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A tu per tu

...con Accardi

"Campionato normale e la Juve risale. Gennaio, niente rivoluzioni. Mbaye piace a Di Carlo, Nicola e Stramaccioni. Embalo? Piace in Francia e Messico, con il Palermo qualcosa da chiarire. Procure pilotate? Giocatori stupidi"
22.12.2015 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 22150 volte
© foto di Vincenzo Blandino

"È stato, fin qui, il campionato che doveva essere". Così a TuttoMercatoWeb.com l'operatore di mercato Beppe Accardi traccia un bilancio della prima parte di campionato. "I valori, piano piano - prosegue Accardi - si stanno normalizzando, tra squadre che lottano per vincere e altre per la salvezza. S'è rimesso sulla strada giusta il Bologna con il nuovo allenatore, i giocatori hanno anche recuperato autostima. Poi tutte stanno facendo ciò che è al livello delle loro potenzialità".

Intanto s'è ripresa la Juventus.
"Fin dall'inizio ho sempre detto che alla fine sarebbe stata lì, a lottare per il titolo".

Cosa si aspetta a gennaio?
"Nessuna grossa rivoluzione. Penso che tutte le squadre proveranno a puntellare qualcosa, ma chi doveva spendere ha già speso a giugno. Sicuramente interverrà il Milan, che però ha solo bisogno di trovare serenità e continuità".

Può spostarsi Mbaye, dal Bologna? Piace allo Spezia.
"Sta tornando nella giusta condizione. Vuole essere protagonista con il Bologna. Ha qualche richiesta. Nel calcio tutto è possibile. Certo è che se fosse scarso non ci sarebbero alcune squadre interessate. Ho letto da qualche parte che Stramaccioni - suo allenatore all'Inter - lo vorrebbe al Panathinaikos, questa è la dimostrazione che qualcosa di buono ha fatto. E se anche Di Carlo e Nicola lo hanno messo nel mirino, vuol dire che Mbaye non è così male".

Sorride anche Embalo, a Brescia.
"Una crescita professionale giusta, importante. Parliamo sempre, ci diciamo che dobbiamo ringraziare le squadre da dove è passato prima. Carpi e Lecce, che gli hanno dato la possibilità di crescere seppure. A Brescia l'esplosione, figlia delle sue qualità e anche grazie ad un allenatore che crede in lui e gli sa insegnare ciò che è giusto e sbagliato".

Rinnoverà con il Palermo?
"Quando sarà il momento, se il Palermo ci chiamerà, ne discuteremo. Sicuramente il fatto che oggi ci siano squadre messicane è importante, vuol dire che il campionato di Carlos è arrivato al di là dell'Oceano. Lo segue il Lione, ho visto Brescia-Pescara con il loro direttore sportivo che ne è rimasto impressionato. Ma il mercato è strano, atipico, lungo, difficile. Oggi Carlos è un giocatore del Brescia, dove sta benissimo. Ha un rapporto eccezionale con tutti. Ora avanti così, perché nel calcio quello che hai fatto non conta: è importante ciò che farai. Quando sarà il momento ci saranno due-tre cose da chiarire con il Palermo, ne parleremo".

Rinaudo?
"Sta crescendo dal punto di vista fisico, poi vedremo cosa succederà a gennaio. Ad oggi non è preventivata una sua partenza da Vicenza".

Da Vicenza a Trapani: Ciaramitaro e Accardi?
"Maurizio è un punto di riferimento per il Trapani. Per quanto riguarda Accardi valuteremo con la società, che ha stima e rispetto nei suoi confronti e quindi non penso ci sia l'intenzione di muoverlo. E poi guardate il percorso di Embalo, la sua esplosione figlia della sofferenza dell'anno scorso".

In serie A si parla di presunte procure pilotate. Lei che ne pensa?
"L'eterno dramma, ci saranno sempre tanti sospetti. Se effettivamente fosse così, la cosa sarebbe di una gravità esagerata. Una società se ha la forza di pilotare le procure verso uno o un altro procuratore, commetterebbe un reato importante: concorrenza sleale ed estorsione. Poi non dimentichiamoci che un giocatore che va verso un altro procuratore se consigliato dalla società, è un giocatore stupido. Di sicuro una società e un procuratore che fanno queste cose, non fanno gli interessi del calciatore. I giocatori devono imparare che è troppo comodo andare dietro a delle sirene dopo che magari hanno lavorato e si sono costruiti una carriera al fianco di persone che hanno iniziato con loro un percorso da giovani. Consiglio di guardare il film Goal!, la storia di un ragazzino arrivato da un altro continente aiutato da una persona che lo ha fatto diventare giocatore. Poi il ragazzino ha iniziato a perdere la testa dimenticandosi di chi lo ha aiutato e da quel momento è iniziato il suo declino. Poi quando s'è ritrovato ad essere solo - perché quando non sei più lassù tutti ti abbandonano - ha cercato di nuovo la persona che lo aveva aiutato. Ma alla lunga le cose si pagano".


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