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...con Sergio Floccari

...con Sergio Floccari
lunedì 21 aprile 2008 00:00A tu per tu
di Raffaella Bon e Gianluigi Longari

Uno dei protagonisti del nostro campionato si racconta con questa intervista esclusiva a Tuttomercatoweb. Sergio Floccari ha saputo cogliere al volo l'occasione concessagli da Del Neri dopo l'addio all'Atalanta dell'amatissimo Zampagna. Il centravanti calabrese si è messo in luce con grandi prestazioni condite da gol pesanti, tanto da entrare, almeno stando a ciò che si dice, nel mirino delle squadre più prestigiose della serie A. Ma sentiamo direttamente la sua opinione...

Che campionato avete fatto?
"Abbiamo fatto un buon campionato, anche con buone prestazioni importanti e prestigiose. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, quello della salvezza. Quando si raggiunge l'obiettivo più importante si può dire che è stato un buon campionato proponendo un bel gioco"
.
Il tuo, a livello personale?
"Sono abbastanza soddisfatto perché all'inizio forse non mi aspettavo di giocare così tanto, quando sono arrivato avevo tante persone davanti. È stata una sorpresa anche per me. Sono molto contento, lo potrei definire positivo. Spero di finire bene".

All'Atalanta come si convive con l'ombra scomoda di Zampagna?
"Quando sono arrivato sapevo che avevo davanti tanti giocatori bravi che avevano fatto tanto per l'Atalanta. Non direi il fantasma di Zampagna . Senza di lui ho qualche occasione in più, tutto qui.. Per guadagnarmi spazio sarebbe stata dura. Io volevo lavorare bene ed usufruire di tutte le occasioni che mi venivano date".

Il vostro obiettivo?
"Abbiamo fatto un buon campionato, a tratti anche entusiasmante per gioco e vittorie. Vogliamo fare bene e non dobbiamo rilassarci per non rimanere con l'amaro in bocca. Finire nel migliore dei modi. Dobbiamo affrontare squadre importanti, come Juve, Roma: sono vetrine importanti anche per noi giocatori. Belle gare da giocare".

Come è stato vincere a San Siro, con un tuo gol?
"Bella cosa per un calciatore, e soprattutto per le squadre come noi, che non facciamo parte delle grandi. C'è ancora più gusto ad andare a vincere contro una squadra importante. Il Milan sta affrontando un anno difficile ma è una squadra di grandi campioni. Quando fai il gol che coincide con la vittoria contro i campioni del mondo, in uno degli stadi più belli del mondo... ti ripaga dei sacrifici fatti".

Tra l'altro tu hai segnato anche all'Inter
"Esteticamente è uno dei più belli di quest'anno. Hanno avuto significati diversi. Quella partita perdemmo, non me lo sono gustato come quello del Milan, meno bello ma più importante".

Il gol più difficile e bello della tua carriera?
"Giocavo a Rimini e l'ho segnato nel derby con il Cesena. Bello per coefficiente di difficoltà. Sono partito da metà campo,quaranta metri palla al piede ho saltato tutti gli avversari fino all'area piccola e poi di destro ho battuto il portiere. Gol irripetibile".

La tua tecnica è notevole. Dove hai imparato a segnare così?
"Devo migliorare tanto. Non lo dico per falsa modestia ma perché è vero. Lo devo a madre natura. Io non ho fatto settori giovanili importanti come Juve, Inter. A sedici anni giocavo in promozione. Non ho fatto grandi scuole. Ringrazio i miei genitori e madre natura che mi hanno dotato di buona coordinazione che mi consente di fare gesti tecnici importanti.
Ogni calciatore ha le sua caratteristiche e mi viene un effetto di emulazione, imparare da tutti quelli del mio ruolo, non solo della mia squadra. Rubo tanto, se così si può dire".

Il tuo beniamino?
"Kakà. Mi dà i brividi ogni volta che tocca palla. Lo osservo non solo sul campo ma anche fuori. Mi piacciono le sue movenze come interpreta il campo. Ma anche la persona".

Hai parlato anche di un altro idolo: Ronaldo
"Ronaldo, quando giocavo a Faenza e Rimini guardavo le sue cassette, mi davano molta carica... il Ronaldo dell'Inter e di Barcellona, che faceva da solo la differenza. Mi dava molto entusiasmo, prendevo con più gioia il mio lavoro. Io spero che possa continuare. Io rivedo in Kakà la sua stessa gioia di giocare e di divertirsi.

Floccari pensa mai ad un suo futuro in una grande squadra?
"No, perché il mio processo di crescita è ancora in corso e a Bergamo ho trovato un grande ambiente dove crescere e lavorare serenamente Sono felice di stare qui, non riesco ad immaginarmi da nessun'altra parte, in una squadra più grande. Mi godo il momento e cerco di fare il massimo".

Tu sei stato avvicinato alla Fiorentina...
"E' una cosa che ho letto sui giornali, ma niente di più".

Quanto vi manca il Presidente Ruggeri?
"Persona molto, molto onesta che ci tiene tanto alla squadra, ci seguiva sempre da vicino. Noi cerchiamo di fare il nostro lavoro al meglio. Questo vuol dire rispettare lui. Fare al massimo il nostro lavoro".

Il tuo mondo non è solo calcio, dicci qualcosa di te
"Ho tanti interessi. Mi piace giocare a tennis, leggere libri. E quando stavo a Messina avevo anche pensato di iscrivermi a Giurisprudenza. Mi ero iscritto a filosofia e Storia ma non ho conseguito niente.Io giocavo a Mestre e l'Università era a Padova. Argomenti che mi interessavano in modo particolare. Sui tanti perché l'uomo si pone e di quello che è successo quando noi non c'eravamo. Queste sono le cose che mi stuzzicano".

Cosa pensi di calciopoli?
"Sono delle cose che hanno arrecato danno al calcio italiano, ma certi difetti e pecche sono insiti nella natura dell'uomo. Ogni tanto ci sta . Non penso che sia giusto che debba pagare un sistema intero. Come in altre cose, succedono cose poco piacevoli,. È successo nel calcio,. Noi siamo le prime vittime e andiamo in campo sapendo che ce la dobbiamo giocare. Speriamo che si sia voltato pagina: il calcio è una cosa bella e uno sport. Cosa che va salvaguardata e tutelata".

Come si concluderà il campionato?
"Per lo scudetto vedo l'Inter favoritissima, l'ho vista in grande ripresa anche dal punto di vista fisico. Ci abbiamo giocato due domeniche fa, è veramente devastante, una qualità incredibile: si sono rimessi al momento giusto. Si parlava di un momento di difficoltà, ma forse è stato ingigantito dai giornalisti. La Juve la vedo ormai assestata al terzo posto. Per Il quarto direi Fiorentina, ma con qualche dubbio: la Sampdoria sta facendo benissimo, ed anche il Milan è in ripresa. Sarà una corsa che si deciderà alla fine ed è il bello del campionato".

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