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ESCLUSIVA TMW - Figc multata dall'AGCM, pres.AIAPC: "Rivoluzione culturale"

06.12.2018 11:11 di Marco Frattino  Twitter:    articolo letto 1628 volte

Con provvedimento del 27 giugno 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) per poco più di tre milioni e trecentomila euro, per la violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), a conclusione del procedimento I812. Una notizia della scorsa estate, ancora attuale perché il TAR del Lazio lo scorso 22 novembre ha rigettato la richiesta di sospensiva cautelare presentata dalla Federazione. Un provvedimento che - attraverso Tuttomercatoweb.com - il presidente dell'AIAPC Mario Savo ha commentato in riferimento al mondo della Match Analysis. "Due anni fa è stata fatta una segnalazione da uno studio di tributaristi di Roma, che opera nel mondo del calcio da diverso tempo. Si tratta dello studio Ferraria&Partners, operante da più di un decennio nel calcio italiano e svizzero, che ha presentato una segnalazione all'Antitrust poiché determinati corsi FIGC per l'abilitazione allo svolgimento di alcune figure professionali legate al mondo del calcio erano fortemente limitati nel loro accesso. L'Antitrust - organo indipendente nato su impulso della normativa comunitaria - ha compiuto un’attenta istruttoria, riscontrando che per il corso da DS, ma anche per quello di Match Analyst e per le figure di Osservatore calcistico e di collaboratore della Gestione Sportiva, c'erano delle forti limitazioni all'ingresso nel mercato", ha detto Savo (che ha avuto esperienze professionali con club quali Latina, Pisa e Manchester City) al nostro microfono.

Limitazioni di che natura? "Una di queste era la residenza in Italia da almeno due anni oppure essere in possesso della cittadinanza italiana. Inoltre la FIGC è incorsa nell’evidente errore di considerare sia il Match Analyst sia l'Osservatore calcistico degli allenatori, tanto da richiedere loro il possesso del patentino da allenatore Uefa B. Assistito dal nostro studio legale di fiducia, Studio Legale Associato D'Ercole-Veltri, sono stato ascoltato dall'Antitrust come Presidente dell'AssoAnalisti AIAPC (Associazione Italiana Analisti di Performance Calcio) e, personalmente, durante la mia audizione ho soffermato la mia attenzione sull’evidente errore in cui è incorsa la FIGC, cioè definire la figura del Match Analyst un allenatore di calcio. Ciò è completamente sbagliato, perché un Match Analyst è tutto fuorché un allenatore, lo dice la letteratura scientifica sull'argomento. Mi sono preoccupato di fornire all'Antitrust documentazione a comprova di quanto sostenuto e, tutt'oggi, sostengo. Il Match Analyst è un'analista, un ricercatore, un operatore dell'informazione e non un allenatore. Poi, vivendo nel mondo del calcio e a stretto contatto con i tecnici, è ovvio che per forza di cose capisca di tattica. Ma il ruolo nasce in ambito accademico. La FIGC, per contro, limitava l’accesso a coloro i quali erano in possesso del patentino Uefa B tanto da indire un corso in cui il possesso di tale requisito era fondamentale per l’iscrizione. Chiunque si occupa di tale materia conosce i parametri per ottenere il patentino Uefa B. Ci sono graduatorie per ottenere questa qualifica e aver avuto una carriera da calciatore dà molto più punteggio di avere una laurea in materie scientifiche affini alla disciplina della Match Analysis (matematica, statistica, economia, ingegneria, informatica e altre). Tutto questo non ha senso. All'Antitrust, pertanto, durante la mia audizione ho fornito la giusta definizione, il Match Analyst non nasce come allenatore di calcio. Anzi, si può essere Match Analyst in 5-6 sport diversi, come accade all'estero, senza avere il patentino da allenatore in nessuna disciplina sportiva trattata. Chi fa il Match Analyst di calcio, può farlo anche del football americano, per dire. Una volta che fai il Match Analyst lo puoi fare in qualsiasi altro sport".

Anche perché analizzare numeri non è come analizzare situazioni cosiddette di campo con un allenatore. "Esattamente. Parlare di big data o di algoritmi a un allenatore di calcio, non ha senso. Un mister, con tutto il rispetto, non capisce di big data o di algoritmi ma parla di campo e per le esperienze che ha maturato su questo. Il provvedimento dell'Antitrust è stato pubblicato a giugno, e ha condannato la FIGC a pagare una multa e a cambiare il requisito per entrare in questi corsi. La FIGC non ha più l'esclusiva per formare queste figure, dunque una società di calcio può assumere anche un'analista non formato o formato in corsi privati. Attualmente può assumere una persona anche senza titoli, per assurdo. Per noi analisti, teoricamente, forse va meglio così. Era assurdo pensare che un Match Analyst dovesse avere il patentino Uefa B come condizione preliminare per accedere ad un corso. Il calcio italiano deve evolversi anche in questo senso, rispetto ai Paesi che sulla Match Analysis calcistica sono più all'avanguardia (Inghilterra e Germania). Ci sono discipline in cui la Match Analysis è molto più sviluppata rispetto al calcio: ad esempio basket, football americano, baseball".

Come è evoluta la situazione legata alla FIGC? "L'ammenda è stata comminata in estate, la FIGC ha fatto ricorso al TAR chiedendo, tra l’altro, la sospensione dell’efficacia cautelare del provvedimento. Il TAR del Lazio, tuttavia, almeno nella fase cautelare, ha rigettato la richiesta di sospensiva cautelare presentata dalla FIGC. Ora la Federazione ha 90 giorni per pagare la multa e ha 120 giorni per porre rimedio a livello regolamentare, a partire dallo scorso 22 novembre, fatta salva la possibilità di ricorrere in appello al Consiglio di Stato, anche solo per la fase cautelare".

Per il mondo della match analysis, così come per le altre figure professionali interessate dal provvedimento dell'Antitrust, ci saranno dei benefici? "Il beneficio è che sarà una professione aperta, così se ne potrà parlare a tutti e potranno accedervi liberamente - e senza alcuna rilevante barriera all'entrata - anche i ragazzi neolaureati in corsi universitari a indirizzo scientifico che sognano una carriera nel calcio. In Italia si parla ancora prevalentemente di video-analisi tattica, rivedendo una partita in video e tagliandola in clip di più breve durata da far rivedere alla squadra. Questa però non è Match Analysis, ma soltanto un primo gradino di questa disciplina. Non vi è nulla di scientifico o metodologico in questo, qualunque vice allenatore o collaboratore tecnico potrebbe farlo e, certo, non sarebbe definibile Match Analyst. In Italia bisogna cambiare nettamente approccio per non restare indietro rispetto ai Paesi più sviluppati da questo punto di vista. Magari qualche club ha i dati forniti da società esterne, ma poi chi legge e interpreta questi dati? Che ci fai con questi numeri? La verità è che in Italia non abbiamo Match Analyst veri e puri, ma figure ibride a metà tra l'allenatore e il Match Analyst, anche perché la FIGC aveva imposto dei paletti importanti e una definizione restrittiva e sbagliata del ruolo. Questa vittoria legale, adesso, rappresenta un primo passo per una rivoluzione culturale in tal senso". In poche parole, un problema nato sotto le ultime gestioni federali e che Gabriele Gravina, eletto a capo della FIGC il 22 ottobre scorso, dovrà risolvere.


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