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14 luglio 1969, il calcio come miccia: scoppia la guerra Honduras-El Salvador

14.07.2018 04:00 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 13508 volte
14 luglio 1969, il calcio come miccia: scoppia la guerra Honduras-El Salvador

l calcio come miccia per lo scoppio della guerra civile. Succede il 14 luglio 1969 fra Honduras ed El Salvador. I rapporti fra i due Paesi sono già tesi dal raggiungimento dell'indipendenza dalla Spagna, con El Salvador che lamenta di non avere sbocchi sull'oceano Atlantico a differenza del vicino di casa. Nel 1967 i due dittatori Fidel Sanchez (El Salvador) e Oswaldo Lopez (Honduras) firmano per motivi di opportunità la "Convenzione bilaterale sull'immigrazione". Questo permette a 300mila contadini salvadoregni di varcare il confine e coltivare i terreni dell'Honduras. Peccato che le condizioni economiche di quest'ultimo Paese siano precarie, creando il malcontento fra gli indigeni che si ritrovano a gestire un numero troppo grande di immigrati. La tensione cresce tanto che Lopez decide nel 1969 di espellere tutti i contadini salvadoregni, espropriandoli delle loro terre.

Ed ecco che entra di scena il calcio. A maggio 1969 c'è uno spareggio da giocare che vale la qualificazione ai Mondiali in Messico: proprio Honduras-El Salvador. L'andata a Tegucigalpa si gioca in un clima a dir poco ostile, con i salvadoregni minacciati per tutta la vigilia e costretti a giocare in un clima irreale. Vince l'Honduras per 1-0 e per la disperazione una ragazza salvadoregna di 18 anni, Amelia Bolanos, si spara un colpo di pistola al petto: per i salvadoregni diventa subito una martire. C'è la partita di ritorno da giocare, a San Salvador. Il trattamento riservato agli honduregni è persino peggiore, tanto che la squadra ospite sarà costretta a raggiungere lo stadio accompagnata dai carri armati dell'esercito. Finisce 3-0 per El Salvador, sugli spalti l'inferno che costa la morte a due tifosi dell'Honduras. Le regole dell'epoca non prevedono la somma dei gol nelle due partite, per cui si deciderà tutto nella "bella" in campo neutro, a Città del Messico. Vince El Salvador per 3-2 dopo i tempi supplementari. Nonostante l'impiego di 5.000 agenti di polizia l'odio tra honduregni e salvadoregni è troppo forte e la capitale messicana è messa a ferro e fuoco. Di fatto la guerra è cominciata in quel momento.

In Honduras vengono aggrediti e uccisi i salvadoregni rimasti, El Salvador dichiara guerra per legittima difesa e il 14 luglio le sue truppe varcano i confini. I combattimenti andranno avanti fino al 18 luglio, quando l'Organizzazione degli Stati Americani impone il cessate il fuoco. Moriranno 6.000 persone. Ryszard Kapuściński, giornalista polacco che si trovava in Honduras al momento del conflitto la ribattezzerà "La Guerra del calcio".


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