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Cucchietti: “Con il Torino valuterò cosa fare per il mio futuro”

20.05.2019 12:20 di Elena Rossin   articolo letto 2456 volte
Tommaso Cucchietti
© foto di Diego Fornero/Torinogranata.it

Tommaso Cucchietti è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Cucchietti, passato dalle giovanili granata alla prima squadra nella stagione 2016-2017 ha ricoperto il ruolo di terzo portiere, in questo campionato ha giocato in prestito all’Alessandria. Cucchietti è uno dei dieci giovani selezionati per la prima edizione del concorso “Speranza Granata 2019” ideato e promosso dalla redazione di TorinoGranata.it, per conoscere le modalità del concorso collegarsi al seguente link: https://www.torinogranata.it/editoriale/speranza-granata-il-vincitore-lo-scegliete-voi-88496. Con lui abbiamo parlato della sua crescita professionale, del suo futuro e del Torino.

Come si è trovato all’Alessandria?
“Mi sono trovato bene, è stata una stagione un po' diversa da quelle che erano le aspettative di tutti ma comunque anche questo è motivo di crescita. Ho giocato trentuno partite e secondo me è stata una stagione positiva. Ho avuto continuità nel giocare e in due stagioni, compresa la scorsa alla Reggina, ho disputato più di sessanta partite ed era questo il mio obiettivo di giocare il più possibile e cercando di fare qualche cosa di più a livello collettivo con la squadra”.

Il 30 giugno terminerà il prestito all'Alessandria e lei tornerà al Torino dove tra i pali c'è Sirigu. Quale sarà il suo futuro? Pensa di fare il vice Sirigu oppure ritiene che sia meglio per lei andare a giocare altrove?
“Non so bene ancora quale sarà il mio futuro perché è ancora presto. La mia stagione appena finita, mentre quella del Torino non è ancora finita, quindi, è una situazione che non si può ancora valutare adesso. Ci possono essere delle prime idee, però, dire quale sarà il mio futuro è ancora difficile. Sia restare a fare il vice di Sirigu sia andare altrove per giocare con maggiore continuità sarebbero due esperienze che mi farebbero crescere. Continuare a giocare sicuramente mi darebbe più sicurezza, ma restare al Torino, come mi era già successo qualche anno fa, mi darebbe l'opportunità d'imparare da giocatori già affermati che hanno tanta esperienza e un bagaglio importante e quindi potrei "rubare" a loro segreti del mestiere e sarebbe comunque una cosa positiva per me. Comunque, ripeto, non so quale sarà il mio futuro perché non dipende solo da me e ci sono più cose da valutare”.

Da quando è andato via dal Torino in cosa crede di essere migliorato?
“Di sicuro giocando con i grandi e non solo con i pari età s'imparano tante cose come a gestire i momenti difficili della partita e a capire quando è il momento di accelerare e quando è quello di tenere palla rallentando il gioco, quindi, sono migliorato in tutti quelli che sono i fondamentali del portiere. Quest'anno, per esempio, con mister D'Agostino, che c'è stato per metà stagione, ci ha fatto lavorare molto sul possesso palla e ho dovuto dare una mano alla squadra a tenere il possesso partendo con il gioco del basso. Ogni anno si aggiunge qualche piccolo tassello che va a formare un bagaglio sempre più ricco”.

Che tipo di portiere è: più esplosivo oppure più riflessivo?
“Quando si parla dei portieri si dice sempre che siano dei matti, ma io sinceramente non mi sento così, anzi mi sento sereno e tranquillo in campo. Mi vedo più riflessivo e calmo”.

Ai portieri si chiede sempre più di saper trattare la palla anche con i piedi. Lei come si trova da questo punto di vista?
“Come dicevo prima, grazie a mister D'Agostino e a mister Colombo ho avuto la possibilità di migliorare tanto sotto quest’aspetto. Per giocare con i piedi, come ora si usa dire, bisogna capire il progetto di gioco della squadra e ci sono tanti fattori perché non è solo una cosa generale, ma comunque penso di essere migliorato tanto grazie all'aiuto dei miei preparatori”.

Si sente quindi pronto?
“Dire che sentirsi pronti per la Serie A non è facile, però, per i palcoscenici che ho calcato fino ad ora, quelli della Serie C, con i piedi mi sento a mio agio e il migliorare mi ha fatto acquisire sicurezza nei miei mezzi”.

Magari allora si sente pronto per la Serie B?
“Non lo so, si vedrà. Sarebbe bello, mi piacerebbe però bisogna valutare bene tante cose”.

Partirà in ritiro estivo con il Torino e poi si vedrà l'evolversi della situazione?
“Se sarò chiamato per il ritiro estivo andrò e poi in base al volere della società e a quello che penso sarà meglio per me valuterò”.

Il Torino avendo perso con l'Empoli è fuori dalla corsa per l'Europa League. Come è valutabile la stagione dei granata?
“È una stagione comunque positiva, la squadra ha una delle migliori difese della Serie A (la quinta con trentasei gol subiti, ndr) e già questo, secondo me, è un grosso successo sia per la società sia per i giocatori che sono i diritti artefici di questo risultato. Anche senza Europa la stagione del Torino rimane importante, anche se è un peccato per come stava andando non aver centrato la qualificazione”.

Se quest'anno la qualificazione in Europa è stata sfiorata il prossimo dovrà essere ottenuta?
“Penso che sia nell'interesse di tutti cercare di migliorarsi e non fare passi indietro. A Maggior ragione una società organizzata com'è il Torino cercherà di andare sempre più vicino a quell'obiettivo”.


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