HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | RMC SPORT EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi merita il Pallone d'Oro 2018?
  Sergio Aguero
  Alisson Becker
  Gareth Bale
  Karim Benzema
  Edinson Cavani
  Thibaut Courtois
  Cristiano Ronaldo
  Kevin De Bruyne
  Roberto Firmino
  Diego Godin
  Antoine Griezmann
  Eden Hazard
  N'Golo Kanté
  Isco
  Harry Kane
  Lionel Messi
  Neymar
  Jan Oblak
  Luka Modric
  Paul Pogba
  Sadio Mané
  Hugo Lloris
  Marcelo
  Kylian Mbappé
  Mario Mandzukic
  Ivan Rakitic
  Sergio Ramos
  Mohamed Salah
  Luis Suarez
  Raphael Varane

La Giovane Italia
Altre Notizie

Claudio Nassi: che danno non marcare!

12.10.2018 07:48 di Redazione TMW  Twitter:    articolo letto 5772 volte
Fonte: Claudionassi.com

Se è vero, come dice Bruce Weber, che "... il senso per il gioco, per quel che accadrà, non è allenabile, è una dote istintiva", non capisco perché non si debba cercare di limitare quelli che sono baciati da madre natura. Lasciarli giocare è fare harakiri. Se è vero che la gente che si capisce è quella che si domina, perché non si preparano le partite come si deve, dal momento che il regista è il passaggio obbligato, l'allenatore in campo, quello che fa girare la squadra? Non so perché non si faccia l'impossibile per rendere la vita dura ai più forti. Se Jeff Van Gundy, quando parla dell'NBA, dice: "Tutte le squadre hanno talento, ma sono chimica, atteggiamento e professionalità a separare la vittoria dalla sconfitta", afferma che, in partenza, nessuno è battuto. Se altri sono convinti di poter giocare con chicchessia se riusciranno a tenere 95' sopra ritmo; se altri ancora sposano difesa e contropiede per limitare i danni prima e colpire poi, viene da pensare che la tattica abbia importanza. Ma se entri in campo senza timori reverenziali, certo che, se la squadra fa il proprio gioco, non deve aver paura di nessuno, sarebbe opportuno fermarsi a riflettere. Se un allenatore ripeteva che per vincere bisogna aver paura di perdere, suggeriva un'infinità di cose. Dava per scontato che si dovesse conoscere non solo i punti di forza e di debolezza della propria squadra, ma anche degli avversari.

Ed eccoci al regista, il passaggio obbligato. Non c'è chi non sappia che, se si fa giocare, è il punto di forza dello schieramento e, marcato e attaccato, diventa l'anello debole. Se si chiude, si taglia la testa al nemico e, senza testa, come si muoveranno le braccia e le gambe? Poi ci sono le calamite, quelli che catturano un'infinità di palloni; infine gli attaccanti che hanno il gol facile. Perché questi non debbono avere ogni riguardo? Se l'allenatore non avrà preparato la gara prendendo in esame l'eventualità di trovarsi in difficoltà sul piano tattico, si potrà trovare a piangere lacrime amare. Ricordo un Chelsea - Liverpool con Benitez in panca dei Reds. Vidi Makélelé, centrocampista di quantità dei padroni di casa, marcato a pressione da Gerrard, il numero uno degli ospiti. Al momento non mi spiegai la mossa, poi capii. Il francese giocava più palle di tutti, con una percentuale di errore risibile, grazie a disimpegni sul breve. Il problema creato era duplice: si marcava uno che non si era mai trovato in simile situazione e si costringeva a guardare con la massima attenzione Gerrard, centrocampista dal gol facile.

A fine settembre, in Serie A, l'interista Brozovic aveva toccato 125 palloni a partita e fatto 105 passaggi, Pjanic 86 e 75, Biglia 78 e 70. Perché questi, con Lucas Leiva, De Rossi e altri, devono avere vita facile e incidere spesso in maniera determinante? Eppure si dovrebbe sapere che liberi fanno danni e marcati e attaccati lasciano i compagni senza fosforo.

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Serie A

Primo piano

Inter, Politano: "Pochi come Icardi in area. Derby? Serve partita perfetta" L'attaccante dell'Inter, Matteo Politano, ha parlato ai microfoni di Mediaset, parlando di Icardi. "E' un giocatore fortissimo, dentro l'area di rigore ce ne sono pochissimi come lui. All'inizio non è facile passargliela, poi capisci i suoi movimenti ed è molto più semplice. Il derby?...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy