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A tu per tu

...con Bjelica

"Il mio Spezia, niente corsa e tanto lavoro con la palla. Questo gruppo ha fame. Serie A? Un sogno, non un obiettivo. Costruiamo il futuro. Kramaric da big. E io penso al presente..."
11.11.2014 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 14970 volte
© foto di LR Press

"Abbiamo creato un buon gruppo. Un gruppo sano". Sorride Nenad Bjelica, allenatore dello Spezia. Spezia che vola e sogna, sulle ali dell'entusiasmo. Dallo scetticismo iniziale - anche interno al club - a risultati su risultati. E il meglio deve ancora venire. Bjelica parla a TuttoMercatoWeb.

Mister, cominciano a vedersi i frutti del suo lavoro.
"Tutti devono sentirsi utili per la squadra. Lavorando si può fare bene. Stiamo facendo buoni risultati e davanti ai nostri tifosi offriamo anche bel gioco. Stiamo dimostrando un livello alto di gioco. Basti pensare che abbiamo vinto contro Livorno e Pescara. Questo gruppo ha fame".

Obiettivo serie A?
"Obiettivo no. Sogno si. Abbiamo una squadra nuova, con tanti giocatori nuovi. Era difficile pensare che tutto funzionasse bene come sta funzionando adesso. Abbiamo fatto un piano triennale: in tre anni vogliamo andare in serie A e stiamo lavorando. Funziona tutto bene, ma dobbiamo andare avanti così perché mancano ancora tante partite. Abbiamo fatto tredici chilometri, ma ne mancano ancora tanti. L'obiettivo è preparare la squadra per il futuro".

All'inizio su di lei c'era un po' di scetticismo, anche interno al club. Tant'è che c'erano stati dei problemi anche relativi al preparatore atletico, che lei non utilizza.
"Era normale che qualcuno fosse scettico e non sicuro del mio lavoro. Io lavoro in maniera diversa. Faccio lavoro fisico con la palla e non con la palla. Questa è la differenza tra il mio lavoro e chi lavora in Italia. Vero, non tutti erano sicuri che il mio metodo di lavoro avesse successo. E adesso stanno arrivando i risultati, perché tutti si sono adattati al mio metodo. I ragazzi sono contenti. Lavoriamo duramente, ma sempre con la palla. E i risultati hanno cambiato l'opinione di qualcuno che poteva essere scettico. Era una cosa nuova per la gente, per la squadra e per qualcuno che lavora per la società. Ma penso che il mio modo di lavorare sia giusto. Anche se a qualcuno può sembrare strano che non voglia il preparatore atletico perché non conosce il metodo di lavoro moderno che magari non si usa in Italia. Ma anche il Napoli fa lo stesso lavoro nostro. Non perdiamo tempo con la corsa secca. È un modo europeo di fare l'allenatore: succede lo stesso in Germania o in Austria e non l'ho certo scoperto io".

Italia-Croazia, il 16 novembre. Come la vede?
"Una partita aperta. La Croazia sta crescendo, la squadra si è rinnovata e sembra sicura, organizzata. Mi aspetto una bella partita. Ma anche l'Italia è cambiata ed é diversa con Conte rispetto al Mondiale. Sarà una partita dura per entrambe. Croazia e Italia se la giocheranno per primo e secondo posto".

Il giocatore da tenere d'occhio?
"Kramaric è in forma, è cresciuto tanto. È diventato un idolo del Rijeka ed è importante anche per la Nazionale. Negli ultimi tempi ha avuto un exploit importante".

Exploit da big italiana?
"È un giocatore da grande squadra italiana. È cresciuto. Non gioca bene solo in campionato ma anche in Europa, questo fa di lui un giocatore importante".

E lei, in futuro, si vede in una grande in serie A?
"Sono contento allo Spezia. Stiamo facendo un buon lavoro qui e penso a fare bene qui. Non ho tempo di pensare dove posso arrivare. Sono ambizioso, è normale. Voglio arrivare in una grande squadra. Ma la strada è lunga e devo migliorare ogni giorno".

E poi ha una guida importante in società: Igor Budan, che ha alle spalle una promozione in serie A da dirigente - al Palermo - e il campionato italiano lo conosce bene.
"Mi ha aiutato molto le prime settimane. Non conoscevo il calcio italiano. Igor mi ha dato buone informazioni, sia dal punto vista professionale che personale su alcuni calciatori. È stato molto utile, è sempre presente e aiuta tanto i ragazzi. Il suo ruolo all'interno della società è molto importante".


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