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ESCLUSIVA TG – Biasin: “L’Inter deve tenere il passo della Juve: con il Toro sarà partita diversa rispetto al passato”

21.11.2019 07:00 di Elena Rossin    per torinogranata.it   articolo letto 151 volte
Fonte: Elena Rossin
Fabrizio Biasin
Fabrizio Biasin
© foto di Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Biasin è capo servizio dello sport del quotidiano Libero ed è opinionista in trasmissioni televisive. Con lui abbiamo parlato della partita di sabato sera tra Torino e Inter.

I granata stanno cercando di riemergere da un periodo di difficoltà e hanno parecchio giocatori infortunati e i nerazzurri sono gli unici che stanno tenendo il passo della Juventus. Come vede questa partita?

“La partita arriva dopo la sosta per gli impegni della Nazionale e, quindi, si azzerano sempre le situazioni pregresse. L’Inter arriva dalla vittoria con il Verona e il Torino anche, avendo battuto il Brescia dopo le difficoltà avute in precedenza, ma, come dicevo, dopo la sosta le partite sono difficili per tutti. È chiaro che in questo momento l'Inter deve continuare a spingere per cui mi immagino una partita che, a differenza di quanto è successo negli ultimi scontri diretti fra queste due squadre, dovrà essere fatta dall'Inter. Tante volte, però, i nerazzurri hanno avuto dei problemi con il Toro, soprattutto quando hanno giocato in trasferta, per cui sarà battaglia vera. Il Torino d'altronde deve incominciare a fare il risultati uno dietro l'altro perché altrimenti la situazione di Mazzarri si complica”.

Sul piano del gioco l'Inter c'è, ma forse ci sono anche alcune perplessità?

“C'è una problematica legata al fatto che l'atteggiamento in campo della formazione di Conte è quello di una squadra che deve provare sempre a giocare per 90 minuti con una certa intensità perché questa è l'idea di calcio dell'allenatore e tante volte la squadra non riesce a metterlo in pratica poiché si gioca ogni tre giorni per cui fatica a mantenere quell'intensità. Con questa pausa, anche se è vero che ci sono state le partite delle Nazionali, è possibile che i giocatori abbiano ritrovato un po' di condizione e, quindi, da questo punto di vista m'immagino una partita all'altezza. Poi, che il gioco dell'Inter non sia sempre spumeggiante è vero, ma credo che questo sarà portato avanti per tutta la stagione perché non è una prerogativa di Conte far divertire visto che il suo obiettivo principale è quello di portare a casa i risultati e fino ad adesso ci è riuscito molto bene”.

Il Torino ha problemi ben maggiori per quel che riguarda il gioco sia difensivo sia offensivo: subisce tante reti malgrado Sirigu sia il portiere che fa più parate in Serie A ed è Belotti dipendente per i gol che realizza poiché se non segna lui difficilmente lo fanno gli altri.

“Sì, il Torino è una squadra che a differenza dell'anno scorso ha una fase difensiva traballante e questa è una caratteristica nuova per una formazione di Mazzarri perché ha sempre avuto assetti difensivi molto solidi, mentre quest'anno ha qualche problema di troppo. Ed è vero che per i gol è Belotti dipendente probabilmente perché l'estate scorsa Cairo ha pensato bene di conservare il gruppo portando avanti lo stesso tipo di progetto, ma si è dimenticato del mercato ed è arrivato all’ultimo praticamente solo Verdi, che non sta incidendo. Per questo il Toro ha qualche problema sotto questo aspetto, anche se ritengo che la rosa sia comunque competitiva, però, i problemi sono evidenti seppur nell'ultima partita ha vinto quattro a zero”.

Vinto sì, ma con l’ultima in classifica che aveva appena cambiato allenatore.

“È vero, bisogna anche pesare il valore degli avversari, però, quantomeno è stata una vittoria convincente”.

Quali il difficoltà potrebbero incontrare Mazzarri e Conte in questa partita?

“La capacità dell'Inter di crederci sempre fino in fondo è un problema per tutte le sue avversarie e quest'anno lo ha dimostrato tante volte visto che in campionato, in un modo o nell'altro, riesce a portare a casa il risultato perché l'identità è l'unità d'intenti è abbastanza evidente e, quindi, a differenza degli anni passati è una squadra che non si arrende mai e ha giocatori capaci di arrivare ad ottenere la vittoria. L'Inter è veramente una squadra che ha voglia di fare bene.
Il Torino, invece, ha dimostrato di avere più problemi da questo punto di vista, infatti, tante volte sotto l'aspetto caratteriale si perde un po'. Però, ripeto, arriviamo da quindici giorni di sosta per cui ogni valutazione va poi pesata in base a come ritornano i giocatori dalle Nazionali e con quale forma approcciano a questa fase della stagione che è importantissima perché da adesso a Natale chi ha le coppe gioca praticamente due volte a settimana e non è semplice.
Storicamente per l'Inter la partita con il Torino e complicata e non per nulla negli ultimi anni anche quando i nerazzurri hanno giocato bene hanno perso o non sono andati oltre il pareggio. Un anno e mezzo fa mi ricordo che l'Inter attaccò praticamente per tutta la partita e alla fine a vincere fu il Torino grazie a un gol di Ljajic. L'Inter dovrà stare attenta allo storico con il Torino e, comunque, stiamo sempre parlando di una compagine che, se anche quest'anno non sta facendo benissimo, per me ha dei valori e se ritrova l'alchimia che l'anno scorso l'ha portata a qualificarsi per i preliminari di Europa League è una squadra assolutamente rispettabile e pericolosa”.

L’Inter è la vera antagonista della Juventus, nel senso che le può contendere lo scudetto?

“Ci sta provando. Lo sta facendo visto che ha conquistato 31 punti su 36 e questa cosa sta facendo pensare anche la Juve. Poi sul lungo periodo è possibile che i bianconeri allunghino perché sono l'unica squadra in Italia che dispone di due rose e, quindi, può ovviare a problemi legati a infortuni o ad altro a differenza dei nerazzurri che hanno una rosa sicuramente più ristretta. L'Inter deve essere brava a rimanere incollata alla Juve da adesso fino a gennaio e poi probabilmente arriveranno un paio di rinforzi così da lì in avanti proverà a fare quello che, secondo me, sarebbe un miracolo sportivo: riuscire a portar via a questa Juve lo scudetto, cosa che è veramente molto complicata”.

Il Torino può tirarsi fuori dalle problematiche in cui è incappato, tenendo anche conto di tutti gli infortuni che lo stanno colpendo?

“Sicuramente ci sono tanti problemi legati anche agli infortuni, però, l'atteggiamento di Cairo a me è piaciuto perché nonostante tutto non ha cambiato l'allenatore e ha voluto andare avanti provando a trovare tutti insieme una soluzione. È vero che ci sono tanti problemi e il riferimento in questo caso è alla Roma che ha avuto un'infinità di infortuni, ma è riuscita a sfruttare tutta la rosa appieno. Mazzarri deve essere bravo a fare questo e a dare una chance a quelli che possiamo definire seconde linee sperando che questi giocatori si rendano conto di giocare nel Torino e, quindi, riescano a rendere più di quello che hanno fatto fino ad adesso. Il potenziale della squadra è ottimo, poi, dipende sempre dall'obiettivo stagionale. È chiaro che una squadra che l'anno scorso si è qualificata per i preliminari d'Europa League non può non ambire quantomeno a fare quest'anno lo stesso percorso che ha fatto l'anno passato. Chiaramente non è semplice ripetersi perché la concorrenza è spietata e, ripeto, quest'anno il Torino è partito male”.


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