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La Giovane Italia
A tu per tu

...con Emiliano Viviano

Intervista realizzata da Raffaella Bon
23.07.2009 00:00 di Andrea Lolli   articolo letto 10663 volte
© foto di Federico de Luca

Ha perso all'ultimo la possibilità di raggiungere la Serie A con il suo Brescia, ma Emiliano Viviano consacrerà comunque il suo sogno con la maglia del Bologna.

Finalmente sei approdato in Serie A, cosa provi?
"Sono contento perché approdo in una società di prospettiva come Bologna. E' una città ed una squadra importante e sono molto contento di potermi giocare questa opportunità".

Qualche rammarico per essere arrivato solo ora?
"Assolutamente no. Col Brescia ho fatto quello che dovevo fare, rammarichi non ce ne sono e credo di aver fatto quello che dovevo fare".

Hai un ringraziamento particolare da fare?
"Al mio allenatore dei portieri a Brescia che considero come un padre, ma anche a tutta la società, al presidente, all'allenatore ed alla città che è la mia seconda casa dopo Firenze".

Cosa lasci a Brescia?
"Un gruppo di ragazzi eccezionali, una società di persone che mi hanno sempre dato tanto e tanti affetti".

Corioni ti ha parlato di Bologna?
"Sì, mi ha parlato bene e mi ha fatto i complimenti per la scelta. E' una scelta molto ambiziosa ed importante".

Una volta approdati alla finale di playoff ti aspettavi di poter raggiungere la A col Brescia?
"Sì, me lo aspettavo ma purtroppo non è successo. C'è stata poi l'opportunità di andare al Bologna ed è stato il meglio per me ed anche per le due società".

In carriera chi è il mister che ti ha dato di più e quello che ti ha dato meno?
"Di più a livello di allenatore dei portieri sicuramente Violini e come allenatore Cosmi. Per il resto sono andato bene con tutti, uno peggio degli altri non saprei".

Il Brescia con Cavasin potrà arrivare in A?
"Certo, l'ambizione è importante e il mister ha fatto benissimo da quando è arrivato. Nel calcio poi non si sa mai".

Il Bologna si sta rafforzando molto, credi possa ambire ad una salvezza tranquilla o qualcosa di più?
"Dobbiamo partire per salvarci e fare un campionato migliore di quello dell'anno scorso, poi se verrà qualcosa in più si vedrà. L'importante è restare coi piedi per terra".

Parliamo di Firenze, tu in un'intervista sei stato frainteso, vuoi dire qualcosa in merito?
"E' stato detto che il mio desiderio era vincere 6-0 contro la Fiorentina e detto da me risulta anche poco credibile. Io ho detto solo che mi sarei comportato da professionista ed ho tifato e tiferò per sempre la Fiorentina. Ero abbonato anche l'anno scorso, facevo le trasferte e appeno ne avrò l'occasione lo farò anche quest'anno. Quelle scritte non erano le parole che volevo dire e sono stato frainteso, non negherò mai il mio tifo e non l'ho fatto neanche qua a Bologna dove le tifoserie non simpatizzano l'una con l'altra".

Visto che di fiorentini ci siete te e Vigiani, speri che il derby dell'Appennino diventi più amichevole anche fra i tifosi?
"Io ho sempre detto che per conto mio il Bologna mi è sempre stato simpatico, poi da parte di Firenze la rivalità non è che si senta così tanto. Ci siamo io, Vigiani, Valiani che è toscano, Osvaldo che ha giocato nella Fiorentina ed è stato l'unico giocatore a farmi piangere per un gol alla Juventus. Lui a Firenze è ancora amatissimo, dispiace sia andato via, ma adesso è a Bologna e farà gol per noi".

Chi è migliore fra Frey e Buffon?
"Secondo me Buffon sta davanti a tutti, l'ho sempre detto, ma se c'è qualcuno che gli va vicino quello è Frey. La sua capacità di rendimento è altissima e quello che ha Buffon in più è il fatto di giocare a livelli altissimi da tanti anni".

Ti aspettavi che Melo potesse andare alla Juventus?
"No, non me l'aspettavo, ma ha fatto una buona scelta. Dispiace perché aveva detto pochi giorni prima che voleva rimanere a Firenze ed è uno dei più grandi. Io, fossi stato in lui, non avrei fatto quelle dichiarazioni, ma ha fatto una scelta da professionista e per questo non tiferemo più per lui. E' andato ai rivali storici e lo sostituiremo con qualcun'altro. Io sono uno di quelli che tifa per la maglia sempre, indipendentemente da chi la veste. Capita di affezionarsi ad uno od all'altro, ma io andavo allo stadio in C2 e chi gioca con la maglia viola è ininfluente".

Quindi non credi più ai giocatori attaccati alla maglia?
"Io, personalmente, sono attaccato alla Fiorentina, ma faccio il professionista e devo pensare al bene della squadra per cui gioco. Melo è stato subito uno dei più amati, ha fatto questa scelta che non condivido, ma è una scelta sua. Probabilmente essendo brasiliano non sa cosa vuol dire andare da Firenze a Torino, ma non si può contestare. Ha scelto per il bene suo".

Per quanto riguarda il vice Gilardino si era parlato anche di Caracciolo, poi è arrivato Castillo. Te lo aspettavi?
"Castillo è un giocatore che fa tanti gol, ma sostituire Gilardino non è facile. Alla Fiorentina è uno che la butta sempre dentro, ma penso che Castillo si farà trovare pronto ed anche lui di gol ne ha fatti tanti".


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