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Mirabelli: "Avevo preso Reina prima di rinnovare Gigio. Quando ho scelto Rino volevano mandarmi via. Su Ibra..."

11.11.2019 22:56 di Manuel Del Vecchio    per milannews.it   articolo letto 432 volte

Ecco le dichiarazioni di Massimiliano Mirabelli, intervenuto questa sera a TeleLombardia.

Lei qualche volta si è fatta sentire per dei torti arbitrali?

“Devi mantenere i rapporti con le istituzioni, non ti lamenti in tv o sui giornali. Qualche volta il telefono l’ho alzato ma non abbiamo avuto tante ingiustizie”.

Oggi il Milan non ha giocatori leader.

“Noi siamo stati un anno, i giocatori non si conoscevano per nome a momenti e c'era qualcuno che non conosceva l'italiano. Era una squadra che aveva bisogno di tempo. È arrivata comunque a fare una finale di Coppa Italia e ha raggiunto facile facile l'Europa League"

Perché avete ceduto Kucka?

“È stato uno dei miei dispiaceri più grandi. Quando è arrivato Gattuso volevamo riportarlo, ma quando c’era Montella ha scelto di andare via dopo aver parlato con l’allenatore. È arrivata la grande offerta dalla Turchia e ha deciso di accettarla”.

Avete speso troppo?

"Sapevamo che quello era un anno franco, per questo abbiamo speso così tanto. Sapevamo che poi ci sarebbe stata quella situazione con la UEFA”.

Avete lasciato zero di eredità e zero di base, se fossero stati acquisti azzeccati ieri ci sarebbero stati 4-5 giocatori che avrebbero costituito la base. Poi, quando vi siete accorti che la situazione di Li era surreale?

“Se il Milan fosse stato primo avresti ragione, ma non gioca nessuno dei miei e il Milan sta retrocedendo… Può darsi che è una questione di gestione, perché fin quando c’eravamo noi eravamo arrivati facili in Europa League e abbiamo giocato una finale di Coppa Italia. Noi non siamo arrivati in Champions per le partite col Benevento e Verona. Non avevo rapporti diretti con la proprietà. La prima volta è stata in Grecia, quando dovevamo scegliere Gattuso. Si era posto il problema se cambiare o meno allenatore. La società mi disse che potevo prendere anche Tuchel, io dissi che avevo già il nome di Gattuso in testa. Sono dovuto stare giorni e giorni che per me era la scelta giusta. Alla fine mi dissero che potevo fare quello che volevo ma poi mi sarei dovuto assumere tutte le responsabilità del caso, e che se le cose fossero andate male sarei andato a casa. Mi dispiace che Rino non è potuto diventare un patrimonio importante del Milan. Se poi dopo qualche dirigente del Milan gli diceva che giocava male e sceglieva chi doveva giocare anche di questo mi devo prendere la colpa?”.

La Juve del settimo posto

“Quello fu il secondo anno di Marotta e Paratici. Il primo anno di Marotta e Paratici sono arrivati settimi ma hanno creato una base. Gli hanno dato tempo”.

Mirabelli conosce bene il carattere di Kessie. Perché ha rotto con Pioli?

“Per come lo conosco io è un ragazzo eccezionale, spettacolare. Il problema non lo so, ma sicuramente ti dico che un giocatore come Kessie non può essere tenuto fuori. Io lo ritengo uno dei centrocampisti più importanti in Italia. Magari lo dimostrerà quando andrà via, perché secondo me andrà via. È un giocatore particolare: quando eravamo in Cina ci fu la storia del numero 19 con Bonucci. Abbiamo passato le pene dell’inferno, avevamo scelto il modo sbagliato. Avevamo scelto di essere duri ma ci siamo accorti di aver sbagliato, l’abbiamo preso poi in un altro verso e Kessie è stato un giocatore straordinario. Allenatore e dirigenti sono lì apposta per gestire determinate situazioni. Con noi non si è mai allenato sottotono, ci sono i dati registrati a Milanello”.

È possibile fare un mercato senza scendere a compromessi con gli agenti?

“È quello che ho fatto io, anche a costo di tirarmi addosso l’antipatia di molti, giornalisti compresi”.

Mendes con André Silva aveva promesso altro per il futuro?

“Non è che Mendes mi chiama per farmi prendere André Silva, sono io che lo chiamo perché voglio André Silva. Mendes è un signore, ho un grande rapporto con lui. Se avessi avuto la necessità di vendere André allo stesso prezzo l’avrei già venduto. Mendes si è seduto con noi per parlare di Cristiano Ronaldo. Quando hai a che fare con certa gente non c’è bisogno di fare certe cose”.

Se aveste avuto la possibilità di continuare come lo avreste fatto?

“Sapevamo di dover fare cose in un determinato modo perché c’era la UEFA che sarebbe potuta intervenire. All’epoca potevamo fare Ronaldo”.

Cos’è successo con Montolivo?

“Rino non guarda in faccia a nessuno, evidentemente non si è allenato al massimo. Non si è mai comportato male con nessuno però. Non è come il caso Mandzukic che ha rifiutato il trasferimento”.

Donnarumma scade fra meno di due anni.

“Secondo me Donnarumma è uno dei portieri più forti. Se vuoi tenerlo non vedo difficoltà nel farlo firmare per altri 3 anni. Se ci sono riuscito io che sono un cretino perché non possono riuscirci i campioni che ci sono al Milan? Rinnovare Gigio Donnarumma, uno dei portieri più forti al mondo, e non riuscire a scucire un euro ad un agente che non è un pivellino… qual è la difficoltà oggi? Raiola, prima che arrivassi io, ha preso più di 100mln dal Milan. Ho visto le carte. Abbiamo rinnovato anche Romagnoli, Calabria e Cutrone”.

Ibrahimovic a gennaio lo prenderebbe?

“La tua salvezza non può essere un giocatore di quasi 40 anni, anche se ora arriva e fa bene. Devi andare a individuare quei giocatori su cui puoi costruire e che poi ti possano portare in Champions. Sono sicuro che ibrahimovic in Italia farebbe bene, però devi avere le idee chiare”.

Come mai gli attaccanti del Milan sono in difficoltà?

“Ti rispondo con una battuta: la maledizione del 9”.

Suso è un problema?

“Suso per me è un grande giocatore, non è un problema. Suso però ti obbliga a giocare in un modo, Suso è bravissimo a fare quello. È un giocatore che sa fare bene quella cosa”.

Perché Reina dopo aver rinnovato Donnarumma?

“L’avevamo preso prima. Dovevamo tutelare il club andando a prendere un portiere di sicura affidabilità. Dovevo prenderne uno a parametro zero. Con Reina siamo stati chiari sulle situazioni, era stato avvisato che Donnarumma sarebbe potuto rimanere”.


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