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Carbone: “Zaza non è il partner ideale per Belotti, meglio Balotelli”

03.06.2018 09:32 di Elena Rossin   articolo letto 7033 volte
Fonte: Torinogranata.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Benito Carbone è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Carbone nel campionato appena concluso è stato il vice di Walter Zenga al Crotone. Da giocatore è cresciuto nelle giovanili granata e ha militato nel Torino dal 1988 al ‘90 e nella stagione ‘93-’94. Con lui che ha giocato nel ruolo di attaccante abbiamo parlato di chi potrebbe essere il partner ideale di Belotti e delle prospettive del Torino.
Da attaccante e allenatore secondo lei Zaza può essere il partner ideale per Belotti in un Torino che ha come obiettivo l’Europa League?
“Secondo me no perché sono due giocatori che hanno bisogno di avere spazi davanti, sono giocatori simili e due prime punte che partono da lontano per attaccare la profondità, quindi, non penso che possano giocare insieme. L’ipotesi di farli giocare insieme dipende anche dal modulo che vorrà utilizzare Mazzarri e potrebbero anche costituire una coppia d’attacco nel 3-5-2, ma a fronte di un grande lavoro poiché si tratta di giocatori molti forti. Io li avessi in rosa li farei giocare sempre, però, come dicevo, lavorando tantissimo sui tempi e sulle combinazioni, facendo un lavoro specifico in modo che possano occupare tutto il fronte d’attacco senza pestarsi i piedi”.
E’ decisamente improbabile che possa arrivare al Torino, ma Balotelli ha caratteristiche che si abbinano meglio a quelle di Belotti?
“Sì, perché Balotelli ha caratteristiche diverse da Belotti. In Nazionale Balotelli sta giocando da prima punta, ma lui parte sempre dietro rispetto alla prima punta e l’ha fatto all’Inter, al Milan e al Manchester City. Balotelli sarebbe più adatto a giocare con Belotti, ma tutti e tre sono giocatori fortissimi. L’eventuale scelta di Zaza o Balotelli per far coppia in attacco con Belotti dipenderebbe solo da Mazzarri e da come vorrebbe utilizzarli”.
Nell’attuale rosa del Torino in attacco ci sono Berenguer, Edera, Falque, Ljajic e Niang oltre a Belotti, ma Mazzarri ha detto che di attaccanti ne vuole solo quatto e in questo numero rientrerebbe anche Ljajic.
“Ljajic permette all’allenatore di avere l’alternativa di giocare con il 3-4-3 o con il 3-4-1-2 o anche il 3-4-2-1 utilizzandolo come trequartista o più da eterno. Mazzarri poi per come faceva giocare il Napoli potrebbe utilizzare Falque e Ljajic con Belotti. Ma si può anche pensare a un 3-5-2 con Ljajic alle spalle di Belotti. Mazzarri sicuramente ha le idee molto chiare e con la rosa che ha può cambiare l’assetto della squadra in qualsiasi momento anche a partita in corso perché il 3-5-2 può diventare 3-4-1-2 oppure 3-4-2-1 poiché i concetti sono quelli. Arrivasse anche Zaza e andasse ad aggiungersi a Belotti l’attacco del Torino diventerebbe formidabile, anche se sulla carta viene da dire che non potrebbero giocare insieme, poi, però, lavorandoci su si può trovare il giusto equilibrio fra i due”.
Lei conosce bene la piazza granata e c’è già chi storce il naso al possibile arrivo di Zaza per certi episodi avvenuti nel derby. L’ex juventino avrebbe difficoltà ad essere accettato?
“E’ un ostacolo che affronta chi passa dalla Juventus al Torino o viceversa, ma accade anche fra Milan e Inter, Lazio e Roma e Genoa e Sampdoria, ma se poi l’attaccante fa due gol tutto viene dimenticato. E’ l’atteggiamento che si ha nella nuova squadra che porta a conquistare i tifosi e credo che se Zaza arriverà al Torino darà tutto per la maglia granata e gli basterà poco tempo per conquistare tutti i tifosi. I tifosi una volta che c’è il giocatore capirebbero, sarebbe come per Allegri al suo arrivo alla Juventus quando nei primi mesi non tutti lo gradivano, ma con i risultati e le vittorie ha poi conquistato tutti”.
Il Torino ha bisogno di essere tanto modificato per riuscire ad accedere all’Europa League oppure basterebbe qualche innesto mirato e di grande qualità?
“Quando si fa un progetto non bisogna mai partire da zero tutte le volte, ma inserire due, tre, quattro giocatori al punto giusto. Mazzarri insieme a Petrachi sicuramente sanno dove intervenire. Il Toro è una squadra già forte e deve solo fare gli innesti che servono valutando chi andrà via e chi rimarrà e potrà ancora contribuire alla causa. Nel campionato appena concluso con il Crotone abbiamo affrontato il Toro èd è una squadra veramente forte e Mazzarri ha le idee chiare”.
Il Torino è una squadra forte, però, si è piazzato al nono posto insieme alla Sampdoria e davanti c’erano Fiorentina, Atalanta e Milan che sono le squadre che hanno “impedito” ai granata di andare in Europa League, quindi è mancato inevitabilmente qualche cosa.
“In serie A la differenza la fanno i giocatori di qualità e chi vuole raggiungere certi traguardi deve prendere calciatori che facciano la differenza, quindi, di prima fascia. Bisogna capire se il Toro può permettersi di comprare giocatori di prima fascia, dipende tutto da questo perché per fare il salto di qualità bisogna aggiungere, come dicevo, giocatori di prima fascia e quindi stiamo parlando di fuoriclasse. Anche se i Torino non compete per la Champions servono giocatori di qualità per andare a giocarsela con Sampdoria, Fiorentina, Atalanta e Milan”.
Cambiando argomento e parlando di lei, finita l’avventura con il Crotone quali sono le sue prospettive per il futuro?
“Io sono legato a Walter Zenga e se arriverà qualche proposta la valuteremo insieme, ma al momento non sono arrivate proposte”.
Valutereste proposte solo in Italia o anche all’estero?
“Sia Walter sia io siamo affascinati dal campionato italiano e dalla serie A, quindi, daremmo la priorità a proposte in Italia, ma se arrivassero dall’estero le valuteremmo nello stesso modo”.


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