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Berruto: "Il Toro è quello dell'inizio e non dimentichi l'obiettivo Europa"

08.11.2015 07:05 di Elena Rossin   articolo letto 7020 volte
Fonte: Torinogranata.it

Mauro Berruto è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Berruto è un allenatore di pallavolo, opinionista de "La Domenica Sportiva" in onda su Rai Due la domenica alle ore 22,40 e grande tifoso granata. Con lui abbiamo parlato della partita fra Torino e Inter.
Il Torino non vince dalla gara con il Palermo del 27 settembre, ha pareggiato e perso nelle ultime due giornate nei minuti di recupero e oggi affronterà l'Inter capolista che ha incassato finora solo sette gol a fronte dei diciassette granata. Da uomo di sport e tifoso che Toro si aspetta?
"Prima di tutto dal Toro mi spetto dei passi in avanti, nella gara con la Juventus il Torino non è stato straordinario, però, credo che ci sia stata un'inversione di tendenza sul piano del gioco, infatti, si è vista una qualità che si era smarrita nelle partite precedenti, malgrado purtroppo la sconfitta che ci ha fatto perdere un altro punto importante oltre ai due che già ci erano sfuggiti con il Genoa. Mi aspetto anche che il più presto possibile rientrino i giocatori importanti infortunati, in particolare quelli del reparto difensivo. Di sicuro la partita con l'Inter sarà un po' complicata, i nerazzurri non hanno brillato per qualità del gioco, ma lo hanno sicuramente fatto per cinismo e ottimizzazione di ciò che hanno fatto fino ad oggi. Troviamo un'Inter che è abituata a ottenere il massimo risultato, non voglio dire con il minimo sforzo, ma davvero a ottimizzare la sua prestazione e le sei vittorie per uno a zero sono lì a dimostrarlo. Non bisogna anche che si smarrisca troppo presto l'obiettivo che il Toro si era dato in virtù delle prime prestazioni incoraggianti ovvero quello di rimanere nella parte sinistra della classifica e dare l'assalto a un posto utile per l'Europa League, io credo veramente che il Toro abbia le risorse tecniche per raggiungere questo traguardo".
Per spiegare questa crisi si punta un po' il dito sulla difesa che risulta più penetrabile che in passato e per quel che riguarda l'attacco il numero delle reti è discreto, ma se Quagliarella non segna la squadra ha difficoltà a vincere. Quanto il Torino ha bisogno di non essere Quagliarella dipendente?
"Parlando della difesa hanno pesato un po' gli infortuni, prima quello di Maksimovic poi quello di Avelar e lo stesso Bruno Peres ha avuto qualche problema. Penso che il reparto arretrato sia solidissimo e Ventura è capace di farlo giocare in maniera straordinaria, pensiamo solo al numero di calciatori prodotti e anche venduti che il mister ha valorizzato fra i difensori. Sono ottimista perché il problema è legato al rientro di certi giocatori e al ristabilirsi degli equilibri. Per quel che riguarda l'attacco il Torino ha bisogno di un giocatore: Belotti. Ne ha bisogno per il presente e per il futuro, perché è un calciatore di riferimento che può rimanere in questa squadra tanti anni e diventarne il cardine, come si spera che torni a esserlo Quagliarella. Il modo di giocare di Ventura fa sì che succeda che altri giocatori possano risultare decisivi in zona gol, pensiamo a quello che nel campionato scorso aveva fatto Glik segnando molto. Ci sono delle stagioni nelle quali ogni volta che si tocca la palla in area o nei pressi va in rete e altre dove segnare è più complicato. Credo che in attacco abbiamo qualità per il presente e per il futuro e ripongo tanta fiducia e aspettative in Belotti perché può fare bene oggi e, ripeto, in futuro".
Il centrocampo è il reparto che dà equilibrio a tutte le squadre, ci sono stati e ci sono ancora tanti giocatori granata infortunati anche in mediana, ma quanto il centrocampo potrà e dovrà fare la differenza?
"Il centrocampo è una zona nevralgica per tutte le squadre e lì abbiamo un giocatore fuori categoria, un fenomeno, mi riferisco ovviamente a Baselli. Altro giocatore del presente e del futuro di questa squadra, sono felicissimo per come ha iniziato e credo proprio che continuerà così. Ha talento assoluto e per il resto forse quella è una zona del campo per la quale bisogna pensare a delle alternative da reperire sul mercato per il futuro. Bisogna dire, però, che a centrocampo il Torino ha qualità con Baselli e sostanza nel momento in cui tutti staranno bene e mi riferisco a Gazzi e Vives, due giocatori che sono tutt'altro che accessori, molto complementari e con caratteristiche tecniche anche molto diverse. Probabilmente in mediana conservando e valorizzando il patrimonio rappresentato da Baselli, ripeto, bisogna pensare a qualche innesto per il futuro".
Un pronostico per Torino-Inter?
"Mah, è difficilissimo. Noi abbiamo subito tanto gol nei minuti finali e l'Inter ha vinto tante partite per uno a zero segnando negli ultimi minuti quindi mi risulta, anche scaramanticamente, fare un pronostico. Spero che il Toro segni perché farlo a una squadra come l'Inter che pone massima attenzione in difesa sarebbe una cosa che dà fiducia. E' chiaro che mi aspetto di vedere la stessa squadra che ha giocato con la Juventus, in particolare nel secondo tempo, con quella qualità e atteggiamento lì, senza ovviamente l'epilogo. Giochiamo con la capolista quindi tutto sommato non mancheranno le motivazioni per cui mi aspetto la conferma che questo mese non positivo sia finito e che si ricominci a fare il nostro gioco, che ha dimostrato davvero di mettere in difficoltà qualunque squadra, soprattutto in un campionato così "democratico" com'è quello di quest'anno e ci sono squadre che si alternano in vetta senza che ci sia già quella che ha già fatto suo il torneo".
In caso di passo falso del Torino con l'Inter in assoluto non sarebbe una tragedia, in particolare neppure tanto poiché i granata bazzicano a metà classifica, però ci sarebbe comunque una messa in discussione del gioco, degli infortuni molti dei quali muscolari e di qualche giocatore. Quanto questo inciderebbe sul proseguimento della stagione?
"Più tempo occorre per superare le difficoltà e più entrano in testa i dubbi sul fatto che certi giocatori non garantiscono la qualità sperata, sulla qualità della preparazione o sui motivi che hanno generato certi infortuni. Idee e discorsi che neppure si ponevano quando il Toro nelle prime quattro giornate giocava sfoderando un'altra qualità. Per questo bisogna accorciare il tempo di ritorno a quella qualità lì, che non era un'eccezione, lo sottolineo, credo che il Toro di quest'anno abbia il valore visto all'inizio".
Il Torino quindi non era stato sopravvalutato.
"Assolutamente non era stato sopravvalutato, no non lo credo. Penso che in questo momento ci sia una flessione, che ci sta, e aggiungo da allenatore e da sportivo che certe volte in questi casi è meglio incontrare una squadra molto forte com'è l'Inter: si parte con non molto da perdere e se si riesce nell'impresa tutto torna a essere fluido, si ha veramente un'inversione di tendenza, quindi da questo punto di vista vedo la gara con l'Inter come un'opportunità".


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