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Mercato di gennaio: da quale big i colpi più importanti?
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A tu per tu

...con D'Amico

"Giovinco e il Toronto, tutto sul progetto. Alla Juve diciamo grazie, ma qui c'è il futuro. Scelta economica? I calciatori non sono boyscout. Dopo Sebastian altri calciatori in MLS? Sì..."
24.01.2015 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 19476 volte
© foto di Federico De Luca

Sebastian Giovinco vola in MLS. Destinazione Toronto. Da giugno, una nuova avventura. La Formica Atomica lascerà la Juventus per misurarsi in un nuovo campionato. Un'esperienza tutta da vivere. A TuttoMercatoWeb parla l'artefice del trasferimento, l'agente Andrea D'Amico, che ne cura gli interessi insieme a Luca Pasqualin.

D'Amico, Giovinco va al Toronto. Scelta solo di natura economica?
"Non ci dobbiamo mai dimenticare che non stiamo parlando di boyscout ma di grandi professionisti dello sport, come sono i calciatori a quei livelli. Le scelte economiche sono sempre parte integrante del progetto che viene proposto. I calciatori sono professionisti. Se poi uno vuole usare la demagogia e dire «mercenario», questa parola significa professionista. I calciatori, come le società, cercano di ottimizzare le risorse economiche. Il progetto poi, è molto importante. E poi sono convinto di una cosa".

Prego...
"Penso che il futuro del calcio sia nel Nord America, per impianti, organizzazione, network televisivo, capacità di fare marketing e risorse economiche. Dopo aver riscontrato che in Italia, in Europa, non c'erano progetti concreti ma solo chiacchiere, ho sondato il mercato internazionale. E a mio avviso proporre Sebastian già dai primi di gennaio al Toronto, è stata un'idea vincente. La Lega Americana era matura per un giocatore importante, in un'età ancora buona per dare un messaggio al mondo intero. Ho detto loro «quanto avreste dovuto spendere per pubblicizzare il vostro movimento in giro per il mondo?»".

In Italia ci ha provato qualcuno?
"Il Bologna, che lo voleva già fin da subito. Corvino ha insistito più volte, ha presentato un progetto concreto. Al Montreal di Saputo ho portato Donadel, lì ho conosciuto una grande famiglia. Pantaleo ci ha provato seriamente. Ma appena il periodo lo consentiva, sono andato a proporre insieme a tutto il mio team - mio fratello Alessandro e Luca Pasqualin - Sebastian al Toronto e in dieci giorni s'è realizzato tutto. A volte siamo troppo autoreferenziali, quando uno straniero viene da noi trova la tradizione, ma anche stadi e centri sportivi inadeguati, la Polizia fuori dai cancelli, i calciatori che non riescono ad interagire con i tifosi. Tutto questo per il sistema americano ed inglese è inaccettabile. Dovremmo essere un po' più critici e fare qualcosa per migliorare il sistema. Altrimenti verremo superati anche da altre realtà. Non dimentichiamoci poi che l'MLS non è Dubai o il Qatar, non è un campionato show, ma c'è l'intenzione di farlo diventare una Lega molto importante, come l'NBA. Una volta l'NBA in Europa la vedevano in pochi, ora è il campionato di basket a livello mondiale".

E il rapporto con la Juve? Perché non ha rinnovato?
"Quando ci siamo incontrati, in maniera assolutamente diplomatica senza nessun tipo di polemica, abbiamo capito che non erano intenzionati a prolungare il rapporto alle cifre che già percepiva il giocatore. E quindi di conseguenza non serviva insistere. Il loro pensiero si capiva al volo. Ma è arrivato il momento di essere pionieri nello sport, aprire nuovi mercati, capire che un mercato è ormai saturo. Una persona che ammiro molto è Marchionne del Gruppo Fiat, perché quando s'è trovato un'azienda che aveva determinate problematiche, non ha cercato di risolvere tutto all'interno del mercato sapendo che non poteva dargli le risposte che poteva aspettarsi, ma ha capito che doveva guardare anche ad altri confini. Marchionne è l'uomo del fare. E io nel mio piccolo, voglio essere l'uomo del fare. Avevo un problema per un mio cliente, ho cercato di studiare la soluzione migliore per renderlo felice. Mi sembra di esserci riuscito".

Vi aspettavate un trattamento diverso dalla Juve?
"La Juve ha una società importante, in questi anni ha vinto tanto. Giocare nella Juve è sempre molto importante, se Sebastian è il prodotto importante che è adesso deve dire grazie alla Juventus. Magari poteva giocare di più, ma quando lo ha fatto ha dimostrato tutte le sue qualità. Poi dopo ci sono delle scelte tecniche, dei compagni ugualmente bravi. Questo non è il momento di fare polemica. Alla Juventus diciamo grazie".

C'era anche il Monaco per il suo assistito?
"Finché non sono concreti, i rumors non m'interessano. Il Monaco ha mostrato interesse, ma nulla di particolarmente concreto come il Toronto".

Dopo Giovinco, altri giocatori sceglieranno l'MLS?
"Sì, me lo aspetto".


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