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Le scelte sul mercato: Inter, Milan e Juve sfogliano la margheritaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 16 giugno 2022, 09:18Editoriale
di Luca Marchetti

Le scelte sul mercato: Inter, Milan e Juve sfogliano la margherita

Ora è il momento di sfogliare le margherite. Di capire quali sono i pro e quali sono i contro. Portare avanti delle trattative in maniera parallela, perché non sai quella che potrebbe andarsi a chiudere e quella che invece porti a casa. Una volta si chiamavano piano A e piano B, ma non sempre possono essere considerati dei piani di “riserva”. Spesso sono vere e proprie piste parallele che permettono al club di avere due strade. Doppio del lavoro certo, ma quando la situazione è troppo incerta sempre meglio avere le spalle coperte.
Prendete il caso dell’Inter fra Dybala e Lukaku. Con l’argentino ancora l’accordo definitivo non c’è. L’offerta dell’Inter è ancora quella della scorsa settimana: quattro anni di contratto a 5 milioni. Alla Juve l’argentino ne guadagnava 6,3 e non vorrebbe guadagnarne meno meno. Vorrebbe insomma essere il più pagato della rosa, ma questo oggi l’Inter non può permetterselo. Per questo non alza la posta. Anche perché sa che sta portando avanti un’altra trattativa, quella di Lukaku, dove al lordo la spesa sarebbe la stessa (per l’ingaggio), ma al netto (per il giocatore) no. Qui però il problema non è certamente il sì del giocatore ma l’accordo con il Chelsea.

Si lavora adesso per trovare l’intesa (anche in tempi brevi) sulla base di un prestito oneroso – soluzione che sembra la più percorribile, anche se in assoluto non si possono ora escludere altre possibilità come l’inserimento di contropartite. La differenza è molto alta, l’Inter non può spingersi troppo in là per problemi di bilancio, Lukaku non accetterà altra destinazione se non l’Inter, il Chelsea è d’accordo ma non può perdere così tanto. Ora la situazione è che senza Lukaku i londinesi risparmierebbero sull’ingaggio (circa 25 lordi per il Chelsea) e poi ci sarebbe l’ammortamento del cartellino (altri 23 milioni di euro all’anno). Insomma il Chelsea vorrebbe provare a perdere il meno possibile. Anche perché se poi non gioca chi ci rimette di più è sempre il giocatore. Al momento comunque non si è arrivati al braccio di ferro, anzi. Ma si sta cercando una soluzione.
Quindi chi è l’alternativa di chi? Strade difficili entrambe, strade molto costose, entrambe. La sensazione è che oggi chi prima arriva, troverà la maglia dell’Inter pronta. Altrimenti un ritardo costringerebbe uno dei due a rinunciare all’Inter o all’Inter a trovargli spazio: tecnico ed economico. Vale a dire una cessione, come minimo di Dzeko. Insomma mercato in ebollizione in casa nerazzurra, che intanto cerca di trovare accordi con l’Empoli per Asllani (prestito con obbligo di riscatto per circa 16 milioni di euro più il prestito di Satriano) con il Cagliari per Bellanova e di far fare le visite a Mikhtaryan.
La stessa margherita la stanno sfogliano Juve e Milan. E qualche volta incrociano anche le loro necessità. I bianconeri di nomi su cui ballare ne hanno tanti: Di Maria, Kostic, David Neres, Mudyk, Berardi, Zaniolo. Non che i rossoneri (che intanto hanno riscattato Messias) ne hanno meno, ma hanno meno urgenze (al di là del fatto che senza la firma di Maldini e Massara tutto va un po’ più piano).
I nomi della Juve sono molto diversi uno dall’altro. Per età, per fascia, per caratteristiche, per esperienza. Ma la Juve lì uno lo prende, ne ha bisogno. Serve per il 433 di Allegri. Al Milan cercano più a destra o centro destra: uno più alla Raspadori, alla Berardi. O se ci spostiamo più in mezzo (proprio come Raspadori) De Ketelaere.
Ma anche qui la scelta è difficile. Nessuno ancora ha affondato il colpo. La Juve è ancora nella fase melina con Di Maria (e forse lo stesso Di Maria con la Juve) perché magari vuole guardarsi intorno sia per questioni fiscali che per questioni anagrafiche (non certo per qualità). E quindi butta l’occhio sul mercato, cerca soluzioni diverse. Sapendo che c’è anche Pogba, che c’è stato Vlahovic e che ci sarà bisogno poi anche di intervenire in difesa.
Insomma: il momento delle scelte. Il momento del mercato. Farsi trovare pronti. Per poi cambiare di nuovo.