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...con Malesani

"Voglio tornare, mi manca il campo. Meglio il calcio estero, in Italia poche novità. Atalanta sia esempio. Palermo e Sassuolo? In rosanero due settimane e tre punti, neroverdi troppo legati a Di Francesco. Verona, che sofferenza: Pecchia lavori"
09.04.2017 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 8570 volte
© foto di Federico Gaetano

"Sto seguendo molto dal punto di vista televisivo un po' tutto, sono sempre molto aggiornato". Non si ferma e studia, in attesa della chiamata giusta. "Il tappeto verde mi manca, la voglia di tornare c'è", ammette Alberto Malesani, che torna a parlare e lo fa in esclusiva per TuttoMercatoWeb.

Cosa fa adesso, mister?
"Guardo calcio internazionale, in Italia quest'anno il campionato non mi soddisfa, molto meglio l'anno scorso".

Però c'è una sorpresa: l'Atalanta...
"Per i punti che ha fatto si, è una sorpresa. Ma non per il progetto. Quest'anno dal punto di vista dei risultati è la vera sorpresa: bel gioco e grandi soddisfazioni, questa è la prova che quando si lavora bene con costanza, credendoci, riesci ad ottenere grandi risultati".

Buoni risultati li ha ottenuti anche lei in passato.
"In realtà credo di aver fatto buoni risultati all'inizio con il Chievo oppure la salvezza con il Bologna. E poi anche in altre piazze".

Poi due scelte sbagliate: Palermo e Sassuolo.
"A Palermo ho fatto due settimane di lavoro e tre punti e sono stato esonerato. A Sassuolo sono andato nel periodo in cui la società aveva capito che bisognava puntare su giocatori di esperienza e quattro settimane non sono mica sufficienti ad amalgamare un gruppo. Abbiamo anche affrontato partite difficili, non abbiamo mai vinto ma probabilmente l'ambiente era molto legato a Di Francesco, che è un ragazzo bravo e preparato. Il lavoro comunque era stato fatto bene. Purtroppo quando si perde si va a casa"

Lei è uno che di vittorie in Europa se ne intende. Come si affronta il Barcellona?
"Un conto è il campionato e un conto sono le partite di coppa. Bisogna preparare al massimo ogni minimo particolare e arrivare al dentro e fuori con la testa. Più giocatori di caratura hai è meglio è. La Juve può competere con il Barcellona. E poi in bianconero c'è Allegri".

Allegri che è stato, qualche volta, criticato...
"Adoro Allegri, le critiche non hanno senso. Non avrà la maniacalità di Sarri ma è uno che sa interpretare bene la gara. Nella partita singola è uno che fa la differenza".

Al Barça Luis Enrique, che in Italia, alla Roma, non è stato capito.
"Ha l'esperienza del grande calciatore e il vantaggio della conoscenza dell'ambiente. In Italia se non sai ambientarti rischi di non essere capito".

Un po come accaduto a De Boer...
"Si, ma il discorso è diverso. Luis Enrique è meglio di De Boer".

Sta seguendo il Verona? Ci si aspettava di più...
"È la squadra del cuore. L'unico buco della mia vita professionale: la retrocessione con la squadra della mia città, poi sono rimasto anche l'anno dopo, abbiamo ricominciato un altro percorso. Quando vedo il Verona soffro sempre".

C'è sempre tempo per riscrivere la storia. Se la richiamassero?
"Lasciamo che Pecchia lavori tranquillo e che il Verona vinca. Speriamo rimetta in sesto la squadra, che ha grandi potenzialità".

La rivedremo presto, mister?
"La voglia di ripartire c'è sempre. Il tappeto verde mi manca".


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