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...con Gasparin

"Parma, se Donadoni alza i toni la situazione è catastrofica! Più rigore nell'acquisizione dei club. Il club scomparirà? Il rischio c'è. Mercato: Fiorentina, Cuadrado plusvalenza importante..."
11.02.2015 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 16069 volte
© foto di Federico Gaetano

Parma in crisi, con poca chiarezza economica e societaria. Una situazione comunque destinata a risolversi entro poco tempo, in un senso o nell'altro. "E se una persona come Donadoni, solitamente pacata e non abituata ad alzare i toni ha alzato la voce, vuol dire che è una situazione che non fa bene al calcio italiano", dice a TuttoMercatoWeb l'ex dirigente di Sampdoria, Udinese e Catania, Sergio Gasparin.

Una situazione difficile...
"Il Parma ha avuto una gestione duratura con Ghirardi che negli anni aveva dato segnali di assoluta ripresa, poi negli ultimi diciotto mesi si è arrivati ad una realtà catastrofica, cioè quella attuale. E quando qualcuno sottolinea la rigidità delle norme inglesi relative ai cambi di proprietà, va nel giusto. Il calcio oggi ha bisogno di situazioni credibili e trasparenti. Devono esserci dei vincoli molto rigidi per chi si avvicina all'acquisizione delle nostre realtà".

Si rischia di falsare il campionato?
"No. Ma è evidente che la situazione di una società come quella che sta attraversando il Parma sia di disturbo. Sicuramente non è una bella situazione per la credibilità del calcio italiano".

Come la vede, da fuori?
"È di difficile interpretazione già per chi la vive dall'interno, figuriamoci per me che sono esterno. Chiaramente il mercato del Parma non è giudicabile, ma ha mosso di più rispetto alle stagioni precedenti per quanto riguarda i movimenti. Sembra che il modello unificato sia il prestito con diritto di riscatto, è stato un po' il leit motiv del mercato di gennaio. Quando una società fa molti movimenti a gennaio è perché ha avuto tanto da riparare. Gennaio è il mercato di riparazione, serve a chi deve correggere gli errori".

Pensare che il Parma a fine anno sparisca, non è utopia.
"Il rischio c'è, è indubbio. La situazione si presta a mille finali. Ci auguriamo tutti che il finale sia positivo".

Mercato: chi ha agito meglio?
"Una cessione importante è stata quella di Cuadrado. La Fiorentina ha centrato una plusvalenza molto importante di un giocatore di grande qualità, ma che indubbiamente ha portato nelle casse viola un importo rilevante. Il Napoli ha posto qualche correzione e ha ingaggiato Gabbiadini, un ragazzo destinato a diventare un caposaldo all'interno del progetto della Nazionale Italiana perché è un giocatore di grandi qualità. E il Milan ha portato in rossonero un giocatore importante come Destro, mantenendo Pazzini: due prime punte, entrambe di valore. Pazzini non ha dimostrato il suo intero valore a Milano, è un bravissimo ragazzo e un ottimo giocatore. Galliani è stato bravo a convincere Destro a trasferirsi a titolo temporaneo, anche se immagino siano state date al calciatore delle garanzie sull'evoluzione del riscatto".

Da chi si aspettava di più?
"È successo ciò che mi aspettavo. La storia degli ultimi anni dice che le disponibilità economiche anche delle squadre di vertice, rispetto alla concorrenza, sono limitate. Gli ingaggi e le spese che avvengono in questo momento all'interno di alcuni club europei, in Italia non ce li possiamo permettere. Guardate Cuadrado: non è che in Italia non piacesse ad altri, ma nessuno avrebbe potuto spendere le cifre che ha speso il Chelsea. Oggi è indubbio che il calcio italiano non abbia più la forza economica della concorrenza internazionale".

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