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Boerchio: "Un sogno poter giocare la Champions League asiatica"

01.04.2019 22:34 di RMCSport Redazione  Twitter:    articolo letto 3095 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Mauro Boerchio, portiere del Chennai City, a MC Sport Live Show ha parlato della sua esperienza all’estero: “Da Bari mi sono mosso soprattutto in Lega Pro dove ho girato alcune squadre e l’ultima avventura è stata a Savona. Poi c’è stata l’opportunità di spostarsi all’estero e ho accettato molto volentieri”.

Che ricordo hai della tua esperienza nell’Amicale, squadra della Repubblica di Vanuatu?
“C’era un direttore sportivo di origini italiane che aveva giocato nel nostro paese. Aveva visto che avevo giocato a Savona, sapeva che ero in scadenza e dunque mi ha proposto di andare a giocare da loro per provare a vincere la Champions League dell’Oceania. Là inoltre allenava un tecnico italiano, Marco Banchini oggi al Como. Questa opportunità mi ha dato la spinta per accettare e ho fatto una scelta di cui non posso pentirmi. Questa avventura mi ha lasciato tantissimo. La popolazione non è ricca ma ci sono degli australiani abbienti che mantengono la popolazione facendola lavorare. e’ una popolazione aperta agli stranieri e mi hanno lasciato tanto sia dal punto di vista umano sia dal punto di vista sportivo. Sono rimasto molto colpito dai modi di fare degli abitanti, sono molto solari e molto accoglienti. Non c’è molto da fare sull’isola e la popolazione ha una mentalità un po’ australiana. Dal punto di vista calcistico le strutture non sono al massimo anche perché il calcio è un movimento ancora in crescita”.

Dopo questa avventura hai giocato a Malta allo Gżira United e poi in Mongolia all’Ulaanbaatar City?
“In Mongolia è stata una delle esperienze più belle perché ho conosciuto un allenatore spagnolo che tra l’altro mi ha portato anche in India. Pensavo di andare in un posto trasandato e invece ho trovato un ambiente quasi al nostro pari. Ulan Bator è proprio una capitale ed è come vivere a Milano e c’era tutto ciò di cui avevamo bisogno. E’ stata un’esperienza bellissima”.

Poi sei passato al Maziya, società di calcio delle Maldive. Che ricordo hai?
“E’ uno tra i posti più belli in cui giocare a calcio. Non si percepisce la pressione calcistica che ci può essere in altre piazze. Ci sono un centinaio di persone che vengono allo stadio ma le sconfitte non pesano mai. Però la società è una delle più conosciute, sono abituati a vincere e giocano la Champions asiatica ormai da cinque edizioni. E’ stata una bella esperienza e la consiglio ai nostri connazionali perché alle Maldive si troveranno a loro agio”.

Infine sei arrivato in India, prima al NEROCA e adesso il Chennai City?
“Il calcio in India è molto seguito anche perché da sette edizioni c’è la Super League che comincia ad attirare l’attenzione anche perché qua hanno giocato calciatori come Nesta e Materazzi. Il tifo certo non manca, quando c’è il derby tra Mohan Bagan ed Est Bengal si raggiungono anche le 80 mila persone allo stadio. La gente segue il calcio e sono tifosi veri e propri”.

Ora giochi appunto nel Chennai City. Come valuti la stagione?
“Tra quattro giorni giocheremo contro i campioni della Super League. La mia avventura è partita nel migliore dei modi con il primo posto in campionato e speriamo che continui ancora meglio, al momento speriamo di raggiungere la coppa e poi l’anno prossimo giocheremo la Champions League asiatica e si vedrà come andrà”.

I campionati indiani come sono organizzati?
“La Super League è più un campionato tipo la MLS perché non ci sono le retrocessioni. E’ una lega privata che non è riconosciuta dalla FIFA, mentre la prima serie indiana sarebbe la I-League. Noi che abbiamo vinto la I-League parteciperemo direttamente alla Champions asiatica mentre i vincitori della Super League parteciperanno alle qualificazioni per la Champions. La FIFA vorrebbe accorpare i due campionati”.

Hai ottenuto la qualificazione ai preliminari della Champions League asiatica e hai già giocato quella dell'Oceania...
“E’ una bellissima emozione. E' una competizione che lascia senza fiato. Sentire la musica, l’atmosfera è elettrizzante e capisci che stai partecipando a una competizione molto importante”.

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