saranno quasi certamente equiparati agli extracomunitari. Per intenderci, un giocatore francese o italiano avrebbe lo stesso identico status di uno brasiliano o giapponese e proprio per questo motivo dovrebbe richiedere il permesso di lavoro seguendo un iter ben preciso: il club interessato al calciatore deve richiedere un Governing Body Endorsement (GBE) alla FA. Solo a quel punto il giocatore in questione può rivolgersi al Ministero dell'Interno per richiedere il permesso di lavoro e quindi firmare il contratto col club. Di seguito i criteri per ottenere il GBE, eventualità che dal 2015 è strettamente collegata al rapporto fra Ranking FIFA della Nazionale di provenienza e % di partite internazionali giocate negli ultimi 2 anni:
- Ranking FIFA fra la 1^ e la 10^ posizione: almeno il 30% (di gare disputate con la propria Nazionale)
- Ranking FIFA fra l'11^ e la 20^ posizione: almeno il 45%
- Ranking FIFA fra la 21^ e la 30^ posizione: almeno il 60%
- Ranking FIFA fra la 31^ e la 50^ posizione: almeno il 75%
* Esiste un'unica eccezione: se il giocatore, nel momento della richiesta, è un under21, il periodo considerato per il conteggio sarà di un anno e non di due.
Cosa succede se viene negato il GBE? Si può fare appello all''Exceptions Panel', organo che esaminerà singolarmente il valore dei giocatori e la loro passata esperienza ad alto livello prima di dare il proprio responso.

Enormi limitazioni all'acquisto dei giovani - Una materia regolamentata dalla FIFA su cui i club britannici hanno puntato forte in passato. I giovani talenti di età compresa fra i 16 ed i 18 anni, spiega l'articolo 19 dello statuto della FIFA, possono essere tesserati solo se appartenenti all'Unione Europea. Se il Regno Unito dovesse uscire dall'UE, però, i giovani calciatori europei diventerebbero automaticamente extracomunitari. Status che impedirebbe ai club inglesi di tesserarli. Un esempio spiega bene la questione: nel 2009, il Manchester United non avrebbe potuto tesserare un giovanissimo Paul Pogba dal Le Havre.

Premier League contraria alla Brexit - La totalità dei club di Premier League fin dal primo momento si è detta contraria alla Brexit. Per una svariata molteplicità di motivi oltre a quelli fin qui elencati. Anzi un sostenitore esisteva lo scorso anno ed era Neil Warnock, tecnico del Cardiff City retrocesso al termine della stagione. La Premier sta facendo pressione sulla FA, che a sua volta è in "trattativa" col governo. Ma i margini di manovra e di cambiamento non sono ancora chiari.

C'è chi dice sì - Da parte sua la Football Association, pur continuando ad avere contatti diretti col governo in merito, si è detta favorevole all'ondata di cambiamenti. Soprattutto per un motivo: nel caso in cui dovesse ridursi il numero di calciatori stranieri nelle rose dei club di Premier e la possibilità di tesserare giovani dai 16 ai 18 anni, questi sarebbero costretti a puntare sempre più sui vivai e nello specifico sui giocatori inglesi di nascita. Concetto ben visto proprio dalla FA soprattutto in ottica di una crescita della Nazionale.

I curiosi casi Messi e CR7 - In Inghilterra vige una legge specifica sugli individui stranieri che sono stati condannati da tribunali di altre nazioni e vogliono entrare in suolo britannico. Un cittadino UE con condanna penale, anche sospesa, può recarsi nel Regno Unito purché non sia considerato una minaccia per la sicurezza. Contrariamente ai cittadini extracomunitari cui è stata imposta una condanna, anche se sospesa, è proibito entrare nel Regno Unito.
Dopo la Brexit quindi i molti calciatori che sono stati condannati per questioni fiscali, su tutti Cristiano Ronaldo e Leo Messi (dal tribunale spagnolo), stando così le cose non potrebbero accedere al Regno Unito neanche per giocare le partite internazionali di Champions League o Europa League, visto che sarebbero equiparati a cittadini extracomunitari. Ma alla luce del blasone e dell'importanza dei giocatori eventualmente coinvolti, secondo il The Sun il Ministero degli Interni troverà presto una soluzione al problema.

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